Ebook/ Decolla il mercato, anche in Italia i libri diventano elettronici

Martedì, 12 ottobre 2010 - 17:00:00

di Claudia De Luca
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Forum/ Sei pronto a passare dai libri di carta agli ebook?
Il tema ebook è finalmente diventato caldo, se ne discute infatti in questi giorni alla più importante manifestazione per l’editoria, la Buchmesse di Francoforte. Per capire lo scenario di riferimento è necessario, però fare un piccolo passo indietro.

Luglio 2010 – Stati Uniti
Amazon dichiara di aver venduto, nei tre mesi precedenti, più e-book che libri cartacei
.
I dati di vendita del colosso statunitense del mese di giugno parlano di un rapporto di 180 ebook venduti contro 100 libri in formato tradizionale (fonte: Amazon Media Room, News Release, Jul 19, 2010).
Una piccola vittoria in una battaglia che secondo molti battaglia non è, nè ha senso che lo diventi.
Perché la forzata contrapposizione tra ebook e libro cartaceo non sarebbe altro che la rappresentazione delle differenti vocazioni dei lettori che, guidati da esigenze diverse (di studio, di lavoro, di evasione, etc.), vogliono poter scegliere il “supporto” che meglio si adatta ai loro scopi.
Più supporti e più offerta, infatti, spingerebbero a leggere di più, come dimostrato anche da una recente ricerca, condotta dal Marketing and Research Resources e pubblicata dal Wall Street Journal, secondo al quale il possessore di ‘lettore elettronico’ legge in media 2,6 libri al mese, a fronte dell'1,9 del ‘lettore cartaceo’.
Sempre secondo il Wall Street Journal, il mercato degli e-reader ha registrato un aumento delle vendite pari al 183% nei primi 6 mesi del 2010, senza che per questo fosse intaccato il mercato dei libri stampati.

ebook Kindle
Il Kindle di Amazon
Ci troviamo dunque di fronte a due realtà complementari che possono convivere e insieme contribuire alla definizione di un nuovo “consumo di cultura”?
Di sicuro per il Cultur-consumatore si stanno aprendo scenari nuovi e nuove opportunità tecnologiche per la fruizione dei contenuti, che vedono coinvolti molti attori a più livelli (costruttori di device, editori, distributori finali, autori, lettori) e, non da ultimo, il contenuto stesso.
Proviamo a fare il punto.

Lo standard o gli standard?
"Il nostro più grande desiderio è che tutti i dispositivi diventino agnostici, così da non avere formati proprietari e permettere agli utenti di leggere ciò che vogliono dove vogliono".  David Shanks, Penguin.

Nonostante gli auspici degli editori (che, con l’affermarsi di uno standard unico potrebbero provare a stabilire anche un sistema di DRM, guadagnando qualche possibilità di contrastare la pirateria) e dei lettori (le cui scelte non sarebbe limitate dalle piattaforme hardware e software) il tema dei formati resta in gran parte irrisolto. Il formato più diffuso è l’ePub - Electronic Publication.
Adottato nel 2007 dal Digital Publishing Forum (IDPF), l’ePub è uno standard aperto (ovvero le sue specifiche non impongono un sistema di DRM) e ha il merito significativo di agevolare il lavoro degli editori che non devono più preoccuparsi dei requisiti dei singoli reader.
Letto dalla maggior parte dei software reader, presenta ad oggi ancora alcuni limiti sostanziali per l’evoluzione grafica degli ebook.

Il mercato dell’ebook

Stati Uniti
Inevitabile parlare di Amazon: il colosso di Seattle ad oggi è in grado di offrire ai lettori in possesso di un e-reader Kindle 630.000 titoli a pagamento, e quasi due milioni di titoli gratuiti, ovvero non protetti da copyright.
Attraverso Amazon gli autori Stephenie Meyer, Nora Roberts, Charlaine Harris, James Patterson, hanno raggiunto quota 500.000 kindle e-book venduti e, in alcuni casi eclatanti, come quello di Stieg Larsson, quasi un milione.

I dati diffusi dall’Association of American Publishers parlano di una crescita del 163% delle vendite di e-book nel mese di maggio 2010 e viene stimato che, entro in 4 - 5 anni, il mercato USA degli ebook arriverà a contare per il 20% del totale, (oggi è pari al 3-4%, nel 2009 era invece al 2%).

“Nuvole” all’orizzonte per l’editoria
L’altro gigante del mercato si chiama ovviamente Google Books che, con i suoi 12 milioni di libri già digitalizzati in formato ePub o PDF, continua nella corsa alla creazione della biblioteca più grande del mondo.
Archiviata la class action intentata tre anni fa dall’Authors Guild e dall’AAP (l’associazione degli editori americani), Google racconta direttamente dalle sue pagine online come gli accordi in via di perfezionamento permetteranno la ricerca e la lettura di un maggior numero di testi in versione integrale, gratuitamente, a pagamento, o in modalità prestito.

