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Medicina
Alzheimer/ Primi sintomi, terapie per la memoria e contro l'agitazione
Alzheimer's Association International Conference 2015, Washington

di Paola Serristori

Chi non aveva ricevuto per tempo una diagnosi e nel frattempo, lasciato solo con l'avanzare del morbo, ha sviluppato i sintomi dell'Alzheimer potrà sperare in un miglioramento delle proprie condizioni. In particolare, contro l'agitazione ed il declino cognitivo gli esperti hanno annunciato ad AAIC 2015 che la sperimentazione su volontari di alcuni farmaci ha dimostrato l'idoneità ad interferire nei meccanismi di malattia. “La buona notizia di quest'anno è che ci sono nuovi farmaci - commenta con Affari William Thies, senior scientist di Alzheimer's Association – ed anche che sono in grado di agire su deficit che si sono già creati nel cervello. Questa è davvero una buona notizia, attesa da anni. La scienza sta avanzando nella giusta direzione. Non bisogna abbassare la guardia e stancarsi di ripetere che la prevenzione è la migliore arma contro l'Alzheimer, ma di fronte ai numeri in costante aumento dei casi abbiamo qualche possibilità in più per creare 'un cocktail' di approcci e terapie e dare sollievo ai pazienti ed alla loro famiglie”.

 

Come ridurre l'agitazione

L'agitazione del malato di Alzheimer, iperattivo quanto distruttivo, è un problema che coinvolge chi gli vive accanto poiché non riesce a placarlo. Un farmaco - nome sperimentale AVP-923 - ha superato i primi test senza effetti collaterali significativi e soprattutto non determina un'ulteriore compromissione delle capacità del malato. “Attualmente non ci sono farmaci approvati contro l'agitazione nel morbo di Alzheimer e quelli che comunemente vengono utilizzati comportano un 'costo' di funzioni cognitive. Non abbiamo registrato né sonnolenza, né perdita di appetito, né altri disturbi solitamente associati all'assunzione di farmaci inibitori dell'agitazione”, ha ricordato Jeffrey Cummings, MD, Cleveland Clinic Lou Ruvo Center.

 

Contro il declino cognitivo

Entro la fine dell'anno entrerà nella fase finale di sperimentazione RTV-101, farmaco antagonista del recettore della serotonina 5-HT6 – esso è importante per regolare umore, elaborazione della memoria, sonno, percezione - sviluppato da Axovant Sciences per somministrazione orale una volta al giorno, in combinazione con donepezil (nome del farmaco già in commercio Aricept, prodotto da Pfizer, un inibitore specifico e reversibile della acetilcolinesterasi, la colinesterasi maggiormente presente nel cervello; in altre parole un meccanismo neurobiologico del processo di formazione e mantenimento della memoria e dell'apprendimento, che nell'Alzheimer si sa compromesso, già utilizzato per bersagliare lo stesso recettore, e con risultati positivi, nello studio su un'altra molecola, Lu AE58054, presentato nel 2013 ad AAIC). Aumenta così il rilascio di acetilcolina ed aumenta il livello di acetilcolina nelle sinapsi. I farmaci correntemente approvati ottengono lo stesso risultato agendo però in modo indiretto, ossia bloccano l'enzima che degrada l'acetilcolina. Invece RTV-101 incrementa il rilascio di acetilcolina. Si è così dedotto che l'azione sinergica di due farmaci, che interferiscono in entrambi i meccanismi, arreca i migliori benefici.

 

L'importanza dell'esame Pet

L'importanza dell'esame Pet è duplice. Ora che esistono tecniche per “visualizzare” lo stato del cervello, ossia se ci sono depositi di Amiloide e grovigli di tau, le due proteine che sono le “spie” biochimiche dell'Alzheimer, in caso di referto positivo il paziente ed i familiari avranno il tempo di pianificare il tempo della vita e gli interventi, cominciando subito a rallentare il progresso della malattia. Invece qualora i sintomi simili al morbo di Alzheimer non siano confermati da Pet, il medico curante potrà escludere la forma più grave di demenza ed indagare meglio su altre patologie i cui sintomi si presentano simili, ma che ovviamente richiedono terapie diverse. Uno studio sui dati raccolti da medici in Francia, Italia, e Stati Uniti su 618 pazienti, ha comparato gli effetti del trattamento di coloro che avevano ricevuto presto una diagnosi di lieve decadimento cognitivo (MCI) o demenza causata dal morbo di Alzheimer. E' stato usato l'agente tracciante florbetapir (Avid/Lilly) per l'esame Pet. Un gruppo ha ricevuto i risultati Pet dopo tre mesi dalla visita (308 pazienti), l'altro un anno dopo la prima visita (310). I volontari sono ritornati al controllo dopo tre mesi dall'esame iniziale. Rispetto alle condizioni generali, test, uso di farmaci dal momento dell'esame Pet, si è concluso che la conoscenza del carico di Amiloide, visualizzato con Pet, ha consentito di centrare la terapia. “In particolare nell'uso dell'inibitore di colinesterasi l'esame Pet ha dimostrato di poter orientare bene la decisione del medico”, ha commentato Michael Pontecorvo, Avid Radiopharmaceuticals, divisione di Eli Lilly.


 

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