La stampante in “miniatura” che riproduce le immagini realizzate con cellulari o fotocamere direttamente senza collegarla al computer. L’ha lanciata la Polaroid e si chiama PoGo. È in grado di stampare le foto solo grazie a un collegamento Buetooth o una porta Usb che la connettono al dispositivo con cui viene usata. Inoltre non adopera cartucce o nastri d’inchiostro, ma per ottenere le riproduzioni digitali si serve della tecnologia Zink (Zero Ink Printing Technology) e del processo termico di stampa che “colora” i cristalli che contengono i pigmenti, a loro volta già inclusi nella carta fornita dall’azienda. Il nuovo prodotto pesa solo 200 grammi e permette di ottenere le immagini in forma di card in soli sessanta secondi. Senza nessuna sbavatura, resistenti all’acqua, esse sono di elevata qualità e non scoloriscono.
Tom Petters, proprietario dell’azienda, ha commentato così il lancio della PoGo: “Il fondatore della Polaroid, Edwin Land ha trasformato la compagnia molte volte nel corso dei suoi settant’anni di storia. Adesso con la stampante a tecnologia Zink stiamo di nuovo reinventando la magia delle foto istantanee”. La stampantina è dunque l’innovazione più grande della Polaroid secondo la società. Per adesso è stata introdotta sul mercato britannico al costo di 99 sterline, circa 125 euro (30 penny a foto, circa quaranta centesimi).
Proprio sessant’anni dopo la nascita della prima instant camera, nel 1948. E proprio nello stesso anno in cui l’azienda ha messo fine al business degli apparecchi per immagini istantanee che avevano fatto gran parte del suo successo. Sarà un caso? La Polaroid dunque si proietta così nel ventunesimo secolo.
Claudia Nuzzarello