A maggio, a pochi mesi dalla Fiera del libro di Francoforte, il Wall Street Journal riportava l’annuncio dell’apertura dello store Google Edition che, nelle intenzioni di Google, dovrebbe combinare il business degli ebook con il cloud computing: “compra ovunque, leggi ovunque”.
Dichiaratamente “device agnostic”, Google ha inaugurato uno store sui generis, che venderà non il libro in quanto tale, ma l’accesso online al libro digitale: il libro non verrà, infatti, scaricato, ma solo salvato nel proprio scaffale virtuale di Google Books e potrà poi essere letto con un qualsiasi device provvisto di browser collegato a internet.
Al momento Google (da quanto si evince dalle pagine del servizio Support) fornisce i dettagli per partecipare al Partner Program solo ai player del mercato statunitense che vogliano trasformare i propri libri disponibili all’acquisto in “edizioni google”.

Sconfitti e precursori
Il primo grande sconfitto del mercato statunitense degli ebook porta il nome glorioso di Barnes&Noble
: la prima catena di librerie Usa ha inseguito Amazon sul terreno degli ebook con un proprio device, Nook, ma non è stata ripagata degli investimenti sostenuti. I conti in rosso hanno aperto la strada alla vendita della società. Chissà che non sia proprio Amazon a farsi avanti…
A contorno non mancano le librerie on line che distribuiscono titoli gratuiti, ovvero non più coperti da copyright. Tra queste, troviamo lo storico Project Gutenberg, lanciato nel 1971 da Michael S. Hart,”con l’obiettivo di costruire una biblioteca di versioni elettroniche liberamente riproducibili di libri stampati” (da Wikipedia). Una collezione che supera i 20.000 libri e che comprende anche titoli italiani.

ebook2
L'iPad di Apple
Tornando a casa nostra
Solo recentemente il mercato italiano ha dimostrato la volontà di aprirsi al settore dei libri digitali.
Quello italiano è un mercato sostanzialmente nuovo, tutto da costruire e “nutrire”, e con il grande vantaggio di poter capitalizzare errori e successi dei predecessori oltreoceano.
Vero è, però, che gli italiani leggono poco: il 47,7 % non legge più di tre libri all’anno, ed è solo il 14% (i cosiddetti “forti lettori”) a generare “eroicamente” il 41% delle vendite complessive di libri (dati AIE, Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2009).
Un panorama di certo non entusiasmante che, unito ai consistenti investimenti iniziali richiesti e alla nuova tipologia di distribuzione, (la quale prescinde dai punti vendita controllati dalle case editrici, tuttora fonte consistente di ricavi), può aver motivato l’approccio più cauto e attendista da parte dei player italiani del settore libraio.

E pur si muove!
I primi segnali di apertura al mercato dei titoli digitali e le prime promesse di cataloghi degni di questo nome sono arrivati durante lo scorso Salone del Libro, svoltosi a Torino nel mese di maggio.
Ma, prima di vedere chi e come ha mantenuto le promesse, proviamo a tracciare il perimetro del mercato italiano del libro digitale con alcuni dati e previsioni:
- 151 gli editori (rilevazione giugno 2010, fonte IE, Informazioni editoriali) che hanno dichiarato di aver avviato la produzione di e-book;
- 6 le piattaforme di distribuzione sviluppate o annunciate;
- 0,1% il valore del mercato ebook previsto per dicembre 2010 (fonte: Ufficio studi Aie su dati di fonte diversa - giugno 2010), valore che nel 2009 era pari allo 0,03%;
- 60 - 70 milioni di euro il valore che il mercato degli e-book potrebbe raggiungere nel 2015, con una quota non inferiore al 4-5% rispetto al mercato tradizionale (fonte: Edigita.it), quota che l’AD del Gruppo
Arnoldo Mondadori Editore, Maurizio Costa, ottimisticamente fa salire al 10% (fonte: Il Corriere della Sera, 24 marzo 2010).

Dal fronte e-reader sono invece ancora poco attendibili i dati a disposizione sulle preferenze degli italiani. Quel poco che sappiamo proviene da uno studio condotto dall’AIE, secondo il quale il 7,5% del campione di intervistati dichiara di aver comprato, o di accingersi a farlo, un reader, mentre un altro 5,8% aspetta solo che siano disponibili un maggior numero di titoli e un altro 2,8, infine, attende la possibilità di leggere con il nuovo “device” anche i best-seller.
Non sono disponibili dati sull’effettivo parco di e-reader posseduto dagli Italiani e, per quanto riguarda la diffusione dell’iPad, stime non ufficiali parlano di cifre che oscillano tra i 50.000 e i 70.000 device.

