"I social media non uccidono l'email. Anzi". L'intervista a Riccardo Ardemagni di Siemens Enterprise Communications

Giovedì, 31 gennaio 2013 - 16:22:00

 

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"L'Italia e l'innovazione. Non siamo messi così male, al contrario di quanto molti pensano". Riccardo Ardemagni, CEO di Siemens Enterprise Communications Italia, commenta con Affaritaliani.it i trend tecnologici del 2013, individuati a livello globale da uno studio effettuato dalla multinazionale tedesca. Secondo la quale quest'anno inizieremo a vedere, fra le altre cose, le prime applicazioni dei sistemi di pagamento tramite smartphone, una diffusione pressoché universale della cloud, auto così intelligenti da diventare dei veri assistenti virtuali e - un po' a sorpresa - un nuovo impulso alla diffusione di uno strumento risalente alla "preistoria" di internet: l'email.

"Il problema nel nostro Paese non è nella tecnologia - spiega Ardemagni - ma nella capacità di spesa delle aziende. Un dato su tutti: gli italiani sono mobili, sin dai tempi dei primi telefonini Etacs. Pensiamo a quante persone hanno in tasca uno smartphone, un terzo delle quali lo usa per accedere a internet, mentre quasi metà degli accessi ai social network avviene da mobile".

Questo cosa comporta?
"L'individuo mobile che accede ai social network per svago è in linea di massima anche parte di un'azienda e come tale fa parte di team virtuali. Certo, una multinazionale e un'azienda più piccola hanno diversi profili di spesa, ma l'una e l'altra sono fatte degli stessi individui mobili, che percepiscono (o dovrebbero percepire) lo stesso clima tecnologico fatto di team che non sono fisicamente in azienda, che condividono risorse poste al di fuori dell'azienda. La mobilità fa parte del vissuto di ogni individuo in ogni sua attività".

Difficile riferire questo scenario, però, a una classica piccola-media azienda italiana.
"Secondo una recente indagine del Politecnico di Milano, da quest'anno le medie e grandi aziende inizieranno a investire sul concetto di comunicazione unificata. Nelle PMI questo processo è visto come una prospettiva futura ma deve ancora iniziare, anche perché le decisioni sono legate spesso a una dinamica 'padronale'. Ma gli strumenti sono già nelle tasche degli imprenditori e dei manager di queste aziende. C'è un enorme potenziale da esprimere".

Si parla anche di diffusione dei sistemi di pagamento tramite smartphone grazie allo standard NFC. Ma resta da superare la diffidenza degli italiani verso sistemi di pagamento diversi dal contante...
"Vero, ma è anche vero che questo, in passato, non ha fermato la diffusione delle carte di credito in Italia, anche se il loro utilizzo è più limitato rispetto ad altri paesi. La Regione Lombardia e le banche si stanno orientando verso il sistema NFC, il processo è irreversibile. Senza contare che esiste una spinta sempre più forte a limitare l'uso del contante per motivi di controllo dei flussi di denaro. Semmai il problema sta nella scarsa maturità della tecnologia, che esiste ma è stata ancora scarsamente testata".

Si parla tanto di diffusione del cloud computing: a che punto siamo?
"Anche le PMI ormai fanno ampiamente ricorso alla cloud, magari inconsapevolmente: si pensi a quante sono le applicazioni su server delocalizzati. E sono le prime a poterne trarre vantaggio, grazie all'ottimizzazione dei costi che questi servizi comportano, con la possibilità di pagare solo ciò di cui si ha bisogno quando se ne ha bisogno. A livello individuale abbiamo la possibilità di avere i nostri contenuti sempre disponibili su ogni device e di condividerli per la collaborazione con il team di lavoro: useremo sempre meno le chiavette USB".

Un trend in controtendenza rispetto a molte analisi lette finora: l'email non è morta. Nonostante social media e app di comunicazione in tempo reale...
"E' così. Perché l'hub a cui social media e app di comunicazione fanno capo, alla fine, è sempre l'email. Ricevo un'email ogni volta che mi registro su un servizio social, che ricevo una notifica o che qualcuno comunica con me attraverso questi servizi, che quindi non sono alternativi alla posta elettronica, ma anzi sono dei moltiplicatori del suo utilizzo. Diverso il discorso per gli sms, quelli sì destinati a essere sempre meno utilizzzati".




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