Quasi l'80% delle imprese analizza il traffico internet, ma solo il 30% agisce di conseguenza. E’ quanto emerge da un’indagine commissionata da Webtrends - società specializzata in soluzioni di web analytics e marketing intelligence – e condotta dalla britannica Loudhouse su un campione di 300 aziende (50 in Italia) con oltre 250 dipendenti.
Dai risultati emerge che, nonostante il clima di pessimismo sull’economia globale, la crescita dell’internet marketing non si è arrestata: nel 2008, il 17% dell’investimento marketing globale è stato destinato al marketing online (16% in Italia). Non sorprende che le aziende che hanno investito di più sono quelle specializzate in media e marketing (17,6%), seguite da quelle del settore pubblico e dei servizi (entrambe al 17%) e infine dalle imprese che operano nel campo dell’ospitalità e del tempo libero (14%). Negli ultimi 12 mesi, il budget destinato al marketing online è cresciuto per il 30% delle aziende intervistate ed è rimasto invariato per il 43%.
Tuttavia, se, da un lato il 79% delle aziende dichiara di catturare e monitorare tutti gli aspetti del traffico sui siti web per rafforzarne l’efficacia, dall’altro solo il 50% cattura e monitora i dati dei clienti generati da internet. La cultura dell’osservazione è in sostanza assai più diffusa rispetto a quella dell’apprendimento e sono ancora poche le aziende che adottano misure concrete sulla base di queste analisi: solo il 42% modifica spesso i contenuti basandosi sull’analisi del comportamento degli utenti e appena il 30% modifica il sito web in base all’analisi del traffico.
I motivi? Il 47% degli intervistati (54% in Italia) ritiene che la propria strategia internet implichi un livello di rischio più elevato rispetto a un approccio marketing di tipo tradizionale, mentre solo il 25% (12% in Italia) è del parere che i rischi siano inferiori.