Quale approccio al mercato da parte dei gruppi editoriali italiani?
Questi i presupposti da cui gli editori italiani stanno muovendo e organizzando la propria offerta.

- IBS: il primo player italiano della vendita di libri on-line del gruppo Messaggerie ha rilasciato a giugno la sezione Anteprima E-Books: 400 titoli suddivisi in 28 reparti, che spaziano dall’arte alla cucina, dai viaggi ai libri per ragazzi, dalla narrativa italiana a quella straniera (con alcuni grandi classici come Madame Bovary di Flaubert, I giocatori di Dostoevskji, Le affinità elettive di Goethe, Cime tempestose di Emily Brontë , etc.). Per dicembre 2010 i 400 titoli saliranno a 10.000 e sarà possibile acquistare anche l’ebook reader direttamente dal sito.

- Mondadori e Telecom
Arnoldo Mondadori Editore (ovvero Einaudi, Piemme, Sperling&Kupfer, Frassinelli, Le Monnier, Harlequin Italia, il sito BOL) offre, attraverso Bol.it, 30.000 titoli in lingua originale, ma promette a breve un catalogo tutto in  italiano con circa 5000 titoli, compresi molti best seller (fonte: www.mondadori.it).
Ma la vera notizia viene dal Salone del Libro di Francoforte in corso in questi giorni: in arrivo da Mondadori 1200 titoli per il nuovo e-book che Telecom Italia metterà in vendita dalla sua piattaforma end-to-end.
E il mondo dell’editoria italiana è già in subbuglio.

- Edigita, della serie l’unione fa la forza: nata nel maggio scorso, Edigita è frutto di una joint venture tra il gruppo Gems, Feltrinelli e Rizzoli, che coinvolge ad oggi 40 case editrici.
Un approccio completamente opposto a quello di Amazon, modello che, secondo i fondatori di Edigita, risulta troppo sbilanciato sul distributore finale il quale, forte del proprio potere, stabilisce il prezzo dei volumi e livella il mercato.
Ricevuto il nulla osta dell’Agcom, Edigita si propone, invece, come una piattaforma B2B in grado di gestire il flusso di produzione, protezione e distribuzione dell’ebook alle librerie on line. L’obiettivo è mettere gli editori italiani in condizione di offrire le proprie edizioni in formato ebook attraverso i più popolari device presenti e futuri, ma con una stridente limitazione, ovvero il vincolo di esclusiva (agli editori sarà imposto il divieto di distribuire su altre piattaforme).

Così Teresa Cremisi in un’intervista rilasciata a L’Espresso: “Chi desidera gestire i suoi libri elettronici attraverso Edigita fa un contratto che include una politica di prezzo e di distribuzione, e continua così a esercitare il suo mestiere di editore. Che è quello di scegliere che cosa pubblicare, prezzarlo e indirizzare la distribuzione, e ovviamente nel caso del libro elettronico stabilire i metodi per proteggerne i contenuti attraverso le funzionalità di DRM, disponibili in opzioni differenziate secondo le necessità di ciascun editore” (Espresso.repubblica.it, intervista del 17 maggio 2010).
Con Edigita, sempre stando agli annunci, saranno immessi sul mercato da parte dei soci fondatori 2500 titoli entro l’anno, e altri arriveranno in seguito.
Al momento però tutto tace ... mentre scriviamo all’indirizzo edigita.it è visibile una semplice pagina di testo che racconta il progetto.

Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Gems ha reagito così alla notizia dell’accordo Mondadori –Telecom:
«In genere - protesta Mauri - quando si presenta un'iniziativa che può riguardare tutti gli editori, ci si comporta in modo ecumenico, non ci si presenta alla Buchmesse con il primo della classe. Anche perché è da gennaio che ho chiesto un appuntamento a Bernabè e a tutt'oggi non ho ricevuto risposta. Sia ben chiaro, noi siamo sempre disposti a un accordo, a patto di mantenere attraverso Edigita il controllo sui file dei libri, ma ci dispiace di essere stati ignorati». (fonte Il Corriere della Sera.it, 7 ottobre 2010).
Il clima si fa decisamente teso.

- Book Republic: considerato il terzo polo, dopo Edigita e Mondadori, è un consorzio che unisce 46 piccoli e medi editori, tra cui Iperborea, ISBN, Marcosymarcos, MinimumFax, Raffaello Cortina Editore, Voland.
E’ un servizio di distribuzione online per i libri digitali e una libreria online dalla quale si possono scegliere e acquistare ebook in formato epub.

