Di Elvira Pollina
Allo Smau il sottosegretario al Turismo Maria Vittoria Brambilla ha annunciato il prossimo rilancio, sotto altro nome, di Italia.it, il portale che aveva l’ambizione di presentare in Rete le bellezze artistiche e paesaggistiche del nostro Paese.
Un progetto faraonico voluto dal precedente governo di centrodestra, portato a termine dall’esecutivo di centrosinistra ( il video di Rutelli che invitava a visitare l’Italia in un inglese maccheronico alla Alberto Sordi è diventato un cult su YouTube), e poi miseramente fallito, sotto i colpi dei blogger che lo hanno messo alla berlina: era pieno zeppo di errori e tecnologicamente già vecchio. Ed era costato una follia: oltre 45 milioni di euro. Tutti in fumo, perché Italia.it è stato chiuso lo scorso gennaio.
Ora il sottosegretario vuole riprendere le fila del progetto. Niente in contrario, però alla luce della precedente esperienza ( e anche del fallimento della Tv delle Libertà, che la Brambilla ha vissuto in prima persona) , le consigliamo di farsi un giro sul web e dare un occhio, giusto per fare un esempio, a Wikipedia, l’enciclopedia opensource in cui basta inserire il nome di una città o di un paese, per avere informazioni su tutto quello che c’è da visitare.
E’ uno spunto per costruire qualcosa che parta dal basso, coinvolga chi Internet lo conosce davvero, e lavorerebbe anche senza essere pagato a peso d’oro, come i consulenti che hanno creato il mostro inutile di Italia.it. Di questi tempi, il nostro Paese non potrebbe sopportarne un altro.