Roma, 24 giu. - (AdnKronos) - Vasi, rubinetti & Co. Le attrezzature idrosanitarie obsolete sono, insieme con l'inefficienza delle reti, tra le cause dell'alto tasso di dispersioni idriche in Italia (47,9%), Paese al primo posto in Ue per i prelievi di acqua a uso potabile. Sostituendole con modelli più efficienti si possono tagliare i consumi di acqua tra il 25 e il 70%. Non solo: le elaborazioni del centro studi FederlegnoArredo dimostrano che la sostituzione progressiva di una minima parte delle attuali attrezzature idrosanitarie porterebbe in 5 anni a un risparmio di oltre un miliardo di euro. Stimando per i nuovi prodotti un risparmio idrico medio del 50% e intervenendo ogni anno sul 5% del parco attrezzature sanitarie installate, in cinque anni si potrebbero risparmiare circa 453 milioni di euro per le utenze residenziali e circa 638 milioni di euro per le utenze non residenziali. Questo, "grazie all’apporto dell’industria italiana del settore, che in questi anni ha investito moltissimo in ricerca e innovazione ed è in grado di offrire oggi i prodotti più performanti e sostenibili del mercato internazionale", commenta Paolo Pastorino, presidente Assobagno, l’associazione che rappresenta i produttori italiani di arredi per il bagno e fa capo a FederlegnoArredo.“Il risparmio idrico è un tema centrale per l’industria dell’arredobagno: non solo nell’ottica di un uso equilibrato di risorse limitate, ma proprio in termini di competitività e valorizzazione della produzione italiana sui mercati globali”, aggiunge Pastorino. L'occasione per affrontare l'argomento è stata l'assemblea annuale di Assobagno.Tra le soluzioni in grado di assicurare un incremento rilevante e strutturale dell'efficienza idrica degli edifici e del loro consumo energetico indiretto, l'associazione sostiene da tempo l'introduzione di un incentivo, analogo all'Ecobonus già esistente per il risparmio energetico, per consentire ai cittadini una detrazione fiscale fino al 65% per l'acquisto di rubinetti e sanitaria consumi ridotti. "Siamo attivi da tempo su questo fronte, non solo dialogando costantemente con le istituzioni nazionali ma anche partecipando a dibattiti più ampi come i lavori dell'European Bathroom Forum per il recepimento a livello europeo di un'unica etichettatura di consumo idrico per rubinetti e sanitari", spiega Pastorino. Non solo Ecobonus, Assobagno sta lavorando anche all'estensione dei Criteri Ambientali Minimi anche all'edilizia privata; all'avvio di un confronto con le rappresentanze delle utilities e i gestori del servizio idrico integrato per individuare campagne di sensibilizzazione e modalità di collaborazione, e a possibili sconti in bolletta per le famiglie che scelgono di sostituire apparecchi obsoleti con nuovi prodotti più efficienti; alla promozione dell'installazione certificata di prodotti made in Italy.

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