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Migranti: dirottato mercantile che puntava al ritorno in Libia
Foto: LaPresse

Un mercantile, che aveva soccorso un gruppo di migranti nel Mediterraneo e li stava riportando in Libia, è stato costretto ad invertire la rotta e sta puntando verso Malta. Il dirottamento, del quale ha dato notizia il ministro Matteo Salvini, è avvenuto quando il mercantile era a sole sei miglia da Tripoli. I migranti, resisi conto che stavano per essere riconsegnati ai libici, si sono ribellati e minacciando il comandante e l'equipaggio li hanno costretti ad invertire la rotta. Allertata anche la nostra Guardia costiera che sta monitorando la situazione nel timore che, come tante altre volte accaduto con navi di soccorso, i maltesi possano far passare la nave lasciandola dirigere verso Lampedusa.

"C'e' in corso una ipotesi di dirottamento di un mercantile che stava arrivando in Libia e che invece sta dirigendo verso Malta o Lampedusa. Non siamo piu' ai soccorsi, e' il primo atto di pirateria, di delinquenza in alto mare". Lo ha affermato il ministro dell'Interno Matteo Salvini nel corso di una conferenza stampa al Viminale. "Ci sono dei migranti che sarebbero stati soccorsi - ha spiegato - e che invece a 6 miglia da Tripoli dirottano la nave. Sappiano che le acque territoriali italiane le vedono con il cannocchiale, non sono naufraghi ma pirati".

"Mediterranea Saving Humans sta monitorando, minuto per minuto, il caso della nave mercantile 'El Hiblu 1', petroliera di proprieta' turca e battente bandiera di Palau, che ha fatto rotta verso nord dopo aver salvato in mare 108 persone fuggite dai campi di concentramento libici, in cerca di rifugio sulle coste europee". E' quanto fa sapere la rete delle associazioni italiane che con Nave Mare Jonio si alterna con Sea Watch e Open Arms nel Mediterraneo. "L'articolo 33 della Convenzione di Ginevra parla chiaro - prosegue Mediterranea - 'nessuno Stato contraente espellera' o respingera' in qualsiasi modo un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua liberta' sarebbero minacciate'. I governi che si oppongono a questo salvataggio e pretendono che la nave consegni i naufraghi in un porto libico compiono un reato oltre che un atto disumano. Facciamo appello alle istituzioni europee perche' non voltino la testa da un'altra parte ed aiutino le persone in fuga dai campi di concentramento libici". "Alla 'El Hiblu 1' deve essere immediatamente assegnato un porto sicuro in un Paese europeo - conclude la rete - dove alle persone salvate siano garantiti i diritti umani fondamentali. Queste persone non possono ne' devono essere trattate come 'pirati' o criminali, ma come richiedenti asilo in fuga dall'inferno dei campi di detenzione libici".

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