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MediaTech
Google, dipendenti scontenti. Nel mirino il ceo Sundar Pichai

Il luogo di lavoro ideale, per tutela, assistenza, compenso, sostegno concreto alle mamme e ai papà con figli appena nati, pare non essere più l'isola felice di cui tanto si è parlato e sognato nell'ultimo decennio. Infatti, come riporta il sito www.corrierecomunicazioni.it, l'indagine statistica condotta all'interno dell'azienda ha prodotto un risultato non positivo, almeno non come le aspettative dell'azienda. L'oggetto del quesito posto  ai dipendenti Google riguardava il livello di gradimento nei confronti della leadership e della vision del Ceo. Di certo non si può dire che Google non abbia mai cercato di tenersi stretto i talenti passati dalla Silicon Valley: sushi gratuito, calcio-balilla e sofà ogni dove. Ma la musica è cambiata.

Dopo la crisi della privacy che sta travolgendo anche Facebook e dopo aver affrontato negli ultimi tempi anche un confronto interno molto serio sulla collaborazione dell’azienda con l’esercito americano per creare armi di offesa sempre più intelligenti (proprio nel cuore della Silicon Valley non violenta, ecologica e “arcobaleno”) e sullo scandalo delle buonuscite-record e su altre protezioni per i dirigenti licenziati a causa di provate molestie sessuali (come ad esempio il “papà di Android”, Andy Rubin), adesso ecco pronta un’altra gatta da pelare per il Ceo di Google. Uno di quei gratta capi che possono trasformarsi in uno stravolgimento radicale da parte dei consigli di amministrazione.

Il sondaggio è stato chiamato Googlegeist (lo “spirito di Google”, parafrasando lo Zeitgeist, “lo spirito del tempo”, coniato dal filosofo tedesco Hegel nel diciannovesimo secolo) e indica che la percezione del Ceo di Google sta peggiorando molto rapidamente. In particolare i due valori fondamentali della ricerca: la capacità della “vision” di Pichai di ispirare i dipendenti di Google e l’effettiva capacità del medesimo di gestire in maniera effettiva l’azienda, guidandola verso il futuro; entrambi sono in calo rispettivamente del 10 e del 18% rispetto all’anno precedente. I valori assoluti non sono più quelli plebiscitari ai quali l’azienda era da sempre abituata, ma sono scesi a “soli” tre quarti dei dipendenti o poco più: 78% e 74% rispettivamente.

Comunque, se questi dati sono ora materia di analisi, è perchè Google ha stabilito una politica di condivisione dei risultati con tutti i dipendenti affinchè venga compreso che i loro dubbi e timori siano stati ascoltati. Questa volta, l’89% dei lavoratori ha voluto prendere parte al sondaggio. Altre parti del sondaggio, per quanto mantengano valori positivi in assoluto, indicano un calo tendenziale significativo, alcuni dei quesiti recitavano così: "le strategie e le scelte di Pichai stanno guidando Google verso risultati eccellenti ?" -13%; "Pichai mostra un commitment visibile sui temi della diversità e inclusione?" -12%; "Google ha colto in maniera corretta le sue priorità? -11%; "nel complesso, gli stipendi per i dipendenti sono giusti ed equi, -11%?"; "lo stipendio è competitivo rispetto a quello di posizioni analoghe in altre aziende?", -11";  infine, "chi risponde sta seriamente pensando di lasciare l’azienda entro la fine del prossimo anno?" -2%.

Mentre i risultati del sondaggio sono ancora in gran parte positivi, i cali registrati rappresentano un dato preoccupante per Google, che ha sempre vantato un alto morale dei dipendenti, condizioni di lavoro lussuose e alti salari. Se il valore di questi benefici aziendali sta iniziando a corrodersi, l’azienda potrebbe perdere i talenti che le consentono di produrre valore a vantaggio di altre società tecnologiche, minando la sua capacità di creare nuovi servizi alla base del suo redditizio business pubblicitario.

L’anno scorso, la tensione tra l’azienda e i dipendenti è esplosa in pubblico. I lavoratori si sono scontrati con la direzione su una serie di problemi, tra cui la mancanza di benefici per i collaboratori esterni e l’uso etico dell’intelligenza artificiale. Migliaia di dipendenti Google inoltre hanno scioperato (cosa alquanto rara nella Silicon Valley) dopo una relazione secondo cui l’azienda avrebbe concesso grossi pagamenti di buonuscita ad alcuni dirigenti accusati di molestie sessuali.

Google quest’anno ha aggiunto nuove domande al sondaggio, che evidenzino potenziali problemi di gestione. Ai dipendenti è stato chiesto se Google risponde in modo rapido e coerente ai casi verificati di comprovata cattiva condotta. Il 53% ha risposto positivamente. Al personale è stato anche chiesto se capiscono come viene determinato il loro compenso e il 56% ha indicato di si.

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