Il futuro della free press/ Antonio Cipriani, direttore di DNews: "E' tramontata l'era dei quotidiani a pagamento"

Sabato, 6 dicembre 2008 - 11:00:00

di Antonio Prudenzano

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DNews, l’ultimo nato tra i quotidiani free press in Italia, il prossimo 25 febbraio compirà un anno. Affaritaliani ha intervistato il suo direttore e “teorizzatore” Antonio Cipriani, che insieme a suo fratello Gianni lo scorso anno ha lasciato la guida di E Polis per dar vita a un prodotto sin da  subito di  grande successo tra i lettori, ma apprezzato pure dagli studiosi di media di tutto il mondo. Al momento, DNews esce a Milano, Roma, Bergamo e Verona. E il 2009, come annuncia in quest’intervista Cipriani, vedrà il lancio del sito del quotidiano e l’apertura dell’edizione di Brescia, oltre a numerose altre novità.

Cipriani, perché il suo giornale piace sia ai lettori sia agli studiosi di media?
“Faccio una premessa: tanti pensano che la free press sia la negazione del giornalismo. Non è affatto così. Essa ha il merito di aver capito che se il lettore non ha tempo, o voglia, di leggere i quotidiani tradizionali a pagamento, la colpa molto probabilmente non è sua. In Italia la stampa è arretrata, perché non guarda alle esigenze delle persone, ma agli interessi dei politici e in generale di quei pochi cha hanno in mano il potere. All’estero non è così. Fuori dall’Italia i quotidiani si rivolgono alla vita delle persone. DNews è nato per rinnovare il giornalismo italiano e andare in questa direzione, anche a livello grafico, grazie al contributo di Sergio Juan. Ci ispiriamo al giornalismo iberico e a quello sudamericano che puntano molto sulla grafica. E i lettori ci stanno dando ragione”.

Questi ultimi cosa apprezzano maggiormente di DNews?
“Ai lettori non si può far solo del 'male'… I nostri ci dicono di apprezzare l’armonia tra cose dure (la cronaca, ad esempio) e cose più leggere, come lo sport, la cultura o le tendenze che sin dall’inizio stiamo cercando di portare avanti a DNews”.



Quando verrà aperta l’edizione di Brescia?
“Ormai è tutto pronto. Puntiamo a partire a inizio 2009. Poi sarà la volta di altre realtà locali. Ma non abbiamo fretta. Facciamo un passo alla volta…”

DNews è un cosiddetto freepress di “seconda generazione”. Non più solo notizie flash, ma anche approfondimenti e una struttura più vicina a quella dei quotidiani tradizionali. E’ questo il futuro per i gratuiti?
“Sicuramente sì, e all’estero gli studiosi di media continuano ad esaltare il caso-DNews”.

Qual è la differenza principale tra DNews ed E Polis?
DNews è il proseguimento di E Polis. Siamo un freepress di qualità, che punta molto sul locale e in un certo senso prova a tornare a un’idea tradizionale di giornalismo. Il nostro è un modello dinamico, che punta a crescere (e cambiare) di giorno in giorno. A E Polis, forse, il rinnovamento, che è fondamentale, si è un po’ fermato”.

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