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C'era una volta la blogosfera/ I blog "professionali" soffocano la voce dei veri siti amatoriali

Giovedí 26.02.2009 18:30

C'erano una volta i blog: quei siti amatoriali con i quali chiunque poteva "dire la sua" su internet, in maniera libera e indipendente: proprio dai blog ha preso il via il cosiddetto "web 2.0", quello dei contenuti generati dagli utenti, che solo successivamente si sarebbe evoluto in maniera multimediale attraverso i video e i social network.

Si disse, all'epoca della nascita del "fenomeno blog", che questi "spazi autogestiti online" avrebbero rivoluzionato l'informazione, bypassando i tradizionali schemi (vincoli e limiti compresi) del giornalismo tradizionale.
L'evoluzione dei blog in questi anni ha mostrato che, a fronte di decine e decine di milioni di blog sparsi per la Rete, sono relativamente pochi quelli che vengono aggiornati regolarmente. E di questi, ben pochi sono davvero amatoriali.

Non è un mistero che oggi molti blog siano in realtà dei veri e propri siti di informazione, magari specializzati negli argomenti più disparati: dalla politica alla tecnologia, dall'economia allo sport. E nella maggioranza dei casi questi siti hanno una ricchezza di contenuti e una frequenza di aggiornamento tali che non si può certo parlare di "siti personali": alle spalle, infatti, c'è spesso una rete di collaboratori retribuiti (male), oltre a vere organizzazioni editoriali e di marketing finalizzate a raccogliere proventi dalla vendita di spazi pubblicitari attraverso strategie di posizionamento sui motori di ricerca e aggregazioni in network.

Ovvio, quindi, che questi blog "professionali" (ma è giusto chiamarli ancora blog?) finiscono per oscurare la visibilità dei "veri" blog, quelli davvero "generati dagli utenti" di internet.
Anche sul web, così, la voce della "base" finisce per essere soffocata da chi ha i mezzi e le possibilità per imporre la propria. E non è azzardato il paragone che qualcuno ha fatto con le radio private: anche la miriade di "emittenti libere" nate negli anni '70 è stata soppiantata in poco più di un decennio da (relativamente) poche realtà economicamente forti e professionalmente organizzate. E si sa, un decennio del "mondo fisico" corrisponde più o meno a un anno del "mondo internet"...



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