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Libri & Editori
MicheleRossi WalterSiti

 

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

L'ARCHIVIO

Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni... Su Affaritaliani.it tutto (e prima) sull'editoria libraria

Michele Rossi (nella foto sopra con Walter Siti, ndr), nato a Città di Castello nel 1977, si è avvicinato giovanissimo al mondo dell’editoria, inscrivendosi a vent’anni al Master di Perugia.  Prima di approdare alla Rizzoli, dove oggi è il responsabile della narrativa italiana, è stato a Torino, all’Einaudi. Il 2013 che volge verso la conclusione è stato un anno importante per lui e la Rizzoli: nonostante la crisi che da ormai un paio d’anni colpisce duramente l’intera filiera del libro, il marchio di punta del gruppo Rcs Libri, il secondo in Italia per quota di mercato, si oppone al generale calo delle vendite preparando una serie di colpi per il futuro.

Rizzoli

Rossi, dopo anni di lavoro e di alti e bassi (anni in cui avete rinnovato il catalogo, lanciando non poche voci nuove), finalmente state iniziando a raccogliere i frutti. Nonostante non siano mancati anche nel vostro caso libri andati meno bene delle aspettative, in questo 2013 avete pubblicato non pochi titoli finiti in classifica. Ciò vi fa guardare al futuro con un po’ più di speranza (nonostante nell’editoria italiana il segno meno continua a farla da padrone, e senza dimenticare che c’è da fare i conti con la “rivoluzione digitale”, che vi sta costringendo a cambiare l’approccio al vostro mestiere)?
“In dieci anni è cambiato tutto, e sono esplosi fenomeni che si sono già quasi esauriti e consumati. Sono cambiate le soglie d’ingresso degli autori – oggi è pieno di autori nuovi in classifica, molto più che in passato -  ma i fenomeni durano poco, a volte pochissimo, se escludiamo i Volo, i Camilleri, i Carofiglio, i Vitali e davvero pochi altri. E sono cambiati i prezzi, la percezione stessa dei libri, sia tascabili sia novità. Il senso del libro non è più lo stesso. Ciò mi spaventa, ma poi mi accorgo che le serie tv che preferisco sono prodotti non pensati più per una programmazione televisiva ordinaria (Netflix cosa ci insegna?) e che negli ultimi 50 anni di scossoni ce ne sono stati ben pochi: inutile ricordare la nascita degli Oscar Mondadori nel 1965 e la 'tascabilizzazione' degli anni Novanta in cui il prezzo medio di copertina scese quasi del 30%... Ogni volta tutto appare radicale, quando lo viviamo in diretta. Il digitale è importante perché ci obbliga a pensare anche in un’altra direzione, ma i problemi e le soluzioni sono ancora da cercare altrove. Almeno per un po’”.

Veniamo al trionfo allo Strega con Walter Siti, autore di “Resistere non serve a niente”, oggettivamente un romanzo complesso e, sulla carta, non certo destinato al grande pubblico. A ormai 4 mesi di distanza, può dirci se la vittoria del premio letterario italiano più ambito e discusso ha finalmente permesso a un autore amato dalla critica come Siti di arrivare al grande pubblico?
“Walter Siti è considerato da molti uno dei massimi scrittori italiani. Decuplicare le sue vendite, allargare la visuale del pubblico, è stata una grande soddisfazione, una missione compiuta. Essere il suo nuovo, e d’ora in poi unico editore, ha dato nuova linfa al modo di 'pensare' Walter Siti. E per fortuna, perché non sempre il passaggio di autori presso marchi anche blasonati genera scintille positive come questa. Le cifre? 120.000 copie tirate, 90.000 vendute. Spero di poter arrivare alle 100.000 con il Natale".

A proposito, nella prima parte del 2014 leggeremo il nuovo libro di Siti?
"In primavera uscirà 'Exit strategy'; mai titolo mi sembrò più adatto ai nostri tempi".

