I dati Nielsen di marzo confermano che
gli investitori pubblicitari hanno il portafoglio chiuso e che non vogliono più saperne di mettere soldi nella carta stampata. In marzo il mercato è sceso del 16,2%, un valore che conferma il trend terrificante in atto e vede il primo trimestre dell’anno chiudersi con un calo del 18,2%.
La raccolta pubblicitaria sui magazine resta in caduta libera (-28,7%) e quella sui quotidiani nazionali è di pochissimo meglio (-21%).
I dati non sono una sorpresa perché in questi giorni hanno presentato i conti del trimestre le principali società media italiane: lo scenario è così depresso da aver spinto le società a concentrarsi sul taglio costi e sul lancio di iniziative in grado di arginare la fuga dei lettori.
La televisione arretra ma conferma di essere in grado di intercettare i pochi flussi di investimento che circolano, in marzo il calo è del 14,4%. Si ridimensiona anche il disastro della radio, in calo dell’8,5% ed in ripresa rispetto ai primi due mesi dell’anno soprattutto per effetto degli spot delle case auto.
Dove si dirigono gli inserzionisti ed i lettori che abbandonano i mezzi tradizionali? Verso internet, la raccolta pubblicitaria sulla rete mette a segno un incremento del 3% e con il +3,5% nei primi tre mesi arriva al 7% del totale, in marzo internet ha sorpassato la radio e i quotidiani a diffusione locale.