"Da tecnico della comunicazione mi sembra un palese incidente di percorso perché si invita un bambino piccolo a prendere un fucile e sparare: non mi sembra corretto, è stato proprio uno scivolone". Così il presidente della
Fondazione Pubblicità progresso Alberto Contri commenta la scelta di
Federcaccia di usare la foto di un bambino di 7-8 anni per lanciare la campagna tesseramento 2009. L'immagine ha suscitato forti polemiche tra le associazioni animaliste e quelle a tutela dell'infanzia e anche tra i partiti politici dei vari schieramenti. "In questo caso non si può parlare di pubblicità sociale - spiega Contri - ma di una lecita campagna promozionale di un'associazione riconosciuta. Hanno però toppato clamorosamente sul soggetto. Mi stupisco che non ci abbiano pensato: evidentemente c'è stato scarso ricorso ai tecnici della comunicazione che avrebbe messo in guardia dai potenziali effetti negativi".

La foto scelta da Federcaccia per la campagna tesseramento 2009 |
Secondo il presidente della Fondazione Pubblicità progresso dunque la campagna non sarebbe stata ideata da un tecnico, cosa invece importante quando si lavora nel campo della comunicazione. Contri ricorda poi come in Italia esista l'Istituto di autodisciplina pubblicitaria che sta molto attento alle pubblicazioni nei confronti dei minori. "Le immagini devono avere un significato rispetto al messaggio che si vuole dare, usare foto choccanti può attirare l'attenzione ma anche urtare la sensibilità delle persone. Maneggiare la comunicazione è un'arma molto potente perché tutti la vedono. La pubblicità sociale non promuoverebbe mai la caccia, è usata invece a favore dei minori, dei malati, dei disabili, della crescita del paese, per la prevenzione degli incidenti sul lavoro".