di Fabio Rosi
 David Parenzo
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ROMA - Nella polemica sulla libertà di stampa, arriva un clandestino. Anzi,
Il Clandestino, otto-dieci fogli dal martedì al sabato stracolmi di opinioni e inchieste. Appuntamento in edicola il prossimo 4 novembre ma già da questa mattina la redazione è al lavoro agli “ordini” di Ambrogio Crespi che firmerà il giornale come direttore editoriale e David Parenzo direttore responsabile, “vecchia” conoscenza della televisione locale – ammesso che il network di Telelombardia possa definirsi “locale” -; che con la sua trasmissione Iceberg negli ultimi anni tra Milano e Roma ha costruito un salotto che parte da
Porta a Porta per transitare per
Ballarò e finire con
Report. Seduti a guardarlo almeno un milione di persone che evita in prima serata Rai e Mediaset e preme sul telecomando il bottone di Telelombardia. Un “pout porri” che ha visto alternarsi sulle poltroncine con frequenza assidua
Maurizio Lupi, Vittorio Sgarbi, Italo Bocchino. E poi
Ignazio La Russa, Daniela Santanché, Matteo Colannino. Insomma chi in Italia dà le carte o fa finta di darle prima o poi è passato da Iceberg. Anche
Massimo Ciancimino, che per la prima volta ha parlato proprio ad Iceberg.
“Saremo meno di dieci in redazione ma agguerritissimi”, promette il direttore
David Parenzo, classe 1976, un passato televisivo in Veneto, un periodo al fianco dello scomparso
Sandro Curzi a
Liberazione e due libri all’ attivo. “Il Clandestino, per far onore al suo nome, in una stagione di chiacchiere guarderà ai fatti e farà le pulci al palazzo attraverso le inchieste - aggiunge Parenzo – senza far sconti a nessuno”. E sulla collocazione politica, il direttore mostra idee chiare: “Dalla parte di chi acquisterà Il Clandestino – dice – senza destra e senza sinistra”.
I soldi per uscire dalla clandestinità sono dell’editore
Fabio Caso della
Giornali e Associati, figlio di quel Giangaetano che aveva tentato la scalata all’Unità. Per ora la sede: in via del Tritone a Roma, proprio di fronte al gioiello di casa Caltagirone, quel Messaggero che in città spadroneggia in copie e pubblicità, sospinto dalla vicinanza alle diverse amministrazioni comunali. I sindaci passano Francesco Gaetano resta. Vediamo cosà deciderà di fare una volta che dalla finestra del quarto piano potrà vedere i clandestini al lavoro. Parenzo mantiene l’ultimo segreto: “Sugli editorialisti top secret – dice – posso solo aggiungere che saranno firme di rilievo”.