Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

E' scoppiato il caso-Bitcoin/ Ma l'esperta: "Ecco perché il progetto della moneta virtuale non è fallito..."

Mt. Gox, il più grande mercato online di moneta virtuale, ha chiuso di colpo; il CEO Mark Karpeles ha dato le dimissioni dal Cda di Bitcoin Foundation e in rete circola un documento secondo cui la piattaforma di exchange sarebbe vicina al fallimento... Proprio nei giorni più difficili per Bitcoin, esce l'e-book "L’altra faccia della moneta" (goWare), che offre una prima riflessione di tipo economico-giuridico sulla criptovaluta di internet... Ecco l'intervista alla curatrice del saggio, l'avvocato Giulia Arangüena, che spiega tutti i dettagli sulla prima valuta veramente mondiale e globale nata in rete, e sul caso scoppiato in questi giorni precisa: "Segna solo il fallimento di un soggetto economico, non certo del progetto Bitcoin..."

BitCoinGoWare

Ecco l'intervista a Giulia Arangüena, avvocato a Roma, e autrice e curatrice dell’e-book “Bitcoin. L’altra faccia della moneta. Prima riflessione economico-giuridica sulla moneta di Internet e sul nuovo capitalismo peer-to-peer”, edito da goWare e disponibile da oggi in tutte le librerie online (nel box a destra i dettagli, ndr).


Il Bitcoin viene chiamato in tanti modi e diverse ed opposte sono le posizioni sulla criptovaluta: da moneta del futuro, al “diavolo” di Internet in grado di affondare gli Stati. Ma ogni volta che ci si chiede cosa sia il Bitcoin, si trovano solo complicate spiegazioni sulla tecnologia su cui si basa, oppure scetticismi argomentati confusamente. Non si può dire tuttavia che di Bitcoin se ne stia parlando poco. Eppure, più se ne parla più sembra aumentare la distanza tra quello che ne pensano alcuni giornali e i non addetti ai lavori da un lato, e quello che si sforzano di dire gli esperti, dall’altro. Cerchiamo di chiedere un’opinione all’Avvocato Giulia Arangüena, legale esperto di diritto bancario e di questioni ICT.

Partiamo da ciò che è successo in questi giorni: Mt. Gox, il più grande mercato online di moneta virtuale, ha chiuso di colpo; il CEO Mark Karpeles ha dato le dimissioni dal CdA di Bitcoin Foundation e in rete circola un documento secondo cui la piattaforma di exchange sarebbe vicina al fallimento. Può dare la sua opinione sulle cause del crack?
Credo che ci siano molte cause interconnesse. In tale ottica, penso che la crescita di Mt. Gox sia stata improvvisa, e, soprattutto, non sorretta da una corrispondente crescita dell’organizzazione e del modello di impresa della società che ha gestito questa piattaforma di exchange. I manager, probabilmente, hanno deciso di offrire ai loro utenti un over price su ogni Bticoin scambiato per assicurarsi il maggior numero di clienti possibili, ma non hanno previsto la dimensione del loro successo.

SCOPRI TUTTI I DETTAGLI SULL'E-BOOK

Tra i dieci eventi chiave del 2014 la rivista “Time” colloca al primo posto l’arrivo della moneta digitale. I bitcoin sono il fenomeno del momento. In Rete sta nascendo la prima valuta veramente mondiale e globale come neppure il dollaro e l’euro sono riusciti a essere. La misteriosa e affascinante moneta virtuale nata nel 2009 a opera di Satoshi Nakamoto, pseudonimo dell’anonimo internauta che l’ha inventata e sviluppata, ha attirato nel corso di pochi anni l’attenzione di tutta una serie di innumerevoli soggetti istituzionali (es. la BCE, l’FBI, o la stessa Federal Reserve), imprenditoriali, e semplici utenti, incrementando il suo valore e il volume di transazioni, fino a toccare a fine novembre 2013 l’incredibile valore di cambio di oltre $1000. L’e-book Bitcoin. L’altra faccia della moneta, scritto per goWare da Giulia Arangüena, Simone Caroli, Luca Nicoli, Massimiliano Rizzati, Francesco Chiari, un team di autori del “gruppo di studio sul bitcoin” dello studio legale ADLP, offre una prima riflessione di tipo economico-giuridico sulla criptovaluta di Internet, analizzata nei suoi aspetti principali: tecnico, sociale, giuridico ed economico. Sono aspetti fondamentali, di cui si sta discutendo in tutti i paesi del mondo e a livello internazionale, che vanno approfonditi, perché il bitcoin è già spontaneamente approdato nel “mondo reale” e si sta diffondendo vorticosamente, come dimostra la recente apertura dei primi bancomat per Bitcoin negli USA e a Hong Kong.

