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Emissioni, 'Piantare alberi un palliativo serve più impegno sulle rinnovabili'

La Fondazione Finanza Etica (FFE) partecipa oggi all'assemblea degli azionisti di Eni, la più grande impresa italiana - controllata al 30,10% dal Ministero del Tesoro - con interessi che spaziano dal petrolio al gas, dalla chimica all'ingegneria.

Sotto la lente della FFE c’è, ancora una volta, il piano di decarbonizzazione della società. «I 463MW di potenza installata da rinnovabili al 2020 sono saliti a 1,6 GW entro il 2022 e a 5 GW entro il 2025. Di questo non possiamo che essere soddisfatti», spiega Andrea Baranes, presidente di FFE. «Alle fonti di energia pulita sarà però riservato appena il 4,24% degli investimenti totali nei prossimi quattro anni, mentre la produzione di combustibili fossili crescerà del 3,5% l’anno, realizzando 2,5 miliardi di barili di nuove risorse e perforando 140 pozzi esplorativi in tutto il mondo. Non è questo il “piano B” che vorremmo vedere realizzato da Eni per essere in linea con gli obiettivi di riduzione degli impatti climatici».

FFE è particolarmente critica sul piano di compensazione delle emissioni di gas serra presentato da ENI, che prevede la riforestazione di 8,1 milioni di ettari di terreni in Africa, un quarto della superficie dell’Italia. Entro il 2030, gli alberi dovrebbero riuscire a compensare tutte le emissioni dirette legate alle attività di esplorazione ed estrazione di petrolio. «Si tratta di una minima parte delle emissioni totali», continua Baranes, «perché non si tiene conto di quelle indirette, generate dall'utilizzo del petrolio e del gas che Eni commercializza, per esempio quelle prodotte dalle automobili o dalle centrali termoelettriche. Piantare alberi è solo un palliativo: da una parte si continua a espandere la produzione di combustibili fossili, come e più di prima, e dall'altra parte si cerca di rimediare, molto parzialmente, ai maggiori danni creati al clima. Ma i danni dovrebbero essere ridotti in partenza riducendo seriamente la produzione di petrolio a favore delle rinnovabili».

Anche quest’anno Fondazione Finanza Etica interverrà a nome della rete europea di investitori istituzionali SfC - Shareholders for Change, di cui è socia fondatrice e voterà in accordo con i membri francesi Meeschaert Asset Management e Ecofi Investissement, che detengono circa 100.000 azioni di Eni.

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Fondazione Finanza Etica è stata creata a Padova nel 2003. Fa parte del Sistema Banca Etica (www.bancaetica.it) e ha come obiettivo la promozione di reti di nuove economie sostenibili e di una nuova cultura economica e finanziaria al servizio della società e dell'ambiente. Nel 2007 FFE ha avviato le attività di azionariato critico acquistando un numero simbolico di azioni di Enel ed Eni per «portare la voce della società civile nelle assemblee delle più importanti società italiane» e per «promuovere il ruolo dei piccoli azionisti e il loro contributo alla vita delle imprese». Nel 2016 sono state acquistate anche azioni di Finmeccanica, nel 2017 di Acea, nel 2018 di Generali e Rheinmetall e nel 2019 di H&M. Le iniziative di azionariato critico della Fondazione sono sostenute da Re:Common, Global Witness, Rete Disarmo, dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e dalla Campagna Abiti Puliti.

SfC - Shareholders for Change, "Azionisti per il Cambiamento" è una rete di investitori istituzionali europei che, in qualità di azionisti, svolgono attività di dialogo con le imprese al fine di influenzare e sollecitare buone pratiche e comportamenti sostenibili e responsabili nel medio-lungo periodo. Nata a Milano nel dicembre del 2017, su iniziativa del Gruppo Banca Popolare Etica, ha sette soci fondatori e tre soci ordinari che rappresentano un totale di circa 140 miliardi di euro di asset gestiti. I soci fondatori sono: Bank für Kirche und Caritas eG (Germania), Ecofi Investissements, Groupe Crédit Coopératif (Francia), Etica Sgr, Gruppo Banca Etica (Italia), fair-finance Vorsorgekasse (Austria), Fondazione Finanza Etica (Italia), Fundacion Fiare (Spagna) e Meeschaert Asset Management (Francia).

Nel corso del 2019, SfC organizzerà azioni congiunte alle assemblee di Generali, Eni, Enel, Rheinmetall (Germania) ed H&M (Svezia).

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