di Elvira Pollina
 Giuliano Ferrara
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Dopo l’aborto, Giuliano Ferrara ha trovato un altro nemico: Facebook. In un articolo comparso sul quotidiano Il Foglio, a firma di Annalena Benini, il social network viene definito nient’altro che uno sfascia famiglie. Il motivo? Il matrimonio di una collega è saltato per colpa di alcune dinamiche di facebookiane. Perché, in realtà, Facebook altro non sarebbe che un “immenso e virtuale mondo rimorchiabile” e “affermarlo - scrive la Benini - significa fare servizio pubblico”.
Ora, posto che le corna e le nozze annullate all’ultimo secondo ci sono sempre state e che la gelosia esisteva ben prima di internet e dei social network, definire Facebook il sito dello struscio, delle foto e dei messaggi ammiccanti, e degli ex partner che ricompaiono dopo anni sotto forma di amici nella lista dei contatti, è abbastanza riduttivo. Certo, su Facebook c’è anche questo. C’è il cazzeggio, c’è il marketing, c’è la pubblicità, ci sono gruppi impegnati in cause giuste e meno giuste, o che condividono le stesse passioni o aborriscono le stesse cose.
Per esempio, c’è un “Giuliano Ferrara’s Fan Club”, che al momento conta 194 iscritti (ironia della sorte, è lo stesso numero della legge che regolamenta l’aborto e che Ferrara vede con il fumo negli occhi), i quali ogni giorno seguono, commentano e dibattono su quanto scritto e detto dall’Elefantino. Ma c’è anche un gruppo, composto da 304 persone, che si chiama “Abortiamo Giuliano Ferrara”. Non è che magari il direttore del Foglio se l’è un po’ presa per questo?