Roma, 10 dic. (Labitalia) - Giovane, colto, europeo e spesso donna: è il ritratto del turista musicale. A scattare la fotografia è il primo 'Rapporto sul turismo musicale in Italia e in Veneto', curato da Fondazione Santagata per l'economia della cultura di Torino per Cuoa Business School nell’ambito del più ampio progetto 'Note in Viaggio. Itinerari formativi esperienziali per valorizzare l’offerta musicale del Veneto', finanziato dalla Regione del Veneto. Il Rapporto, il primo del genere, viene presentato oggi pomeriggio nella sede di Cuoa Business School, ad Altavilla Vicentina (Vicenza).Come emerge dai dati di coloro che hanno risposto al questionario somministrato nei mesi di aprile-giugno a livello europeo, si tratta di pubblico appassionato che si muove anche per motivi di formazione professionale (giovani musicisti, compositori, insegnanti), ma anche di persone abituate sin da bambini all’ascolto di musica colta e che replicano questa abitudine di consumo anche nel loro viaggiare. Circa il 60% circa dei rispondenti, infatti, da bambino è stato abitualmente accompagnato dalla famiglia ad assistere a concerti di musica classica o lirica, mentre meno del 50% vi partecipava con la scuola.I viaggiatori musicali sono autonomi nell’organizzazione i propri viaggi, si spostano più di frequente con gli amici e sono molto esigenti. I viaggi musicali vengono organizzati in maniera autonoma dall’82% delle persone; solo il 12% si avvale del supporto di un’associazione musicale e il 3,3% e il 2,6% rispettivamente di pacchetti turistici o del supporto di un’agenzia specializzata in viaggi musicali. La destinazione preferita dei 'viaggi musicali' è l’Italia, seguita da Germania, Austria, Francia e Regno Unito. L’Italia come meta è scelta in eguale misura da italiani e da stranieri, a conferma di un buon posizionamento del paese quale meta di viaggi 'musicali'. Nello scegliere la meta e il viaggio musicale la principale fonte utilizzata per raccogliere informazioni è senza dubbio il web (72% dei rispondenti), sia per gli italiani che per gli stranieri, a conferma della scelta di organizzare i viaggi in autonomia.Chi viaggia per musica lo fa soprattutto con gli amici (37%), il 20% circa con partner, cui seguono i viaggi in famiglia o da soli. Questa dinamica può essere spiegata facilmente se si considera la musica come una passione, che in quanto tale è collegata alla fruizione con un gruppo che ne condivide il valore, non necessariamente. I viaggiatori musicali possono essere considerati un pubblico esigente: non emerge una componente a cui danno più importanza delle altre, ma sono tutte egualmente considerate di grande importanza: è l’esperienza nel suo complesso che conta. Alla domanda “Ti sei mai recato in Veneto per fruire di eventi musicali?” l’80% dei rispondenti ha risposto "no"; il 20% che ha risposto "sì" è costituito quasi esclusivamente da italiani.In Italia la tradizione musicale permea il territorio e la cultura della musica è qui rappresentata in ogni pezzo della filiera: dalla formazione dei conservatori e delle prestigiose masterclass alla tradizione liutaia, dall'editoria musicale all'alto artigianato per la realizzazione di costumi e scenografie, a una vastissima offerta lirica e concertistica nei teatri, nelle sale da concerto e sul territorio con il ricco panorama dei festival, fino ai 'boschi sonori' che hanno fornito il legno per strumenti di grandissima eccellenza, dagli Stradivari ai Guarnieri. Questo immenso patrimonio - sottolinea lo studio - rappresenta una grande opportunità in termini di 'place branding' e di ricadute turistiche per molti territori e presenta una ricca declinazione in termini di offerta turistica: non solo spettacoli e concerti ma anche musei, itinerari, visite alle botteghe artigiane ecc.Nonostante questi elementi di interesse, il turismo musicale è stato poco analizzato sia in Italia sia all'estero, dove solo recentemente alcuni studi hanno dato informazioni importanti in termini di flussi e di economie generate a livello locale dall'offerta musicale. È il caso dei rapporti prodotti nel Regno Unito, in Irlanda e in Europa sul sistema dei festival musicali, solo per citarne alcuni. Esistono poi alcuni studi su specifici eventi come quelli di analisi dell'impatto del festival di Salisburgo, del Glyndebourne Opera Festival, del Rossini Opera Festival, o di teatri dell'opera come La Fenice. Eppure, molti territori italiani e veneti, anche quelli più decentrati rispetto ai grandi flussi del turismo, vantano eventi e attività musicali di grande richiamo, spesso inseriti in contesti di interesse storico-artistico che ne amplificano il potenziale attrattivo in vista di un turismo diffuso, meno stagionale e di qualità.Tale offerta principale copre diverse stagioni dell'anno - grazie anche alla programmazione dei teatri e delle fondazioni liriche - e diverse tipologie musicali, in particolare lirica e corale, concertistica e jazz. A questa offerta si aggiunge quella dei luoghi della musica: teatri storici, chiese, ville, cimiteri monumentali, case museo legate a specifici periodi storici o a particolari personaggi, atelier artigianali di produzione degli strumenti, festival e fiere dedicate agli strumenti e molto altro. Si tratta, quindi, di risorse preziose che a oggi - avverte il Rapporto - spesso non trovano un adeguato riconoscimento turistico anche a causa di un'offerta non specificamente organizzata in prodotti turistici. Permane, infine, una limitata conoscenza della domanda potenziale ma anche delle opportunità insite in un'offerta tanto diffusa ed eccellente.Il primo 'Rapporto sul turismo musicale in Italia e in Veneto' è nato proprio con lo scopo di colmare alcune di queste lacune conoscitive. In particolare, il Rapporto è stato condotto da Fondazione Santagata per l'economia della cultura su incarico di Cuoa Business School, capofila del progetto 'Note in Viaggio', per supportare gli operatori coinvolti dal progetto con un'analisi sistematica dell'offerta e della domanda di turismo musicale in Italia e in Veneto, in un confronto anche con alcune realtà benchmark all'estero. La ricerca ha quindi analizzato tre aspetti: struttura dell'offerta e trend di domanda del turismo musicale in Italia e all'estero; profilo e caratteristiche del turista musicale in Europa e in Italia; tendenze e opportunità per il turismo musicale in Veneto. I risultati emersi costituiscono una base di riflessione per lo sviluppo dei prodotti turistico musicali del progetto 'Note in Viaggio' e intendono essere una prima fonte informativa sul turismo musicale e sulle sue potenzialità per il sistema turistico italiano tutto.

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