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MediaTech
Azienda più digitale, sì dal 98 per cento dei dipendenti

Di Milo Goj

Consensi plebiscitari per l'innovazione digitale da parte dei dipendenti aziendali : il 98% di loro è entusiasta che la propria impresa diventi sempre più informatizzata. Emerge da una recente ricerca Censuswide/Ricoh, che ha coinvolto 3.600 dipendenti di aziende in Austria, Belgio, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Sud Africa, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Irlanda. 


E non si tratta di una semplice adesione di principio: Il 65% del campione è convinto che la progressiva automazione avrà un impatto positivo e concreto sul proprio modo di lavorare


Ma quali sono i gli aspetti del digital workplaces che più interessano?


In linea con quanto avviene nel resto dell'Europa, i dipendenti aziendali italiani indicano la gestione delle e-mail (40% del campione del nostro Paese) e le riunioni (37%) come i fattori quotidiani che causano le maggiori perdite di tempo, seguiti dal pendolarismo (31%). Gli intervistati sono convinti del fatto che la tecnologia consentirebbe di lavorare in modo più smart, in particolare grazie a un migliore accesso ai dati (aspetto indicato dal 46% del campione italiano a fronte di una media europea del 44%), alla possibilità di lavorare più spesso da casa (42% sia in Italia sia in Europa) e alla riduzione delle attività ripetitive (30% degli intervistati italiani, mentre la percentuale in Europa sale al 41%). I tempi previsti per un effettivo salto di qualità si aggirano su due anni. Al termine dei quali, per il 32% del campione, i dipendenti potranno dedicarsi ad attività più rilevanti e meno di routine. 


Ai 3.600 intervistati è stato poi chiesto di esprimere la propria opinione riguardo all'impatto sul proprio modo di lavorare di una serie di tecnologie. Il 67% degli intervistati italiani (percentuale in linea con la media europea) pensa che l'automazione dei processi avrà un impatto positivo e il 62% è dello stesso parere in relazione all'intelligenza artificiale; questa seconda percentuale è più alta della media europea che si attesta al 52%. 
Gli italiani sono più ottimisti anche in relazione alla robotica -che avrà un impatto positivo secondo il 46% del campione, mentre la media europea è del 40%- e alla stampa 3D (impatto positivo secondo il 53% del campione italiano, dove la medie europea è del 46%). 


Riguardo alla realtà virtuale, la percentuale coincide: il 39% sia del campione italiano, sia di quello europeo, afferma che avrà un impatto positivo sulle attività. 


Rispetto alla media internazionale, gli italiani si pongono però più dubbi. Per il 40%, i dipendenti non hanno ancora  competenze tecnologiche (40% del campione) adeguate. Un altro 24% sottolinea poi che gli organici aziendali hanno di solito bisogno di un lungo periodo di tempo per abituarsi ad una nuova tecnologia: E non manca anche chi ha paura del cambiamento (32%).

 

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