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Libri & Editori
La signora del thriller Elisabetta Cametti torna in libreria. Intervista

Elisabetta Cametti, manager dell’editoria e autrice definita dalla stampa “la signora italiana del thriller”, dopo il successo internazionale di K I guardiani della storia, torna in libreria con il suo nuovo romanzo Il regista il primo della Serie 29, pubblicato da Cairo Editore.

Il regista segue la strada di magistrale suspence già tracciata dai romanzi precedenti. Al centro dell’intreccio una nuova protagonista femminile, la fotoreporter Veronika Evans, coinvolta in un oscuro complotto che si consuma in 29 ore.

29 ore per sopravvivere. 29 ore per vendicarsi. 29 ore per sciogliere l’enigma. 29 ore di terrore in presa diretta.

Elisabetta ha scelto il numero 29 perché nel simbolismo è il numero delle avversità e degli ostacoli, ed è rappresentato dalla bara. Il 29, inoltre, è un numero che torna nelle statistiche di omicidi seriali:

·        Buona parte dei serial killer compie il primo omicidio a 29 anni

·        Il numero medio di vittime dei serial killer più famosi è 29

·        Il 29 % dei serial killer è itinerante

·        Il 29 % dei serial killer donna uccide a casa propria

·        In Italia 29 killer sembrano essere ancora liberi e non identificati

Il regista viene pubblicato in Italia in contemporanea con il lancio negli Stati Uniti di K – I guardiani della storia, il suo thriller di esordio e bestseller internazionale.
 
Il romanzo - Veronika Evans è una fotoreporter newyorkese temuta per le foto scioccanti che pubblica. I suoi scatti ottengono milioni di visualizzazioni al giorno e decine di migliaia di tweet all’ora.

A un anno dalla sua partecipazione al talk show vincitore dell’ultimo Emmy Award, la polizia trova i corpi senza vita degli altri ospiti del programma. Ai cadaveri sono stati asportati i bulbi oculari e la faccia è nascosta da una macchina fotografica attaccata alla testa con del nastro adesivo.

Il caso di omicidio multiplo viene affidato a Barbara Shiller, profiler del New York Police Department, che vede in questa occasione la possibilità di riscattare la propria carriera da un tragico, precedente errore di valutazione.

Durante l’indagine emergono indizi discordanti, dove l’unica costante è la mancanza di un movente. Veronika è tra i sospettati. Insieme a lei sono indagati un reporter di guerra e un avvocato di grido, proprietario dell’agenzia fotografica concorrente. Ma un’ombra cade anche sul conduttore del talk show.

Tutti hanno un alibi, forte e verificato. Tutti hanno un passato discutibile. Tutti potrebbero essere carnefici, ma anche vittime.

Ventinove ore serrate di interrogativi, attentati e minacce. Una corsa contro il tempo nella quale ogni traccia conduce a una nuova pista, fino a portare alla luce un piano di geniale strategia omicida.

ELISABETTA CAMETTI - Classe 1970, con una laurea­ in Economia e Commercio in Bocconi, da vent’anni si occupa di editoria e lavora tra Milano e Londra. I suoi libri sono stati pubblicati in 12 paesi.
Il regista è il primo romanzo della Serie 29 e viene pubblicato in Italia in contemporanea con il lancio negli Stati Uniti di K – I guardiani della storia, il suo thriller di esordio e bestseller internazionale.
K – Nel mare del tempo, secondo della Serie K, è uno dei libri più amati del 2014 secondo un sondaggio di Panorama. La stampa l’ha definita “la signora italiana del thriller” e la sua protagonista Katherine Sinclaire è stata battezzata “il contraltare femminile di Robert Langdon, l’eroe di Dan Brown”.
Elisabetta è spesso ospite su Canale 5, nel programma Mattino Cinque, come opinionista sui casi di cronaca.

INTERVISTA A ELISABETTA CAMETTI

Come è nata l'idea de Il regista?
Dopo aver scritto i due romanzi della serie K, I guardiani della storia e Nel mare del tempo, in cui l'azione ruota attorno a misteri storici, volevo sfidarmi con una trama che affronta temi di grande attualità come il giornalismo d'assalto, i talk show, gli attacchi degli hacker. Il regista è il risultato di un approfondito studio dei casi di cronaca di questi anni e racconta le ultime 29 ore di un seria killer che con la sua strategia omicida scriverà una nuova pagina della storia del crimine.

