Lutto nella scienza/ Addio a Martin Fleischmann, inventore della fusione fredda

Con la morte di Martin Fleischmann nella sua casa inglese (lui, un orfano apolide europeo adottato da una famiglia ebrea ), se ne  è andato  certamente un leader  della scienza del Novecento.
Valente scienziato, scompigliò nel marzo del 1989 la comunità scientifica mondiale  con la ben nota conferenza stampa di Salt Lake City  nella quale, insieme al collega Stanley Pons, annunciò di aver realizzato con una semplice apparecchiatura elettrochimica un processo simile alla fusione nucleare e a temperatura ambiente: la ben nota Fusione Fredda.

Amato e contestato, stimato e accusato di frode ha continuato in questi anni a lavorare su quelle che vengono comunemente chiamate reazioni nucleari a bassa temperatura –Lenr-, che sono state replicate con successo nei laboratori più prestigiosi di Stati Uniti, Giappone, Europa, e in particolare  in alcuni laboratori italiani, confermando, come riportato dalle numerose conferenze internazionali, quella che all’inizio sembrava solo una bufala.

Nella campagna di denigrazione ancora oggi accesa, come testimoniano alcuni recenti articoli apparsi su La Repubblica, ce ne fu uno  in particolare, a firma di Giovanni Maria Pace dell’ottobre del 1991, intitolato SCIENZIATI PERCHE’ CI TRUFFATE. Per questo articolo Fleischmann e Pons  citarono l’autore  e il quotidiano romano in giudizio. Citazione alla quale aderirono anche tre ricercatori italiani- Preparata, Bressani e Del Giudice che stavano proprio in quel periodo lavorando sulla fusione fredda cercando di codificare anche una teoria interpretativa corretta per spiegare il fenomeno controverso.

Con una speditezza forse inusuale per i ritmi consueti della giustizia italiana, il procedimento infilò in breve tempo la strada maestra evidenziando fin da subito una quasi scontata ostilità nei confronti dei  cinque scienziati; e infatti il giudizio in prima istanza del tribunale di Roma, dopo aver qualificato la Fusione Fredda come un'ipotesi che attende conferme, fu di assoluzione per il giornalista, e di condanna per tutti e cinque i ricercatori tenuti in solido al pagamento delle spese processuali. Sentenza dura e decisa, quasi a voler dare un avvertimento a tutti coloro che intendevano discutere ancora dell’argomento e a tappare la bocca a eventuali voci dissenzienti. Insomma un esito che lasciò a tutti la bocca amara.

Soltanto nel 2001, ovverosia dopo quasi dieci anni dalla comparsa dell'articolo e su ricorso promosso dai cinque ricercatori, la Corte d'Appello di Roma ribaltò la sentenza di primo grado condannando La Repubblica nelle figure del suo editore, del direttore del quotidiano, e del giornalista Giovanni Maria Pace a un risarcimento monetario nei confronti dei due ricercatori americani. La motivazione, antitetica a quella di primo grado, si fondò sulla constatazione che la precedente sentenza ignorava ..le informazioni pubblicate, non solo in atti scientifici, ma anche dalla stampa e segnatamente dal quotidiano "La Repubblica" sul positivo andamento della ricerca nel settore "de quo", affermando anzi il contrario. La sentenza passò in giudicato senza che le parti presentassero ulteriore appello.
Come mai Pace, giornalista serio e documentato, si era scagliato con tanta violenza e determinazione contro la fusione fredda?

Fleischmann non si è mai  turbato più di tanto dalla perdita degli onori e delle ricchezze “morali” e materiali, e anzi ha continuato in silenzio a lavorare e a dare una mano a tutti  i giovani e meno giovani che si avventuravano sulla frontiera della Fusione Fredda. Certo è che se le fusione fredda e le Lenr  sono ancora oggetto di vivaci discussioni, commenti, critiche ed entusiasmi qualche motivo ci deve pur essere.

Il lavoro pioneristico di Fleischmann e il suo impegno vengono ancora oggi  sviluppati nei grandi centri di ricerca: in Giappone, paese leader in questo campo,  al CERN, alla NASA; e In Italia, che aveva accolto con entusiasmo lo scienziato americano a Torino, Milano, Bologna,  Pisa, Roma. In particolare a Frascati, presso i laboratori dell’Infn, si continua a lavorare nel campo delle Lenr e della Fusione Fredda con approcci e tecnologie diverse da quella originale  nell’intento comune di  accelerare nelle applicazioni industriali per cercare  un impiego in appoggio alle altre fonti energetiche che mostrano la corda.
Proprio oggi tra l’altro cade l’anniversario della bomba su Hiroshima.

Ludovica Manusardi Carlesi


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