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Allarme virtuale/ La Chiesa mette in guardia su Facebook: "Rischio individualismo". Ma intanto il Papa apre un canale su YouTube
Lunedí 19.01.2009 16:03

Assolto dalla Civiltà Cattolica e dall'Osservatore Romano, Facebook resta sotto osservazione da parte della Chiesa Italiana. Un invito alla prudenza nel maneggiare forma di "individualismo interconnesso" come Facebook è arrivato infatti dal portavoce della Cei don Domenico Pompili che ha aperto questa mattina il convegno "Chiesa in rete 2.0" promosso dall'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali e dela Servizio Informatco della Chiesa Italiana.

Don Pompili ha rilevato l'esistenza di un "nuovo individualismo che cresce e che il sociologo spagnolo Castells non ha esitato a definire 'networked individualism' per evocare singoli che rescindono i legami con il territorio circostante, salvo poi moltiplicare le connessioni, magari su Facebook".
"Non vi è dubbio che ci siano in giro difensori entusiasti del virtuale che tendono a minimizzare il suo impatto, così come  vi sono ostinati detrattori del virtuale che vorrebbero descriverlo necessariamente come antitesi all'umano", ha proseguito il sacerdote. "Non vi e' dubbio che è cresciuto il rapporto con la Rete, ma la domanda resta: come dobbiamo essere noi stessi, fino in fondo, senza per questo assumere uno stile linguistico desueto, quando non tautologico, cioé ripetitivo?"
"Mi chiedo in che modo questo individualismo interconnesso ridisegna il territorio umano e dunque la dinamica relazionale", ha concluso il sacerdote.

In ogni caso, Il Vaticano conserva una grande attenzione per il mondo della comunicazione e dei nuovi media. Lo dimostra l'accordo con Google per aprire un canale su YouTube, il portale video più famoso al mondo.
Sul nuovo canale, di cui verranno divulgati tutti i dettagli alla stampa il 23 gennaio, verranno caricati i filmati con i discorsi del Papa, oltre a immagini e testi del magistero papale.

Scopo di questo progetto è fornire a chiunque la possibilità di ascoltare direttamente le parole di Benedetto XVI, in tutto il mondo, senza mediazioni.


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