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Medicina
Legame strettissimo tra diabete e Alzheimer?

Mentre è indubbio che la genetica ha un ruolo nello sviluppo del morbo dell'alzheimer, diversi nuovi studi hanno indicato che anche una dieta ricca di zuccheri e carboidrati semplici può influenzare la probabilità di contrarre la malattia. Esistono numerosi tipi di proteine che lavorano insieme per liberare il cervello dai detriti che comprendono le cellule morte o danneggiate, il materiale estraneo, i grovigli e l'accumulo di amiloide-beta descritto sopra. In alcuni casi, la dieta influisce sull'efficacia di alcune di queste proteine. Questa correlazione è diventata chiara quando i ricercatori hanno scoperto che i pazienti con diabete hanno maggiori probabilità di sviluppare il MA. Addirittura Jonathan C.K,Wells, professore di antropologia e Nutrizionismo presso l'università UCL di Londra, nel suo interessante libro “Cibo, Salute e Libertà” edito in Italia da Aboca, definisce l'alzehimer come il diabete di tipo3.

Questo perché secondo il professore il diabete è associato sopratutto al deterioramento del sistema cardiovascolare e del tessuto muscolare dello scheletro, ma “anche il cervello sembra vulnerabile ai disordini del metabolismo del proprio combustibile”. Recenti ricerche mediche hanno collegato l'Alzheimer ad una alterazione nelle segnalazioni dell'insulina al cervello, con conseguente accumulo di grumi di proteine Uno studio longitudinale pubblicato sulla rivista Diabetologia nel 2018 ha seguito 5.189 persone nel Regno Unito nel corso di un decennio e ha rilevato che questo è vero per tutti i diabetici. Le persone con diabete di tipo 2 e quelle con diabete di tipo 1 hanno maggiori probabilità di sviluppare il MA rispetto a quelle che non hanno problemi di insulina.

Sempre secondo questo studio la perdita della memoria si verificherebbe proprio a causa della carenza di insulina. Circa il 10% di tutti i diabetici sarebbero affetti da questo tipologia di malattia, anche se solo nel 2% dei casi verrebbe diagnosticata in maniera corretta. Circa 4,5 milioni di americani soffrono della malattia di Alzheimer e questo dato potrebbe triplicare in meno di cinquant’anni, secondo la Alzheimer’s Association. Più del 65% degli americani è sovrappeso o obeso e i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) stimano che circa 54 milioni di persone siano da considerare pre-diabetiche.

Pre-diabete e diabete significano elevato zucchero nel sangue, obesità, malattie cardiache e appunto secondo queste nuove ricerche, anche Alzheimer. Questa correlazione fa presagire un forte aumento nei casi di questa malattia degenerativa a meno che non si intervenga subito sulla dieta e sulle abitudini di vita. Numerosi studi hanno mostrato che le persone con diabete di tipo 2 hanno un’incidenza circa doppia di Alzheimer. Una ricerca del Karolinska Institute svedese ha scoperto che anche le persone con diabete border line, cioè chi ha alti livelli di zucchero nel sangue, hanno un rischio maggiore del 70% di sviluppare l’Alzheimer. Evidentemente, nelle persone con glicemia alta aumenta il rischio di demenza.

L’ipotesi è che la causa primaria sia l’inadeguata circolazione cerebrale indotta dal diabete. Uno studio durato otto anni condotto dal Kaiser Permanente ha esaminato 22.582 pazienti di 50 e più anni con diabete di tipo 2 e ha constatato che gli individui con glicemia alta avevano un rischio maggiore di demenza e di Alzheimer. Rispetto ai soggetti con livelli normali di emoglobina glicosilata (HgbA1c minore di 6), coloro che avevano livelli maggiori di 12 avevano il 22% di possibilità in più di sviluppare demenza e per chi aveva i livelli maggiori di 15 le possibilità erano del 78% in più. Altro aspetto molto interessante ed inquietante allo stesso tempo, che il professor Wells cita nel suo libro è quello che riguarda l'incidenza delle morti per diabete, che dal 1990 è aumentata del 90%, contro un aumento del 25% di quelle per ictus e il 35% a causa di cadiopatie.

vcaccioppoli@gmail.com

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