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La Cina investe sull'elettronica/ Il governo vara il piano per sostenere l'industria delle comunicazioni 3G e della tv digitale

Sabato 21.02.2009 12:00

da Shanghai, Alberto Fattori

Il governo cinese ieri ha approvato un piano per promuovere l’industria elettronica e dell’informazione, aggiungendo nuovi investimenti per promuovere l'espansione delle comunicazioni mobili 3G e degli altri servizi high-tech.
L’intenzione di questa azione è quella di promuovere nei prossimi tre anni l'innovazione nel paese, aumentando i finanziamenti connessi e nel contempo promuovere l'uso delle tecnologie in molti settori del paese.

Il Consiglio di Stato, presieduto dal premier Wen Jiabao, ha affermato come il piano intenda incrementare il consumo interno, cercando così di compensare l’indebolimento della domanda globale e la conseguente riduzione delle esportazioni tecnologiche cinesi.

Gli investimenti si concentreranno inizialmente nella promozione dell'uso della telefonia 3G di comunicazione mobile digitale e per l’incremento dei servizi di  digital tv.
Questa azione intende contribuire a sviluppare la conoscenza scientifica nazionale e tecnologica del paese e nel contempo migliorare le piattaforme tecnologiche dei servizi pubblici.

Il governo ha anche deciso di promuovere l’outsourcing, incoraggiando le imprese dell’industria elettronica del Paese ad espandersi anche all’estero, costruendo centri di ricerca e di sviluppo, produzione e reti distributive per la commercializzazione dei prodotti high-tech “made in China” anche al di fuori del Paese.

Tra le azioni a sostegno sono previste tra l’altro forti riduzioni fiscali per l’esportazione di prodotti elettronici.
Questa azione, segue a stretto giro le misure varate nei giorni scorsi a supporto dei mercati dell'auto, acciaio, costruzioni navali, settore tessile e la produzione di macchinari per l’industria.

In Cina l’import/export del settore elettronico ha raggiunto gli 885,4 miliardi di dollari, con una crescita del 10 per cento rispetto all'anno precedente.
Ma analizzando meglio i dati, si scopre come le esportazioni siano cresciute del 13,6% raggiungendo i 521,8 miliardi di dollari, più del doppio di quanto rappresentato dalle importazioni (il 5,,4% - 363 miliardi di dollari).
Il 75 per cento delle esportazioni lo scorso anno è rappresentato dai prodotti per le telecomunicazioni, computer e prodotti audio/video per il mercato consumer.

La ragione di tanto interesse da parte del governo cinese ad una crescita della conoscenza interna è spiegabile da un altro dato fondamentale: oltre l’80 per cento delle esportazioni è rappresentato da prodotti assemblati in Cina ma utilizzando materiali forniti dai clienti stranieri.
Il mercato interno cinese per quanto riguarda l’elettronica e i media  ha raggiunto 6,3 trillioni di yuan (950 miliardi di dollari) con una crescita attorno il 12.5  negli scorsi anni, livello di crescita atteso anche per il 2009, da ciò l’intenzione di favorire l’arrivo sul mercato di prodotti realmente pensate e prodotti in Cina, per poter beneficiare di questo trend che non sembra si arresterà nemmeno in periodi di crisi come quelli odierni.

Ovviamente ci vorrà tempo, ma sicuramente il fatto che la oramai prima economia mondiale abbia deciso di far crescere la propria industria elettronica è un messaggio che dovremmo recepire anche in Italia, dove invece per contro, a fronte di conoscenze molto profonde e di altissimo livello, il governo non sembra dello stesso avviso, lasciando così che questo patrimonio nazionale continui, giorno dopo giorno, a dissolversi.

Una visione miope che occorre rapidamente cambiare, perché il futuro dell’intero Paese ruoterà attorno alla capacità di trasformare queste conoscenze in prodotti e mercati, consentendo nel contempo di innovare profondamente il sistema produttivo ed informativo in modo di competere al meglio nelle difficili sfide future che ci attendono.



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