Che tipo di romanzo è?
Un thriller dal ritmo serrato, che tra le pieghe dell'azione cerca di trasferire anche messaggi profondi. La protagonista è Veronika Evans, una fotoreporter determinata a portare alla luce le ferite dell'emarginazione nelle metropoli. I suoi scatti ritraggono il lato cupo di New York: senzatetto morti di stenti sui marciapiedi, cani randagi alla ricerca di cibo nei cassonetti, disabili e anziani abbandonati alla loro sorte. I giornali la definiscono "cecchino della strada" perché ogni sua foto è un colpo al perbenismo e fa parlare la rete attraverso milioni di visualizzazioni e di tweet. Uno dei tanti motivi per cui è considerata scomoda e pericolosa.
A un anno dalla sua partecipazione al talk show vincitore dell'ultimo Emmy Award, la polizia trova i corpi senza vita degli altri ospiti del programma. Ai cadaveri sono stati asportati i bulbi oculari e la faccia è nascosta da una macchina fotografica attaccata alla testa con del nastro adesivo.
Il caso di omicidio multiplo viene affidato a Barbara Shiller, profiler del New York Police Department, che vede in questa occasione la possibilità di riscattare la propria carriera da un tragico, precedente errore di valutazione.
Durante l'indagine emergono indizi discordanti. Veronika è tra i sospettati. Insieme a lei sono indagati un reporter di guerra e un avvocato di grido, proprietario dell'agenzia fotografica concorrente. Ma un'ombra cade anche sul conduttore del talk show.
Tutti hanno un alibi, forte e verificato. Tutti hanno un passato discutibile. Tutti potrebbero essere carnefici, ma anche vittime.

E della serie 29? La scelta del numero è studiata, ce la racconta?
Serie 29 perché la trama si svolge in 29 ore. Il 29 è il numero delle avversità e degli ostacoli, ed è rappresentato dalla bara. Inoltre è un numero che torna nelle statistiche di omicidi seriali: buona parte dei serial killer compie il primo omicidio a 29 anni, il numero medio di vittime di alcuni serial killer è 29, il 29% dei serial killer è itinerante, il 29% dei serial killer donna uccide a casa propria, e così via. Quindi "Il Regista" prevede 29 ore serrate di interrogativi, attentati e minacce. Una corsa contro il tempo nella quale ogni traccia conduce a una nuova pista, senza mai portare a un movente.

Che cosa significa scrivere thriller in Italia?
I miei romanzi si differenziano dallo stile di genere italiano. Mi piace pensare che non siano "solo" thriller. Adoro scrivere trame complesse, ricche di personaggi le cui storie si intrecciano e di misteri che mentre si dipanano conducono a nuovi enigmi. E unisco alta tensione e intrighi al sentimento. Tempo fa ho deciso che tutte le protagoniste dei miei romanzi si sarebbero fatte portavoce di valori importanti. Donne intense, vere, che non vogliono essere un riferimento per i canoni estetici ma per gli ideali in cui credono. Katherine lotta per l'integrità e per la difesa di ogni forma di vita. Veronika denuncia l'indifferenza. Entrambe vivono in una società corrotta e si adoperano per cambiarla.

Ha preso ispirazione da autori americani?
In fatto di libri e film sono onnivora, leggo e guardo di tutto. Le mie letture sono dettate dallo stato d'animo e ho sempre almeno due libri aperti sul comodino. Ci sono scrittori che sento più vicini a me come stile, altri che ammiro per la capacità di tenere alta l'attenzione, o per la maestria con cui tessono la trama. Tuttavia non sono gli altri autori a ispirarmi, ma la realtà: seguo i casi di cronaca internazionali, osservo il mondo che mi circonda, studio ciò che non conosco.

Progetti al cinema?
Il sogno nel cassetto è vedere realizzata la trasposizione cinematografica dei miei romanzi. È un percorso lungo e in salita. Ma lo vivo come una sfida. Una bella sfida.

Un commento sul mercato editoriale in Italia?
L'editoria sta attraversando una fase difficile, non solo in Italia. Le case editrici si stanno confrontando con un periodo complesso e tendono ad adottare strategie conservative. Questo un po' mi spaventa, perché si rischia di innalzare barriere che impediscono di vedere l'orizzonte.

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