Roma, 10 lug. (Labitalia) - Si è tenuta oggi pomeriggio, nella sede di Confindustria, a Roma, l'assemblea pubblica di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco di Confindustria. Durante l'assemblea, Sistema Gioco Italia ha presentato 10 proposte per riformare l’intera filiera del gioco legale, mettendo al centro la tutela del giocatore e proponendo un progresso sostenibile e responsabile del settore nei territori. L’incontro, si legge in una nota, "è avvenuto in un momento in cui il gioco è tornato prepotentemente nel dibattito pubblico viste le ultime misure del governo che, nel cosiddetto 'decreto Dignità', ha deciso di introdurre il divieto della pubblicità del gioco". "Questa misura segue i numerosi interventi delle Regioni e dei Comuni, ultima la città di Roma, che da molti anni stanno agendo in maniera disomogenea, introducendo provvedimenti che portano all’espulsione del gioco legale dai territori", sottolinea. L’industria del gioco legale, continua la nota, "in Italia conta 150.000 addetti, 6.000 imprese e solo nel 2017, secondo le ultime stime disponibili presentate durante l'assemblea dal professor Marco Spallone (Casmef-Luiss), ha garantito allo Stato un gettito erariale di circa 9.5 miliardi di euro". "Chiediamo al governo, e in particolare al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, di aprire un tavolo di confronto con l’industria del gioco. Noi siamo pronti a presentare le nostre 10 proposte che vanno nell’ottica di una maggiore regolamentazione di tutta la filiera con l’obiettivo di rafforzare le tutele per i cittadini. Il nostro settore ha bisogno di una riforma organica, ci sono 150.000 famiglie e milioni di investimenti privati che sono a rischio se non si interviene", ha sottolineato il presidente di Sistema Gioco Italia, Stefano Zapponini, aprendo i lavori dell'assemblea. "La decisione del governo di inserire il divieto di pubblicità nel 'decreto Dignità' è per noi un segnale molto negativo e auspichiamo che il Parlamento intervenga per migliorare questa norma. Questa misura, così come gli interventi di Regioni e Comuni sui territori, stanno facilitando un ritorno del gioco illegale, molto spesso in mano alla criminalità organizzata e che sfugge a qualsiasi tipo di controllo", ha detto. "Ribadiamo la nostra disponibilità a una discussione anche franca con tutte le istituzioni ma, se si vogliono veramente tutelare i cittadini, è necessario intervenire non sui singoli aspetti ma con una riforma complessiva di tutta la filiera, come Sistema Gioco Italia propone già dal 2013, che non può essere raggiunta con la decretazione d’urgenza", ha concluso Zapponini. "Il settore ha bisogno di una riforma profonda, economica e sociale, che vada nella direzione della sostenibilità superando quanto prima la divaricazione tra la normativa nazionale e quelle regionali. Confindustria si augura che il governo voglia vararla al più presto, tenendo conto dei suggerimenti della categoria tesi a garantire allo stesso tempo certezza del diritto e agibilità a garanzia degli investimenti e dell’occupazione", ha dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, chiudendo i lavori dell'assemblea."Si tratta di settore fondamentale dell’economia italiana che coinvolge non solo gli operatori del gioco in senso stretto, ma anche altri settori ad alta professionalità, dallo sport agli eventi, dalle sponsorizzazioni all’esercizio di radio e tv. Un settore complesso e diversificato, dunque, che merita attenzione e rispetto", ha sottolineato.Ecco i dieci punti della proposta di Sistema Gioco Italia: "Soluzioni alternative al distanziometro per evitare l’espulsione del gioco legale dai territori; interventi di razionalizzazione dell’offerta; innalzamento qualitativo dei punti gioco (bar, tabacchi e sale dedicate); riqualificazione della filiera e formazione degli operatori; implementazione di linee guida nazionali sull’impatto urbano e la comunicazione; revisione della disciplina del prelievo erariale sui singoli giochi; rafforzamento della regolamentazione del gioco online; regolamentazione della pubblicità; espletamento del bando di riassegnazione delle concessioni del Bingo; riforma complessiva del settore dell’ippica".

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