Facebook/ Il responsabile Ue del social network risponde a Schifani: incontriamoci e discutiamo

Dopo che il presidente del Senato ha definito il social network "peggio dei movimenti degli anni Settanta", il responsabile Ue di Facebook, Richard Allen, chiede un incontro o una videoconferenza per studiare le misure da adottare per evitare che si ripeta quanto accaduto dopo l'aggressione a Berlusconi. E Schifani accoglie l'invito: "Rifletteremo assieme per individuare delle regole"

Venerdì, 18 dicembre 2009 - 11:59:00

Renato Schifani
Renato Schifani
Facebook chiede un incontro con il presidente del Senato, Renato Schifani, per discutere e cercare insieme una soluzione per evitare in futuro eventuali nuove dichiarazioni di "odio" attraverso la rete.

Il giorno dopo la denuncia della seconda carica dello Stato di Facebook (definito "peggio dei movimenti degli anni Settanta"), Richard Allen, responsabile delle politiche Ue del social network, ha inviato una lettera da Londra al presidente del Senato per chiedere un incontro o di persona a Roma o anche una videoconferenza per studiare insieme tutte le misure necessarie atte ad evitare il ripetersi di quanto è accaduto nei giorni scorsi dopo il ferimento in Piazza Duomo a Milano di Silvio Berlusconi.

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L'invito è stato accolto da Schifani: "Ho ricevuto questa lettera - ha detto ai gionalisti a Palazzo Giustiniani il presidente del Senato - e contiene questo invito di incontro. Io lo ritengo un passo estremamente costruttivo quello che vogliono fare i responsabili di Facebook e sicuramente sarà il nostro un incontro in cui rifletteremo assieme per individuare delle regole, delle procedure, al di là degli aspetti legislativi che il governo sta valutando, per evitare proprio che su questi siti, al di là di Facebook, si possono inserire degli inni di istigazione all'odio alla violenza che non fanno bene al Paese e che a volte configurano addirittura elementi ed estremi di reato".

Dopo il fiorire di gruppi che inneggiavano all'aggressore del premier, Facebook aveva diffuso uno statement in cui precisava che "non è permesso pubblicare contenuti minacciosi, promuovere o incoraggiare atti violenti, contro chiunque e in qualunque luogo", aggiungendo: "Provvederemo a rimuovere qualunque contenuto di questo tenore, per cui ci sia richiesto un intervento".

"Abbiamo un team dedicato in Europa che parla italiano - precisano i responsabili di Facebook - e che sta esaminando con estrema attenzione tutte le richieste di intervento con contenuti relativi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Risponderemo con tempestività, eventualmente cancellando ogni tipo di contenuto che minacci direttamente o supporti atti violenti contro persone. Su questo tema, siamo anche in contatto con le autorità italiane".

"Desideriamo che Facebook - proseguiva il comunicato - sia un luogo dove le persone possano discutere apertamente ed esprimere le proprie opinioni, rispettando nel contempo i diritti e i sentimenti degli altri. Con più di 350 milioni di utenti nel mondo che usano Facebook come luogo per discutere e condividere tutto ciò che è ritenuto importante, a volte accade che qualcuno prenda posizione in merito ad argomenti che altri trovano controversi, sbagliati o anche offensivi. Il fatto che alcuni tipi di commenti e contenuti possano infastidire – per esempio critiche alle politiche del governo e alle ideologie politiche – non è una ragione sufficiente per rimuovere una discussione. Questi dibattiti online non sono altro che un riflesso di quello che avviene offline, dove le conversazioni hanno luogo liberamente nelle case delle persone, via email o al telefono".

Intanto è stato chiuso su Facebook anche il gruppo di discussione "che dileggiava con veemente disprezzo" i bambini maltrattati nell'asilo 'Cip e Ciop' di Pistoia. Soddisfatto il presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, Antonio Marziale, consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia, che aveva segnalato la cosa alla Polizia Postale e delle Comunicazioni.

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