Appassionato frequentatore di Facebook? Bene: i tuoi dati personali sono probabilmente già stati archiviati dalle aziende di mezzo mondo. Come scrive il Guardian, il social network si è infatti trasformato in un vero e proprio business, avendo a disposizione i dati di 150 milioni di persone: età, sesso, stato civile e relative preferenze in fatto di cinema, prodotti alimentari, musica ma anche opinioni politiche, sessuali, etc...
Tutte informazioni che fanno gola ai ricercatori di marketing. Così non stupisce che il creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, già giovane studente di Harvard e oggi uno degli uomini più ricchi del mondo, abbia confermato al noto blogger "tecnologico" Robert Scoble che il 2009 sarà un anno “intenso” per il social network.
Nei giorni scorsi Zuckerberg ha indicato chiaramente quale strada intende percorrere: davanti alla platea del Forum economico mondiale di Davos, ha mostrato come poter usare la community per condurre ricerche mirate su gruppi specifici di persone.
Zuckerberg ha chiesto agli utenti di Israele e Palestina come si potrebbe arrivare alla pace nella regione mediorientale, quindi ha domandato a centomila utenti americani se erano soddisfatti del piano di stimolo dell’economia varato dal neopresidente Obama. Le risposte sono arrivate in diretta: pochi minuti e la platea ha saputo, ad esempio, che tra gli americani due intervistati su cinque ritengono il pacchetto economico di Obama insufficiente.
Insomma, immaginate se un'azienda potesse fare altrettanto per testare il lancio di un nuovo prodotto, in maniera più rapida, semplice ed economica rispetto ai tradizionali sondaggi telefonici...