I PROBLEMI NON MANCANO – Raccontata così, la situazione sembra idilliaca e lo stesso Ito non dimentica i problemi della Rete, che reputa però, risolvibili. “Prendiamo lo spam: poteva essere la morte del traffico mail, sappiamo che è non avvenuto, perché sono stati trovati dei rimedi che rendono il fastidio accettabile”. E secondo Ito è possibile risolvere anche il più grande inghippo dell'era digitale: l'enorme possibilità di far circolare contenuti protetti dal diritto di autore che tanto fa arrabbiare le collecting agencies, come la Siae, e gli editori.
CREATIVE COMMONS – “Io non credo che le maggior parte delle persone abbia una natura criminale: sono leggi troppo restrittive che trasformano tutti in criminali”, aggiunge Ito, che ha lanciato Creative Commons, un sistema che permette a quanti detengono dei diritti di copyright di trasmettere alcuni di questi diritti al pubblico e di conservare gli altri: “E' una scelta di business decidere con quali diritti proteggere la propria opera: a qualcuno basta venga riconosciuta la paternità, e non è interessato al fatto che altri possano modificare l'opera o svilupparla, ad altri preme che non ci sia uno sfruttamento commerciale”. Un sistema, insomma, che consente di non ingabbiare le potenzialità creative messe in moto dalla Rete all'interno delle attuali leggi sul copyright. “Il rispetto della loro applicazione ha costi altissimi per le corporation, che spendono fior di soldi i avvocati, e stronca sul nascere la voglia di fare dei creativi” .In entrambi i casi si tratta di uno spreco di risorse.
FIDUCIA – Insomma, le sfide sono tante ma Ito è fiducioso: “Internet saprà sviluppare gli anticorpi necessari per combattere i germi che contiene e che ne limitano l'efficienza e lo sviluppo pieno delle potenzialità, ma che non ne metteranno mai in discussione la sua sopravvivenza: anzi, la Rete è destinata a far parte della vita di un numero crescente di persone”.