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Come Paese ospitante quest'anno per vertice del G20, la Cina ha incluso la "finanza verde" come un argomento di discussione.

Il chairman del Green Finance Committee, Ma Jun, ha promosso la task force della Cina sulla Green Finance fin dal 2014.

Green Finance è probabilmente un concetto non familiare alla maggior parte delle persone. Il presidente Ma Jun ha tenuto a precisare che la "Green Finance si riferisce al finanziamento delle attività di investimento che offrono benefici ambientali."

Ma Jun è anche capo economista presso la banca centrale cinese, PBOC. Quando la Cina ha deciso che la finanza verde sarebbe stato un importante argomento di discussione al vertice del G20 di quest'anno, Ma è stato invitato a far parte del Gruppo di Studio del G20, GFSG, che è stato istituito dopo che la Cina ha assunto la presidenza del vertice lo scorso anno.

Data la massiccia domanda di investimenti verdi, il che potrebbe costituire un'industria multi-miliardaria l'anno a livello globale, ora nascono molte opportunità per finanziarla. Tuttavia gli esperti hanno detto che la chiave è per ora quella di individuare e superare le sfide che potrebbero impedire il suo sviluppo.

GFSG ha presentato una serie di raccomandazioni per il vertice del G20 su come creare un ambiente adatto ad attrarre capitali privati ​​per investimenti verdi. Una è quella di facilitare gli investimenti transfrontalieri in obbligazioni verdi, i cui proventi sarebbero utilizzati per finanziare progetti ecocompatibili.

Per la Cina questo vertice sarà la definitiva affermazione del ruolo internazionale di un Paese che aspira a diventare un modello per il XXI° secolo, così come gli Stati Uniti lo sono stati nel XX°. L'UE è rappresentata dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Sul piano economico globale la Cina - nonostante vanti il secondo Pil mondiale – finora non ha potuto fare molto: le sue politiche sembrano soprattutto adattarsi a quelle che sono le dinamiche dei mercati e le politiche delle economie avanzate, piuttosto che influenzarle.

A partire da oggi, il G20 - ovvero i governi di 20 delle più grandi economie del mondo, inclusi gli Stati Uniti e la Cina – riunito a Hangzhou, potrebbe tener conto delle indicazioni della Cina in materia “verde”. L’obiettivo potrebbe essere di spostare le migliaia di miliardi di dollari incanalati finora verso i combustibili fossili, cosiddetti sporchi, verso soluzioni “green” di energia pulita, riuscendo a soddisfare la crescente domanda globale; è il momento per i governi dei paesi G20 di fare sul serio e fermare i sussidi ai combustibili fossili.

Lo scorso novembre una relazione della Development Institute and Oil Change International Overseas ha evidenziato che i governi dei Paesi che compongono il G20 stanno fornendo 444 miliardi di dollari in sovvenzioni annuali per la produzione di combustibili fossili - ovvero quattro volte più degli investimenti globali in energia pulita. I Paesi del G20 si erano però impegnati a eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili inefficienti nel medio termine nel 2009. Ora siamo nel 2016, ma le proporzioni non sono assoltamente a favore dell’energia pulita.

I Paesi del G7 si sono impegnati a porre fine sussidi ai combustibili fossili entro il 2025, ma il G20 dovrebbe impostare una linea temporale più aggressiva. Nel mese di giugno, una lettera aperta da più di 200 organizzazioni della società civile hanno chiesto una scadenza 2020 per eliminare i sussidi per i combustibili fossili, e la pressione mediatica continua a crescere.

                                                                                                                                                    

Per essere più precisi, il tema del vertice di quest'anno è "Verso un'economia mondiale innovativa, rinvigorita, interconnessa e inclusiva" (in inglese 'innovative, invigorated, interconnected, inclusive'), ma l'agenda non ufficiale del vertice includerà sicuramente anche una valutazione della Brexit, oltre al confronto su una nuova ripartizione delle quote di governance del Fondo Monetario Internazionale. L'ordine del giorno della riunione del G20 comprende anche il tema del lavoro, la trasparenza fiscale e il finanziamento del terrorismo.

Si tratta dell'11ª edizione del vertice del G20, che riunisce le principali economie mondiali, avanzate ed emergenti. Ne fanno parte Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Italia, India, Indonesia, Giappone, Messico, Repubblica di Corea, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Unione europea.

I titoli delle agenzie di stampa si sono sbizzarriti: 'G20 fondamentale per migliorare la governance economica globale', 'Forti speranze che il G20 possa rivitalizzare il commercio mondiale', 'Dal G20 grandi opportunità per la Cina e l'Europa di avviare un nuovo modello di crescita',

Insieme, i membri del G20 rappresentano circa il 90% del PIL mondiale, l'80% del commercio mondiale e i due terzi della popolazione della terra. Quest'anno la Cina esercita la presidenza di turno del G20.

La 12ª edizione del vertice del G20 sarà ospitata dalla Germania nel 2017.

Paolo Brambilla

 

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