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I francesi di Iliad sbarcano in Italia: dubbi su sicurezza e copertura
I francesi di Iliad sbarcano in Italia: dubbi su sicurezza e copertura.

I francesi di Iliad sbarcano in Italia ma ci sono dubbi sulla sicurezza legati alla modalità di attivazione da remoto delle schede SIM

La Francia prova a entrare in Italia e conquistarsi una fetta del mercato della telefonia mobile. Lo fa affidandosi a una strategia aggressiva e al volto di Benedetto Levi, torinese neppure trentenne che di Iliad Italia è Amministratore Delegato. L’evento per il lancio della compagnia telefonica transalpina sembra più una convention all’americana che una conferenza stampa, con il giovane manager che si presenta sul palco in camicia bianca, jeans e Superga nel tentativo di vestire i panni di uno Steve Jobs all’italiana e senza contradditorio. E in effetti la matricola del mercato telco italiano, che punta sulla disintermediazione per arrivare ai suoi nuovi clienti, non ha previsto spazio a margine dell’incontro per le domande della stampa sulle strategie di lungo periodo.

 

I francesi di Iliad sbarcano in Italia ma ci sono dubbi sulla sicurezza legati alla modalità di attivazione da remoto delle schede SIM. Il problema dell’identificazione degli utenti

Resta aperto infatti il tema della sicurezza, con il problema dell’identificazione degli utenti. Attualmente infatti, la legge Pisanu del 2005 (recepita dall’articolo 55 delle Comunicazioni Elettroniche) prevede che l’identificazione degli acquirenti delle schede SIM avvenga prima della attivazione del servizio, tramite un controllo contestuale della corrispondenza tra l’acquirente e l’intestatario del documento. Una procedura pensata giustamente per garantire la tracciabilità degli utenti che hanno accesso alle comunicazioni sul territorio nazionale. Una normativa ancora più necessaria oggi per garantire un’adeguata tutela dai rischi del terrorismo, che però Iliad – con azioni mirate di lobby - ha tentato negli ultimi mesi di far modificare. In particolare facendo presentare, a novembre 2017, alcuni emendamenti al Decreto Fiscale con l’obiettivo di modificare il codice delle comunicazioni elettroniche e superare le prescrizioni in materia di identificazione degli utenti, tutti falliti per l’opposizione del Ministero dell’Interno.

 
I francesi di Iliad sbarcano in Italia ma ci sono dubbi sulla sicurezza legati alla modalità di attivazione da remoto delle schede SIM. La registrazione del cliente avviene in modo autonomo

Rispetto ai propri competitor sul mercato, Iliad ha negozi fisici solo in tre città (Roma, Catania e Milano). Le Sim possono essere acquistate, oltre che online, anche presso la rete di distributori automatici (detti “SIM box”) che la società ha iniziato a installare. La modalità di attivazione da remoto delle schede SIM di Iliad acquistate tramite “SIM box” sembra apparentemente in contrasto con quanto prescritto dalla Pisanu. In particolare, la registrazione del cliente avviene in modo autonomo: si fotocopia il proprio documento e si carica un breve video di conferma. L’identificazione si ha quindi tramite un videomessaggio asincrono, senza il riconoscimento contestuale da parte di un incaricato dell’operatore. Questo potrebbe portare a diverse richieste di chiarimento alla compagnia francese.

 

I francesi di Iliad sbarcano in Italia ma ci sono dubbi sulla sicurezza legati alla modalità di attivazione da remoto delle schede SIM. Cos’è Iliad

Ma facciamo un passo indietro. Cos’è Iliad? Fondata nel 1991 dall’affarista francese Xavier Niel, l’azienda punta a replicare nel nostro Paese il modello di business adottato sul mercato d’Oltralpe, partendo con tariffe basse per attirare subito nuovi abbonati. Le risposte di Levi su questo punto sono sembrate un po’ evasive. Precisa che l’offerta di partenza è riservata al primo milione di clienti. Per quello che sarà dopo non si sa, o almeno non si danno i dettagli. Alcuni dubbi sulle prospettive di Iliad in Italia emergono già analizzando il suo modello di business. Il successo della strategia adottata in Francia rimonta ormai a dieci anni fa. In Italia la concorrenza tra gli operatori telefonici ha portato a prezzi complessivamente bassi, e i margini per un’offerta realmente competitiva sono limitati. Il nodo essenziale, però, resterà sempre quello della qualità dei servizi che si possono assicurare a questi prezzi.

 

I francesi di Iliad sbarcano in Italia ma ci sono dubbi sulla sicurezza legati alla modalità di attivazione da remoto delle schede SIM. Il nodo copertura

Per entrare in Italia, Iliad ha rilevato alcuni degli asset ceduti da Wind Tre dopo la fusione, con l’obiettivo di costruire in futuro una propria rete. La società sostiene di coprire tutto il territorio nazionale con il 4G, ma alcuni report sulla qualità della rete sembrano mostrare il contrario. Quello della copertura sembra in effetti uno dei punti potenzialmente più deboli dell’ingresso dei francesi in Italia. Iliad, per garantire almeno ovunque il segnale nel nostro Paese, dovrà appoggiarsi a Wind Tre per una copertura in roaming (in maniera analoga a quanto fatto da Tre in passato). La stessa compagnia francese, sul proprio sito, è costretta a specificare “4G e 4G+ ove disponibile/accessibile dal dispositivo”. E consultando, sempre sul sito, la mappa che visualizza la disponibilità del servizio, la macchia d’olio rossa della copertura sembra più sbiadita e frammentata per i servizi ad alta velocità. Del resto, i primi problemi tecnici si sono registrati già nelle prime ore del lancio dell’operatore sul mercato, con disagi nella registrazione e difficoltà ad effettuare il pagamento online. Il giovanissimo Amministratore Delegato ha detto che Iliad vuole dimostrare che “si possono fare le cose in modo differente”. Viene però da chiedersi se “diverso” significhi necessariamente migliore, e se la società potrà sostenere sul lungo termine una strategia tanto aggressiva. Ma, soprattutto, se l’arrivo della compagnia francese non rischi di minare alcune solide basi del sistema italiano delle telecomunicazioni, in termini di copertura, affidabilità del servizio e, soprattutto, sicurezza interna ed esterna.

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