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Fare soldi con Facebook? Ora si può. In un libro i segreti del social network

Nel nuovo libro 'Fare business con Facebook', Luca Conti svela come 'fare i soldi' con il network e come sfruttarne in modo intelligente le opportunità. Da come realizzare una campagna pubblicitaria a come conoscere meglio il proprio target. Una guida dettagliata per i professionisti del marketing e della comunicazione che non possono prescindere dalla conoscenza e dalla relazione con i loro clienti-target. 'Il plus sta nella possibilità di profilare il target della campagna in modo esatto e preciso' sottolinea ad Affari l'autore

Lunedí 03.08.2009 11:00

facebook affari180

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fare business
La copertina del libro
Il modo di promuovere aziende, brand, eventi sta cambiando molto con Internet. I servizi web più innovativi  consentono una partecipazione attiva, grazie alla creazione di siti e all'inserimento di immagini, notizie, video. In Italia ci sono circa 15 milioni di protagonisti, con i quali le aziende possono entrare in contatto a basso costo, studiandone stili di vita, opinioni e preferenze. Il Web 2.0 e il Social Networking è fatto di nomi che ormai sono diffusi nel linguaggio comune: Facebook, Twitter (per il microblogging), Myspace ( per musicisti e artisti), Flickr ( per le foto), You tube (per i video), Linkedin e Xing ( per i profili professionali). Ad ogni utente viene così offerta una scelta enorme di servizi gratuiti o a pagamento. Il Web 2.0 lancia una sfida anche agli operatori del marketing e chi sarà capace di acquisire le giuste competenze avrà un notevole vantaggio competitivo.

Quando si parla di Facebook, il popolare social network, denominato in italiano 'faccialibro', viene automatico pensare al tempo libero e allo svago online. Ma il famoso network non è solo uno strumento di socializzazione, per recuperare vecchi amici e 'abbordarne' di nuovi. Può essere molto di più, addirittura uno strumento di lavoro, utile per conoscere eventi, sviluppare passaparola e organizzare attività in un' ottica commerciale. Un nuovo libro 'Fare business con Facebook' scritto da Luca Conti, edito da Hoepli, spiega come coglierne le opportunità, comunicando e promuovendo attività di marketing e comunicazione con il social networking.

IL BUSINESS FACEBOOK - Il 'fare business' viene comunemente associato al concetto di 'vendere', ma su Facebook questa non è una prospettiva corretta, il vero vantaggio di Facebook è un altro. Così spiega Luca Conti ad Affaritaliani.it : " Facebook domina nel tempo speso online, con 250 milioni di utenti, è il social network più frequentato e usato in Italia e nel mondo. L’Italia è il paese dove nel 2008 Facebook è cresciuto di più e all’inizio del 2009 sono quasi 7 milioni i membri italiani del network. I navigatori nel mondo sono destinati a raggiungere entro la fine del  2009 i 300 milioni - tra cui circa 10 milioni di italiani. La grande forza di Facebook è nella sua capacità di costruire una relazione con il cliente. Sul  network c'è  la capacità di creare uno spazio per attirare il cliente affezionato e attivare così un passaparola spontaneo. Inoltre Facebook permette di coinvolgere gli utenti nell'adattamento di nuovi prodotti ed è indiscutibilmente la piazza virtuale, diventata ben più di un fenomeno di costume, dove gli utenti sono oggi i più concentrati e attivi in proporzione al tempo dedicato all'interno. I professionisti di marketing, promozione e comunicazione non possono restarne fuori. Su Facebook le persone possono comunicare e condividere informazioni con i propri amici, su scala globale. Non esiste altro sito web nel mondo occidentale capace di coinvolgere centinaia di milioni di persone. Il punto chiave è che le persone sono anche dei consumatori e rappresentano un pubblico ideale per  le aziende che possono 'parlare' direttamente con il proprio target, che va ascoltato e coinvolto".

LE RAGIONI DEL SUCCESSO -  Un'interfaccia semplice da usare e il fatto di rivolgersi ad un pubblico generalista che si presta agli usi più disparati sono fattori fondamentali. Facebook poi non è esclusivo, ma inclusivo. E' un network 'pigliatutto' e ingloba tutti social media, dai blog alle community, dai forum ai wiki, da twitter a youtube. E' un ambiente sociale dove condividere foto, video, siti preferiti, partecipare a conversazioni in tempo reale, a gruppi associativi, a giochi e ancora, permette lo scambio di messaggi e l' organizzazione di eventi. La partecipazione e il coinvolgimento sul web sono due fattori critici di successo.

SUGGERIMENTI -  Uno dei tanti consigli forniti da Conti: "Se il profilo su Facebok deve essere un biglietto da visita per un potenzale datore di lavoro è importante compilare in modo accurato le sezioni relative a contatti, studio e lavoro, senza scendere nei particolari relativi a interessi personali non attinenti".

OPPORTUNITA'  - Facebook permette di pianificare una campagna pubblicitaria ad hoc, ma si differenzia dagli altri mezzi di pubblicità su Internet. Con Facebook si parla di social advertising, in cui l'utente diventa parte del messaggio, rafforzando la credibilità. Ad Affari Luca Conti in proposito afferma: "Creare una vera e propria campagna pubblicitaria su Facebook è una cosa semplicissima. Naturalmente l'attività promossa deve avere una sua pagina pubblica su Facebook. E dov'è il vero vantaggio? Il plus sta nella possibilità di profilare il target della campagna in modo esatto e preciso. Infatti, quando gli utenti si iscrivono a Facebook inseriscono nel loro profilo personale una serie di informazioni generali e  personali, che definscono dei parametri precisi in base ai quali suddividere i consumatori, e così il messaggio creato va direttamente a un target estremamente mirato. Nessun altro strumento, attualmente, è così raffinato. Le aziende e le istituzioni dovrebbero aprire un profilo pubblico, conosciuto come pagina per i soggetti non personali, e sfruttare le potenzialità del social network. La chiave di successo è la produzione di contenuti originali e di qualità, da aggiornare quotidianamente. Altra opportunità è quella per le aziende di promuovere una causa sociale: sposare una causa no profit e associare il proprio brand rende l’impresa più responsabile, ne migliora l’immagine e fa del bene. Si può fare attraverso un applicazione specifica".

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