IL PRIMO QUOTIDIANO ONLINE
HOMEPOLITICAECONOMIAMERCATIIL SOCIALEGREENMEDIATECHCRONACHEMILANOITALIAROMAITALIASPORTCOFFEE BREAK
ENERGIAPMI - EUROPAMETEOOROSCOPOGIOCHISCOMMESSERUBRICHEFOTO-VIDEOMOBILESHOPPINGCASAVIAGGICULTURESPETTACOLI
Fai di Affaritaliani.it la tua 
HomePage Fai di Affaritaliani la tua HomeInstalla i gadget di iGoogleInstalla la webslice per 
Internet Explorer 8Diventa amico di 
Affaritaliani.it su FacebookSegui Affaritaliani.it su 
TwitterRimani aggiornato con i nostri RSS

Commenti disabilitati su questa notizia

Giornalismo, non solo crisi

Mercoledí 03.03.2010 11:18

di Alessia Mosca

Ho letto “L’ultima notizia” di Massimo Gaggi e Marco Bardazzi il giorno stesso dell’uscita in libreria e, nonostante la rassegnazione suggerita dal titolo – è notizia ma è l’ultima, è una crisi, è un paradosso –, mi ha lasciata con una sensazione positiva. È infatti una fotografia del giornalismo d’oltreoceano in cui spiccano la vitalità e l’energia che gli Stati Uniti continuano a esprimere. A dispetto della crisi, che non ha risparmiato neppure la carta stampata, gli americani stanno reagendo sperimentando soluzioni alternative, sfruttando tutte le potenzialità delle nuove tecnologie: l’ennesima lezione di come il vincolo si può trasformare in opportunità. È per questo, soprattutto, che il libro trasmette attenzione al nuovo, ottimismo, coraggio.

Poi però, voltata l’ultima pagina, viene da chiedersi: e qui da noi? E si piomba nello sconforto. Gli autori, per dichiarata volontà o per carità di patria, di Italia si occupano solo marginalmente. E non è un caso visto che il nostro paese è in 45° posizione nella classifica del World Economic Forum sull’Information technology, ultimo nel G7 e tra gli ultimi in Europa. È più raro trovare connessioni wireless in luoghi pubblici che taxi a Roma nelle giornate di pioggia e il governo non investe in infrastrutture e in educazione per aumentare la diffusione di internet anche tra la fascia di popolazione nata prima della digitalizzazione. Infine, il nostro – parafrasando il bel libro di Alessandro Rosina – non è un paese per giovani, e quindi coloro che hanno più dimestichezza con le nuove tecnologie pesano sempre meno non solo quantitativamente, ma anche qualitativamente e faticano a imporre l’utilizzo nuovi strumenti di comunicazione.

Forse una speranza potrebbe arrivare da ciò che si muove nella rete: è un movimento incontrollabile e potrebbe, se ben indirizzato, mettere a dura prova la tenuta del sistema prima che il sistema stesso se ne renda conto e faccia scattare gli anticorpi tipici del gattopardismo nostrano. Per questo è importante essere aperti all’uso delle nuove tecnologie e non appigliarsi alle sue distorsioni per ingabbiarlo in nome di un non meglio precisato rispetto della dignità umana, che sempre va tutelata ma non a dispetto della libertà d’espressione. 

Altri interrogativi riguardano la possibilità che anche in Italia si verifichi un fenomeno Obama e che si possano trarre dalla rete gli elementi positivi senza incorrere nei suoi stessi inciampi. Ancora: ci si chiede come la cultura e la profondità di pensiero potranno garantire il futuro di giornalisti e editorialisti, che non avranno bisogno di competere con l’immediatezza della notizia perché dovranno ancora di più essere chiave di lettura dell’esistente e organizzare la massa di informazioni.

La politica che abbia voglia di mettersi in discussione potrebbe imparare e sperimentare nuove forme di democrazia e di rappresentanza, oltre che nuovi modelli di organizzazione, di lavoro, di economia da chi su internet ha costruito nuove forme di aggregazione e socialità. Per prima sarei ben felice di partecipare a un confronto sul volume di Gaggi e Bardazzi con quanti stanno facendo business, filantropia o mobilitazione sociale attraverso la rete. Possibilmente più giovani di me. Affaritaliani, che già in più occasioni in questi anni ha saputo sperimentare nuove frontiere del giornalismo ponendosi come modello per tante altre testate, potrebbe farsi promotore di una iniziativa di questo genere? Aiuterebbe alcuni di noi ad uscire dai Palazzi e a raccogliere la sfida dell’era digitale. Per aprirsi alla società e non lasciare che chiusura e paure abbiano la meglio.


tags: giornalismo

Vota questa notizia:
Media voti:


Condividi > 




inizia la tua ricerca qui

GIOCA CON LA COVER GIRL
Cover Girl
I gadget di Affaritaliani.it
Rss
Explorer 8
Facebook
iGoogle


Cinqueallecinque
Il quotidiano del pomeriggio in pdf
Newsletter
Iscriviti alla Newsletter di Affaritaliani.it