"Il mio lavoro e' noioso": ma la confessione fatta agli amici su Facebook e' costata a Kimberley Swann il posto di lavoro. E' bufera su una piccola azienda di Clacton, in Inghilterra, per la decisione di licenziare una giovane segretaria che sul social network si era lasciata andare in commenti che "screditavano" l'azienda, senza tuttavia citarne il nome.
IL CAPO: "NON VOGLIO CHE LA SOCIETà SIA SCREDITATA" - "Kimberley, primo giorno di lavoro, omg (oh my God), cosi' noioso", era stato il 'post' della sedicenne che due giorni dopo aveva aggiunto: "Kimberly tutto quello che fa e' macinare carta e fare fotocopie, omg (oh my God)". A quel punto, ha raccontato la ragazza al 'Daily Telegraph', il boss l'ha chiamata nel suo ufficio dicendole: "Ho visto i suoi commenti su Facebook, non voglio che la mia societa' venga screditata".
LA DIFESA DELLA RAGAZZA - La ragazza ha cercato di difendersi: "Ho solo scritto che il mio lavoro era noioso". Ma non c'e' stato niente da fare e lunedi' scorso Kimberley si e' vista recapitare la lettera di licenziamento con "effetto immediato": "Se non si sente appagata e non le piace, crediamo sia meglio concludere con effetto immediato il rapporto con la 'Ivell Merketing & Logistics'". Non si e' fatta attendere la reazione dei sindacati che ora sono sul piede di guerra. La ragazza non potra' comunque avviare azioni legali poiche' assunta da meno di un mese e quindi "in prova".
I PRECEDENTI - Non e' il primo caso di licenziamento a causa di commenti pubblicati sul web: lo scorso mese erano stati 'cacciati' alcuni impiegati della catena 'Marks&Spencer' che, sempre su Facebook, avevano definito "idioti" i clienti del grande magazzini. A novembre tocco' invece ad alcuni lavoratori della 'British Airways' che avevano parlato dei passeggeri della compagnia come "puzzolenti e fastidiosi". Stessa sorte per 13 steward e hostess della 'Virgin Atlantic', licenziati per aver descritto i viaggiatori come "zotici".