- Simplicissimus Book Farm (conversione, produzione e distribuzione) ha lanciato a fine 2009 la piattaforma SBF Stealth, per distribuire agli store online, o direttamente sugli ebook reader, i contenuti immessi dagli editori aderenti.
“Questo significa che l’editore può avere un punto di accesso unico per la gestione delle vendite dei propri libri su una molteplicità di store. In definitiva, i vantaggi per i piccoli editori consistono nella possibilità di tralasciare tutte le necessità operative esterne e tornare a concentrarsi sul ‘core’ del proprio mestiere: fare l’editore”. (dall’intervista a Marco Croella, CTO di Simplicissimus Book Farm, IT News del 10/11/2009).

- Zanichelli ha stretto all’inizio dell’anno un accordo con Amazon per offrire contenuti in lingua italiana su Kindle, limitando l’offerta, per il momento, solo ai grandi classici della letteratura italiana, da Dante Alighieri a Boccaccio, a Manzoni, a Macchiavelli. “Considero gli ebook per Kindle come dei messaggeri della cultura italiana all'estero, utili per quei lettori e studiosi che hanno difficoltà a procurarsi libri attraverso il normale circuito librario. Con la pubblicazione di questi ebook, Dante e Boccaccio, ma anche Petrarca e Svevo, possono essere oggi letti in tutto il mondo in un'edizione filologicamente ineccepibile”, spiega il responsabile della redazione lessicografica Zanichelli, Enrico Lanfranchi.
Seguiranno i dizionari, già disponibili per iPhone, realizzati in collaborazione con la casa editrice statunitense Intangible Press.

Content is king
L’ultimo imprescindibile e fondamentale tassello di questo panorama è ovviamente il libro stesso che, nel suo formato digitale, diventa sempre più un vero e proprio contenuto rilavorabile, riformattabile, personalizzabile e inevitabilmente anche “piratabile”.  Tralasciamo in questa sede gli aspetti non banali legati alla pirateria digitale, che riguardano comunque non solo gli ebook, ma anche i testi cartacei (complice la scarsa disponibilità in digitale di titoli a pagamento), per guardare alle potenzialità reali o presunte dell’ebook in quanto contenuto.

Incontri ravvicinati del terzo tipo
L’iPad, colpevole di non garantire alcun comfort di lettura a causa del monitor retro-illuminato, nemico del testo scritto, ha il merito però di aver gettato le premesse alla diffusione dei cosiddetti enhanced book, che offrono una multimedialità più spinta e nuove prospettive per gli sviluppatori, che con esso potrebbero riuscire a entrare in un mercato ad oggi dominato dalle aziende stampatrici.
Concepiti come applicazioni multimediali, gli enhanced book sfruttano le potenzialità dell’iPad legate alla visualizzazione di illustrazioni, fotografie, video, oggetti 3D. E non solo: la lettura può essere sincronizzata con la versione audio e una musica in tema può enfatizzare l’ambientazione del libro.
Il gruppo italiano Enhanced Press, che realizza prodotti editoriali per iPhone, iPod touch e iPad, sta lavorando ad una nuova interfaccia grafica che permetterà di personalizzare e rendere più familiare l’esperienza di lettura di un ebook: matita per disegnare o sottolineare, segnalibro con commento, un registratore per salvare note vocali, un evidenziatore, un blocco degli appunti su cui copiare anche brani del libro.
Un gioco con il sapere sempre più interattivo, che strizza l’occhio anche all’aspetto sociale della lettura: il Kindle di Amazon, infatti, si arricchisce di funzioni social e diventa sempre più web-friendly.

Sostenitori entusiasti e cauti osservatori di questo nuovo corso si dividono equamente la scena: chi vede nell’interattività una frontiera entusiasmante, soprattutto per lo studio e la scuola, chi, più pragmaticamente, chiede garanzia sui basics, (a tale proposito merita una visita questo photostream), primo fra tutti una cura più scrupolosa delle edizioni elettroniche, e bolla i materiali extra, attualmente disponibili, come semplici operazioni di marketing, prive di un reale valore culturale.

Il contenuto, dunque, resta in attesa di una tecnologia che sappia valorizzarlo e enfatizzarlo,  conciliando il comfort di lettura offerta dagli schermi e-ink con la suggestiva resa grafica delle immagini a colori e dei video dell’iPad (Qualcomm Mirasol?), i tool interattivi degli enhanced book con la possibilità di collegarsi alla rete, insomma un tutto organico con una forte vocazione all’universalità, che il libro tradizionale ancora incarna alla perfezione.
Se il libro cartaceo ha dimostrato, infatti, di non temere l’obsolescenza con i suoi 500 anni portati benissimo, il giovane ebook deve ancora dimostrare di che pasta è fatto e dove vuole andare.
Speriamo solo che nelle mille battaglie sia sempre e soltanto il lettore a vincere!

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