Ma, secondo lei, la vicenda di Mt. Gox può segnare la fine del Bitcoin?
No, si tratta solo di un momento particolarmente critico. E segna solo il fallimento di un soggetto economico, non certo del progetto Bitcoin. Anzi, credo, piuttosto il contrario. Infatti, il Bitcoin, nelle scorse settimane, ai primi segni di anomalia su Mt. Gox cioè, ha dato prova, su altri exchange di saper mantenere il livello di prezzo negli scambi. E sta continuando, senza particolare “panico” la sua difficile performance di resistenza per assorbire il colpo.

Evitando il più possibile complesse argomentazioni informatiche, e veramente in pochissime battute se possibile, può dirci cos’è il Bitcoin?
È una catena di firme digitali che serve da tool per gli scambi di denaro o beni/servizi tra soggetti che non si conoscono e non hanno un preesistente legame fiduciario tra loro.
Ciò è possibile attraverso il semplice invio per mail o sms di una stringa alfanumerica che funge da codice crittografico in grado di essere decifrato solo dai soggetti che sono parte di quella determinata transazione. Il mittente di quel codice non ha bisogno di conoscere il destinatario o di fidarsi di lui e viceversa.
Prima del Bitcoin non esisteva nulla che consentisse una cosa simile in forma digitale ed automatizzata.

Ci si sta muovendo sui Bitcoin in Italia?
Il Bitcoin costituisce una novità assoluta in Italia, difficile da trattare privi come siamo di qualsiasi esperienza diretta, o quasi.
Il Bitcoin e le altre valute matematiche, come ci ha confermato anche Marc Andreessen dalle colonne del New York Times a fine gennaio scorso, sono state finora appannaggio quasi esclusivo della Silicon Valley che vi si sta dedicando, silenziosamente, da più di 20 anni investendovi una montagna di denaro per poter sfruttare (anche) il vastissimo mercato delle rimesse internazionali (che secondo la Banca Mondiale varrebbe circa 400 miliardi di dollari all’anno, all’attuale livello di emigrazione globale), attraverso i pagamenti elettronici a basso costo realizzati con le criptovalute.

Il Bitcoin è o non è una moneta?
Il Bitcoin è anche una moneta. Anzi, provo a dire meglio: il Bitcoin ha cominciato a svolgere, per la sua diffusione sempre più vasta, anche una funzione monetaria sebbene in maniera imperfetta; tanto che qualche autore di scuola liberista lo definisce una “quasi money”.
Ma il Bitcoin è molto di più e molte altre cose che non solo una moneta!
Il Bitcoin e le altre divise virtuali (le c.d. altcoins) sono dei sistemi multifunzionali di scambio con tante possibilità applicative e natura giuridica variabile a seconda degli utilizzi e delle attività economiche che si compie con esse. Ad esempio, il bitcoin è anche un sistema di pagamento che non è gravato da alcuna commissione, mentre sugli altri sistemi di pagamento c’è una commissione media del 2-2,5%.

Ci può fare un esempio di altre possibili applicazioni?
Per capire meglio, possiamo immaginare la compravendita di un'automobile, di uno smartphone o di qualsiasi altro bene il cui funzionamento possa essere facilmente legato al riconoscimento crittografico del proprietario. Tanto che, attraverso l'utilizzo delle chiavi asimmetriche del sistema crittografico del Bitcoin, sarebbe possibile utilizzare lo stesso bene oggetto di vendita per identificare automaticamente il nuovo proprietario nel medesimo istante in cui compie l'operazione d’acquisto e il trasferimento di criptovaluta viene annotato sulla blockchain, cioè sul database (o ledger: libro mastro) accessibile senza limiti a tutti gli utenti del nuovo sistema di registrazione contabile, universale, pubblica e decentralizzata, in cui si sostanzia l’intero ecosistema Bitcoin.

Quale sarà, secondo lei, un probabile scenario futuro?
Il Biticoin – così come fu il protocollo TCP/IP negli anni ‘70 - promette di essere una vera e propria nuova rivoluzione tecnologia in grado, con ogni probabilità, di costituire la futura infrastruttura economica e finanziaria di Internet e di avviarne la fase 3.0.
E, a prescindere da quel che succederà al Bitcoin, il potenziale della blockchain è e rimane a dir poco enorme; da quel po’ che abbiamo avuto modo di sperimentare sin qui, l’applicazione degli strumenti matematici e informatici agli scambi commerciali sono capaci di creare rapidamente nuovi ecosistemi finanziari e monetari e di riorganizzare i vecchi sistemi in modo più efficace ed efficiente per cittadini e imprese. A patto che ci si impegni e si voglia imparare e approfondire certi argomenti senza tabù e preconcetti.

L’intervista integrale su www.ebookextra.it


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