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Libri & Editori
La voce poetica inconfondibile di Chandra Livia Candiani

di Giorgio Morale

 

Oggi, 13 marzo, a Milano Chandra Livia Candiani presenta il suo nuovo libro La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore (Einaudi 2014), presso Philo (via Piranesi, 12) alle ore 21. Intervengono Laura Becatti, Laura Bosio, Nicole Janigro e Domitilla Melloni. E’ l’occasione per l’incontro con un’autrice estranea alle dispute ideologico-poetiche di questi anni e che proprio per questo è rimasta schiva e appartata alimentando una voce inconfondibile. Eppure già negli anni Settanta Livia Candiani è stata segnalata da Antonio Porta in una famosa antologia e ha avuto riconoscimenti importanti come il Premio Montale per l’inedito nel 2001. Ha poi dato alte e apprezzate raccolte come Io con vestito leggero (Campanotto 2005) e Bevendo il tè con i morti (Viennepierre 2007). La prima partendo da un amore non corrisposto sviluppa una intensa riflessione sull’atto dello scrivere; la seconda presenta alcune tra le più belle poesie sulla morte mai scritte. Ma, come dice il grande poeta persiano Rumi, “La ferita è il luogo in cui la luce entra in te”.

 

Le ferite della vita e un personale percorso spirituale sono infatti l’humus da cui nasce La bambina pugile. La voce poetante è maturata rispetto alle opere precedenti e si presenta come un io biograficamente connotato nel qui e ora, ma al contempo un io che si fa noi e si apre all’universo (Una faccia spalancata / al cosmo”). La consapevolezza che al mondo “C’è male male grande” – la malattia, la morte, la perdita di senso – è il punto di partenza per la conferma di una crisi epocale (“Vedi, tutto può crollare / qui”), ma anche per il riconoscimento che “C’è un male / che fa guarigione”. Proprio nel luogo della massima crisi ecco allora che si rimette in moto l’avventura umana aprendoci a un nuovo rapporto con l’universo dove da sempre “stiamo facendo / dell’infinito / casa”. Il corpo e la parola sono momenti continuamente fondanti di questa relazione e di questo movimento di familiarizzazione: il corpo “che sa morire e consegnare / alla luce”, le parole “aperte all’infinito, / abisso del senso”.

 

L’amore è l’approdo e il motore di questo percorso, come dichiarato nel titolo “La precisione dell’amore”. E’ l’amore – e la parola che lo accoglie con “precisione” – che tiene insieme “l’universo che non finisce” e abbraccia insieme i vivi e i morti e la totalità dell’esperienza umana. Ed è l’amore che detta una serie di poesie “pedagogiche” con le quali riscopriamo gesti antichissimi come “l’ascolto” o “l’abbraccio”: in questa poesia, ad esempio, scopriamo come fosse la prima volta la “scienza degli abbracci”:

 

L’universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa cosí:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi allargando le braccia,
si mostra il disarmo delle ali,
e infine si svanisce,
insieme,
nello spazio di carità
tra te
e l’altro.

 

E’ una poesia che nasce come all’interno di noi, come “un soffio leggero” che acquista “la forza di un vento impetuoso”, come si dice nella quarta di copertina. Così Andrea Cirolla esprime la forza di questa voce in cui sentiamo la risposta a un dettato preciso: “Lei inizia a scrivere una poesia con sicurezza, un attacco nitido, guidata da una visione, incantata; rispondendo a un appello interiore e assoluto… La visione la conduce in un territorio che non si può prevedere… Ha i suoi strumenti: le parole, il canto che le lega, la danza in cui si agitano; la consapevolezza. Dentro la scrittura rimane indifesa, sguarnita di furbizie, di sagacia; come bambina si muove, dice ciò che vede e sente. La poesia per lei si fa davvero spazio di verità”.

 

E’ mia convinzione che con questa sua nuova raccolta Livia Candiani ci abbia dato la poesia di cui il nostro tempo ha bisogno, una poesia che invera quanto diceva Hölderlin:Dove c'è pericolo cresce anche ciò che salva”. La bambina pugile è uno di quei libri che intercettano problemi, inquietudini e aspettative del proprio tempo, ampliando e ridisegnando la nostra esperienza e consapevolezza di noi stessi. E’ uno di quei libri capaci di superare l’accademismo di cui soffrono le patrie lettere e di accogliere e di accompagnare la nostra umanità avendo l’effetto di una sveglia. Allora benvenuta, e buon viaggio, Bambina pugile!

Tags:
bambina pugileeinaudipoesialivia candiani
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