Il mouse? Ha i giorni contati. A dirlo in un’intervista alla Bbc è Steve Prentice, analista della Gartner, società di ricerca e consulenza del settore ITC. Secondo lo studioso il noto “topolino” tra massimo cinque anni sarà sostituito da altri dispositivi di input come sistemi di riconoscimento facciale o touch screen. “Il mouse è già morto per alcuni ‘ambienti’ come l’home entertainment e i notebook”, dice Prentice che sostiene che il suo pronostico deriva da quanto stanno realizzando tante aziende dell’elettronica. Molte infatti stanno creando prodotti con interfacce nuove e interattive ispirate al mondo del gaming: per esempio in alcuni “al posto di usare mouse e telecomandi basta alzare la mano e lo strumento ti riconosce”. Oppure “Sony, Canon e altri stanno ricorrendo al sistema che individua il tuo volto in tempo reale, pure se sorridi”, dice l’analista.
“Puoi pure indossare delle cuffie e controllare un computer semplicemente pensando”, continua. E non è fantascienza: si tratta di prodotti pronti ad uscire sul mercato. E pronti soprattutto a rimpiazzare il mouse, ormai arrivato a quarant’anni di “onorata” carriera. Fu infatti inventato da Douglas Engelbart che nel 1967 ottenne il brevetto per il suo indicatore di posizione X-Y per display. Fu poi, anni dopo, Steve Jobs a sviluppare il primo computer con mouse, Lisa. Sulla sua morte però c’è chi non è d’accordo con Prentice: sono le case produttrici che si ribellano all’idea considerata esagerata. “I nuovi apparecchi cambieranno il nostro stile di vita, ma questo non mette in discussione o nega il valore del mouse”, fa sapere la Logitech.
A maggior ragione se si considera che la popolazione “online” è ormai arrivata a cinque miliardi di persone in tutto il mondo. E allora tra tre o massimo cinque anni saranno tutti pronti a muovere le mani in aria o farsi riconoscere in base alle espressioni facciali? E che ne sarà del “clic” che ha cambiato la nostra vita?
Claudia Nuzzarello