IreneCaoRizzoli

Passiamo al caso editoriale della scorsa estate, quello della trilogia romantica, più che erotica, firmata dall’esordiente assoluta Irene Cao (già tradotta in 10 lingue estere, molti di più i Paesi). Sembra proprio che la formula che prevede l’uscita del primo libro a soli 5 euro e, a seguire, nel giro di poche settimane, quella del secondo e terzo al triplo del prezzo, abbia funzionato. Ma ad oggi, Gdo compresa, quanto ha venduto complessivamente la trilogia composta da “Io ti guardo”, “Io ti sento” e “Io ti voglio”? E in particolare com’è andato il primo dei tre titoli, quello “low cost”, rispetto ai due successivi?
“La trilogia di Irene doveva avere una tiratura di 8.000 copie a titolo. Mentre i librai stavano prenotando è successo qualcosa. Dall’estero partivano vere e proprie aste, chi li aveva letti non riusciva a smettere, le prenotazioni aumentavano spontaneamente. Ci siamo detti: la trilogia c’è, mettere il primo libro a un prezzo basso significa dire al lettore 'fidati di noi, il rischio è basso. Tanto comprerai anche gli altri!'. I risultati ci hanno dato ragione e già si intravedono operazioni simili presso la concorrenza… possiamo dire di essere arrivati primi, sia con la trilogia italiana che con il pricing. Potevano farlo tutti, per fortuna abbiamo incontrato Irene e ci siamo lanciati insieme. 300.000 copie totali, 150.000 più o meno il primo volume, gli altri due si equivalgono. La sensazione che poteva succedere qualcosa d'inatteso l’abbiamo avuta solo un anno a fa a Francoforte con Massimo Turchetta e Giovanna Canton, quando ci siamo guardati negli occhi e abbiamo detto: partiamo. A volte basta questo”.

Visto l’ottimo risultato, sarete già alla ricerca dell’Irene Cao della prossima estate…
“Copiare noi stessi quando abbiamo l’originale? Irene si è già chiusa  in casa e sta scrivendo un 'dittico' sul tradimento e il peccato. La sua è una narrazione dei sentimenti e dei corpi, lettrici e lettori già la reclamano su Facebook…”.

SilviaAvallone

A metà settembre avete pubblicato (con una prima tiratura molto importante) "Marina Bellezza", l’atteso secondo romanzo di Silvia Avallone (qui la nostra intervista), autrice del premiato esordio-bestseller “Acciaio”. Tra l’altro, Rossi, Avallone è considerata una sua scoperta, dunque anche per lei l’uscita di "Marina Bellezza" ha  rappresentato un momento delicato: come vanno le vendite del libro (che deve vedersela con una concorrenza notevole, visto che in questo momento dell’anno tutti gli editori pubblicano i loro big…)?
“Silvia per un anno si è isolata dal mondo per scomparire e dedicarsi completamente alla scrittura di questo romanzo importante. Ad appena un mese dall'uscita, ho visto lettori in lacrime alle presentazioni, perché Silvia ha raccontato una storia di resistenza generazionale che è anche la loro. E perché è una storia di concreta speranza in un'epoca in cui si ostinano a dirci che tutto andrà male. 150.000 copie sono quelle che ci hanno chiesto i librai e il romanzo è subito salito in classifica superando le 30.000 copie in poche settimane, con un passo costante che ha resistito agli urti delle nuove uscite. Questo è un romanzo da scoprire, ci riserverà ancora molte sorprese perché piace prima di tutto ai lettori. I suoi personaggi, come sempre, vivono di vita propria. Sono davvero sereno e orgoglioso".

GianricoCarofiglio

E’ appena uscito “Il bordo vertiginoso delle cose” (qui un estratto dal nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio, che con il precedente “Il silenzio dell’onda” (2011, finalista al Premio Strega 2012), aveva venduto molto bene. Ormai si può considerare Carofiglio (che, ricordiamo, ha esordito con Sellerio, pubblicando una serie di gialli di successo con protagonista l'avvocato Guido Guerrieri) un “vostro” autore?
“Chiamai per la prima volta Gianrico nel lontano 2002. Ne abbiamo fatta di strada insieme in questi anni. Il nuovo romanzo appena uscito sta dando filo da torcere a Volo in vetta alle classifiche con nemmeno una settimana di rilevazione. Forse l’idea di appartenenza degli autori alle case editrici è cambiata (è dell'altro giorno la notizia di Giordano che passa all’altro marchio del gruppo Mondadori, Einaudi). Ovviamente a volere Carofiglio c’è mezza editoria italiana. L’unico modo per tenere gli autori è quello di condividere dei progetti dal profondo e di lavorare meglio degli altri. Noi ci stiamo provando e i risultati sembrano darci ragione".

