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Medicina
Santobono, uno spot solidale per sostenere il polo pediatrico dei bambini
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Uno spot solidale di forte impatto emotivo realizzato per l’Associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono Onlus e firmato dalla casa di produzione Run Film, di Alessandro e Andrea Cannavale, e dal regista Marco Mario de Notaris, che ne ha curato anche la sceneggiatura.  Lo spot rappresenta in pieno la mission e le aspirazioni dell’associazione per l’ospedale pediatrico di Napoli. Racconta la difficile realtà di una famiglia durante il ricovero del proprio figlio, l’attesa delle notizie e, infine, la gioia di ritrovarlo guarito, grazie agli strumenti più all’avanguardia per le cure, ma anche a suo agio, in un ambiente allegro, colorato e accogliente. La produzione dello spot è stata sponsorizzata dall’Aeroporto Internazionale di Napoli, da Ferrarelle, da Piazza Italia e dalla Torre del Saracino dello chef stellato Gennarino Esposito, storici partner e sostenitori della S.O.S. onlus. L’obbiettivo è dare la massima diffusione possibile alle informazioni necessarie per poter sostenere i progetti promossi dall’associazione. All’anteprima dello spot è stato condiviso con partner, donatori, enti e fondazioni amiche, anche un focus speciale sui 18 progetti realizzati solo nell’ultimo anno, 2018/2019, e su altri 10 progetti in corso di consegna, per un valore superiore ai 400.000 euro, provenienti da donazioni e dal 5x1000. Fondata nel 2004 da un gruppo di medici capitanati da Antonino Tramontano, Ugo de Luca, attuale presidente dell’organismo, e da Marcello Zamparelli, l’associazione è una delle principali e più attive organizzazione che affiancano il polo pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli, il più grande del Sud Italia, veicolando sull’ospedale una raccolta che in questi anni è stata di oltre 3 milioni di euro, tutti trasformati in 120 progetti realizzati. Tra i principali progetti finanziati negli ultimi anni, la modernizzazione delle apparecchiature di intervento e monitoraggio in terapia intensiva e patologia neonatale, in rianimazione pediatrica, nelle sale operatorie, nella diagnostica delle diverse specialistiche, con un occhio attento anche sull’”umanizzazione” dei reparti, che li ha resi più allegri e colorati, funzionali e a misura di bambino. Ne sono stati testimoni i numerosi medici dell’ospedale intervenuti in ringraziamento ai donatori. Molto però c’è ancora da fare, motivo per cui l’associazione si stringe intorno alla parte “buona” della città, quella del fare, e del prendersi cura degli altri.

    

 

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