Videocracy, è polemica sul trailer censurato dalla Rai

Giovedì, 27 agosto 2009 - 14:33:00

videocracy

"Se ancora qualcuno coltivasse delle illusioni sulle reali intenzioni della destra a proposito della Rai la censura imposta al trailer del film Videocracy è arrivata puntualmente a svelare il piano di normalizzazione in atto". Lo affermano, in una nota congiunta, il senatore del Pd Vincenzo Vita e il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti, in risposta al rifiuto (da parte anche di Mediaset, oltre che della Rai, di mandare in onda il traile di un film, Videocracy).

"Tutto quello che non piace a questo governo deve essere espulso dalle reti MediaRai,si tratti di un autore, di un tema, di un soggetto sociale, di uno trailer per un film che osa affrontare il tema della tv in Italia. Non sorprende che il rifiuto sia venuto da Mediaset che almeno risulta essere di diretta proprietà di Berlusconi, sorprende invece che la Rai per rifiutare il trailer abbia esplicitamente parlato di un messaggio politico contro il governo in carica. In questi giorni il direttore Masi si è molto preoccupato di far sapere che non guarderà in faccia a nessuno e provvederà alle nomine di Rai3 e del Tg3, adesso è il momento che la Rai cominci a rassicurare i cittadini che non intendono essere oscurati o imbavagliati. L'associazione Articolo21 non intende accettare il regime della oscurità e dell'oscuramento e per queste ragioni ha deciso di dedicare l'apertura del sito al trailer cancellato. E ovviamente, è fondamentale che in questa sacrosanta battaglia di libertà si trovino insieme tutte le opposizioni".


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MERLO: "PERCHE' SI CENSURA SPOT DI VIDEOCRACY?" - "Di che cosa ha paura la Rai? Per quale
motivo è stata rifiutata la messa in onda degli spot a pagamento del film Videocracy, che ricostruisce i trent'anni di
storia della tv commerciale in Italia?" Così, il vicepresidente della Vigilanza Rai, Giorgio Merlo, esponente Pd, in una nota. "Quanto riportato oggi dal quotidiano la Repubblica descrive uno scenario inquietante. Negli spot non si
ravvisa alcun attacco politico per cui non capiamo il motivo di una decisione che sa tanto di censura. E' ancora più sospetto, poi, che la risposta della Rai ricalchi i toni usati da Mediaset per rifiutare la messa in onda degli spot del film Videocracy. Per quale motivo il servizio pubblico si deve uniformare alla tv commerciale? Si teme forse che il film in questione possa spingere gli italiani a riflettere su cosa entra quotidianamente nelle nostre case tramite gli schermi televisivi?".

VAN STRATEN: "ASSURDA CENSURA VIDEOCRACY" - "Il rifiuto della messa in onda degli spot del film "Videocracy" - peraltro ospite della mostra internazionale del cinema di Venezia - mi sembra una tale assurdita' che ho chiesto immediatamente de lucidazioni sulle motivazioni che hanno portato la Rai a questo atto di censura.
Ho chiesto inoltre al presidente Garimberti che la vicenda sia oggetto di discussione nel prossimo consiglio di
amministrazione". Lo ha annunciato il consigliere di amministrazione della Rai Giorgio van Straten.

MELANDRI: " DIVIETO TRAILERS VIDEOCRACY E' ASSURDO" -  "La decisione della Rai di vietare i trailers del film 'Videocracy' è proprio fuori luogo. Siamo arrivati alla paradossale situazione che la Rai, già omologata alla maggioranza di governo, vieta di trasmettere il trailer pubblicitario di un film reo di veicolare un 'inequivocabile messaggio politico di critica al governo' e di ledere 'l'onore e la reputazione personale del Presidente del Consiglio'. Da oggi, dunque, la televisione pubblica italiana è divenuta sentinella del buon nome di Silvio Berlusconi". Parla Giovanna Melandri (Pd), che aggiunge: "Credo che in nessuna democrazia occidentale, la televisione pubblica procederebbe ad un ostracismo preventivo cosi' come fatto dalla Rai nei confronti di un documentario. Il pluralismo dell'informazione e' una delle grandi emergenze del nostro paese, episodi come quello di
"Videocracy" non fanno che confermare quanto l'Italia abbia bisogno di un sistema dell'informazione libero dalla morsa asfissiante dei partiti".

META (PD): "VIDEOCRACY PASTICCIO SPIACEVOLE DA VERTICI" - "A quanto pare i vertici Rai si
preoccupano più di censurare spot televisivi di film in uscita nelle sale italiane, piuttosto che individuare autonomamente un piano editoriale che parli realmente del Paese e dei cambiamenti politici, sociali ed economici che stiamo vivendo, delle preoccupazioni e dei sogni degli italiani distinguendosi così dalla rappresentazione, spesso fuori dalla realtà, inscenata ormai da anni dalle televisioni del Presidente del Consiglio. La verità è semplice ed anche amara, in questo caso, e cioé che il gigantesco conflitto di interesse che ingessa da quindici anni il nostro Paese rende persino difficile la trasmissione sulle reti del servizio pubblico di un trailer su un film in uscita nelle sale, e quindi di libera scelta da parte di spettatori paganti. Un pasticcio davvero spiacevole che in Rai dovrebbero guardarsi bene dal ripetere". Lo afferma il capogruppo del Partito Democratico in commissione  trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, Michele Meta, in merito alla notizia del divieto di trasmissione sulle reti Rai del trailer di 'Videocracy'.

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