Avete da poco lanciato la nuova collana Altri eroi, partendo con “Chiara d'Assisi. Elogio della disobbedienza” di Dacia Maraini. Le prossime uscite quando arriveranno?
Il combattente, il Sandro Pertini di De Cataldo sarà una vera e propria sfida stilistica per un autore che con Rizzoli ha raccontato nel corso degli anni un suo versante più intimo e privato. Citare Carrère sembrerebbe lezioso ma leggetevi questo Pertini fuori dai denti, poi potremo parlare di come si scrivono le vite proprie e degli altri in Italia. Dopo Giancarlo, il finalista Premio Strega Paolo Di Paolo che ci racconta Indro Montanelli visto da chi non c’era, non sarà da meno".

E veniamo ai prossimi mesi: a febbraio 2014 Rizzoli pubblicherà “Premiata ditta sorelle Ficcadenti”, il nuovo romanzo di Andrea Vitali. Un libro importante, di circa 500 pagine, a cui l’autore lavora da tempo, e che sarà il primo di Vitali con Rizzoli: sono in arrivo anche altri autori di punta?
“I risultati si stanno raccogliendo perché lavoriamo su progetti molto precisi. Non ci interessano autori solo perché vendono e soprattutto credo che un editore debba scegliere sempre e comunque e non si può pubblicare bene qualsiasi voce. Ci sono ingressi nuovi ma da contratto non posso ancora farne i nomi. Ci sarà da divertirsi, in ogni caso...".

Nella prima parte di quest’anno avete pubblicato molto autori italiani (tra cui Alessandro Bertante, Veronica Raimo, Teresa Ciabatti, Enrico Pandiani, oltre agli esordi di Emanuela E. Abbadessa e Daniele Bresciani): anche nella prima parte del 2014 sono in programma così tante uscite? O state rivedendo i piani, magari puntando su romanzi di genere oltre che ‘letterari’, e destinati quindi a un pubblico più ampio?
“Nel 2014 praticheremo molto il genere storico. Partirà il progetto dei Signori della guerra che racconterà al grande pubblico l’epica di personaggi che con l’arte della guerra hanno fatto l’Italia. Partiremo con Davide Mosca, Sacha Naspini, Mauro Marcialis e Francesco Ongaro, ma avremo anche l’eccellente thriller di Roberto Genovesi, la saga egizia del direttore della missione archeologica italiana a Luxor. Insomma, grande divertimento. Sentirete parlare anche di Sara Loffredi che esordisce con una sorta di Petalo cremisi nella Napoli d'inizio Novecento, e di Guido Maria Brera che ci porterà nei meandri inesplorati del mondo della finanza, senza mai giudicarla ma con un romanzo di forza sorprendente di cui si sta già interessando il cinema”.

