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carlo de benedetti

Il gruppo Cir ha chiuso il primo trimestre con un utile di 6,4 milioni, più che dimezzato rispetto ai 15,2 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno. Il calo rispetto al dato del primo trimestre del 2012, spiega la società, è dovuto principalmente alla riduzione del risultato di Espresso, comunque in utile nonostante l'aggravarsi della crisi dell'editoria, e in misura minore di Sogefi. Il risultato, afferma una nota, rappresenta tuttavia un miglioramento rispetto ai due precedenti trimestri, il terzo e il quarto del 2012, chiusi in perdita Bene invece i ricavi del gruppo che sono ammontati a 1.260,7 milioni, in crescita del 1,3% rispetto al corrispondente periodo del 2012 grazie soprattutto alle maggiori vendite riportate da Sorgenia e KOS. L'Ebitda è stato pari a 107,2 milioni, in crescita del 8,1% rispetto ai primi tre mesi del 2012. Il margine operativo e' ammontato a 53,2 milioni.

L'assemblea è stata anche l'occasione per l'addio di Carlo De Benedetti. "Io sono stato un pesce autonomo, il potere politico italiano mi ha sempre mal sopportato e sovente ostacolato nelle mie intenzioni. La raccomandazione che rivolgo ai miei figli è quella di mantenere e coltivare la tradizione di imprenditori liberi e indipendenti". Questo l'addio del patron durante l'assemblea che ha sancito il passaggio di proprietà a favore dei figli, avvenuto il mese scorso. L'imprenditore ha donato ai tre figli le quote dell'accomandita Carlo De Benedetti & Figli. e Benedetti ha ricordato con una metafora la propria storia imprenditoriale: "Io sono stato un pesce autonomo pur operando nella stessa vasca con altri pesci che operavano in cordate - afferma - mi hanno tollerato nella vasca, hanno anche cercato di prendermi all'amo, ma me ne sono velocemente liberato. A un certo punto ho capito che la vasca era troppo piccola per le mie ambizioni e mi sono avventurato nel mare europeo con un grande disegno, ma sono stato costretto a rientrare perche' avrei potuto giocare in un girone piu' impegnativo che avrebbe ridimensionato le regole dello stagno italiano". De Benedetti ricorda che "il potere politico italiano mi ha sempre mal sopportato e sovente ostacolato nelle mie intuizioni e intenzioni, come nel caso dell'alimentare e dell'editoria. Ma questo non mi ha impedito di creare un gruppo in cui lavorano 14mila persone, che qui ringrazio".

Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo, è il nuovo presidente del gruppo. Monica Mondardini amministratore delegato al suo posto. Si tratta di "un tandem professionale eccellente e complementare" secondo Carlo De Benedetti, che a marzo ha donato le proprie quote nell'accomandita di famiglia ai tre figli e che oggi in assemblea ha dato l'addio. Un breve discorso in cui ha ricordato di essere stato "mal sopportato e sovente ostacolato" dalla politica, raccomandando ai figli "di mantenere e coltivare la tradizione di imprenditori liberi e indipendenti". De Benedetti resta comunque presidente onorario di Cir, di cui aveva lasciato la presidenza già nel 2009. Rodolfo De Benedetti passa da a.d. a presidente al posto di Stefano Micossi, che resta in cda, dove arriva Monica Mondardini, a.d. de L'Espresso e ora nella stessa carica in Cir.

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