Wool

Si parla molto di self-publishing, e la risposta di Rcs Libri è stata l’esperimento di “co-publishing” YouCrime (qui l'intervista al responsabile del business digitale trade di Rcs Libri Marcello Vena che ne spiega i dettagli): Rossi, non teme che tra 10 anni non ci sia più bisogno della figura dell’editor?
“Se l’editore è il suo catalogo, ossia i libri che decide di pubblicare e quelli che decide di rifiutare, di fatto anche i grandi retailer come Amazon e Kobo che hanno tolto dai loro cataloghi alcuni romanzi auto-pubblicati perché ritenuti lontani dalla morale sono diventati di fatto dei publisher, senza magari averlo deciso. Non riesco a non pensare che l’editore che si adegua al self-publishing abdica di fatto alla propria funzione, mentre credo che le nostre torri, i nostri palazzi, le strutture pesanti dell’industria – anche quella editoriale - così come l’abbiamo conosciuta siano destinate a cambiare radicalmente. È stata illuminante però leggere la storia di Hugh Howie che per auto-pubblicare quello che poi è diventato un caso internazionale, 'Wool', ha ingaggiato professionisti che avevano competenze editoriali che lui, come scrittore, non aveva. Quindi un editor, quindi un graphic designer, quindi un esperto di comunicazione e non ultima un’agente che lo rappresentasse. Ha preso i pezzi dell’editoria che riteneva importanti e si è costruito un “editore Ikea”, ma ha fatto la differenza, perché in un mondo in cui tutti pubblicano e quindi nessuno pubblica lui ha deciso di comprare il celebre 'tutto il resto' del motto di Valentino Bompiani. Quando gli editori gli offrivano milioni per accaparrarsi i diritti lui ha resistito fino a quando non ha trovato chi gli permettesse di non tradire il patto con il suo primo lettore digitale, quindi su Amazon è ancora disponibile la prima versione, a un prezzo irrisorio. E se i lettori si comprano anche l’edizione Simon & Schuster è forse anche grazie al patto rinnovato con il lettore".

LauraDonnini

Nel marzo scorso Laura Donnini ha lasciato l'incarico di Direttore Generale delle Edizioni Mondadori ed è passata a Rcs Libri (qui l'intervista che ci ha concesso il 15 luglio scorso, ndr): l’arrivo del nuovo Ad ha dato una scossa positiva al gruppo?
“C’è una grande energia a ogni livello, un pensiero nuovo rispetto al digitale, una consapevolezza ancora maggiore sui processi e sui prodotti. Laura arriva dopo anni di cambiamenti strutturali e oserei dire culturali voluti da Massimo Turchetta e la sua presenza è senza dubbio il culmine di un percorso che viene da lontano. Io, che dopo 11 anni posso dirmi una 'cariatide rizzoliana', ho l’impressione di non lavorare per la stessa casa editrice che mi accolse. Tutto ciò è vitale, e i risultati di crescita dell’ultimo anno sono la testimonianza del duro lavoro fatto da tutti, Laura Donnini in testa".

Un’ultima curiosità: da “giovane” responsabile della narrativa italiana Rizzoli, come ha preso le dure critiche di Gian Arturo Ferrari, ex numero uno della Mondadori Libri (qui l’intervista di Affaritaliani.it), al mondo librario italiano all’indomani dell’ultima Fiera del libro di Francoforte?
“Sbaglio o è un problema di prospettiva? Se guardo la quota di mercato della mia linea cresce del 50: abbiamo libri, autori e numeri. Sicuramente l’Italia vista dall’estero dà un’immagine di sé non esaltante, ma siamo sicuri che quando si battevano aste milionarie che poi non si traducevano in libri di successo fosse davvero meglio? Vedo fin troppe analogie con la politica, grande assente nella sfida del cambiamento. Martedì scorso alla Scuola per Librai si parlava di crisi e di librerie che non ce la fanno ma anche di nuove realtà in movimento come il Personal Reader della libreria itinerante Therese di Torino, o di Pianissimo, di Maura Romeo e Filippo Nicosia, due modi di proporre la lettura con sguardo nuovo e le ruote in movimento. Maura mi diceva: 'La lettura deve smettere di essere un bisogno, che si esaurisce, ma dobbiamo raccontarla come un desiderio che continua a bruciare'. Modi inaspettati che diventano fattori di successo. Se non ci saranno più le torri ma le piazze non sarà un problema. A patto che non si tradiscano mai i lettori".

Quindi, per tornare alla domanda iniziale, nonostante tutto resta ottimista...
"Mi piace pensare che anche se il mercato cambia, le competenze, la forza dei progetti, la cura degli autori e dei testi da vivere e condividere insieme siano la carta di identità di pensare in modo vitale un mestiere antico che è andato avanti proprio grazie alle scosse di crisi più gravi di questa. Non ho dubbi, ce la faremo. Ma non saremo più gli stessi. È davvero un peccato?".

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