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La storia di Affari/ Una piccola di 23 mesi ha un tumore al cervello. Può essere curata solo in America. La madre: "Aiutatemi a salvare mia figlia". E parte la gara di solidarietà nel nord Milano

Sabato 26.07.2008 12:36
di Fabio Massa

L'APPELLO

"Abbiamo bisogno di aiuto, mia figlia può essere curata solo in America". Per scrivere alla mamma della piccola Anna: donprov@inwind.it

Vedere quel corpicino attaccato ai tubi, imprigionato dai macchinari medici, è straziante. I raggi della radioterapia trapassano il suo corpo, attaccano il suo cervello, la rendono cieca. La piccola Anna (nome di fantasia), ha 23 mesi. Otto mesi fa è iniziato il suo calvario. Vorrebbe solo giocare, come tutti i bimbi della sua età. E invece deve lottare contro un tumore di oltre cinque centimetri, nel suo cervello.

La storia che Affari racconta, con le parole strazianti della mamma di Anna, Massimiliana D'Azeglio, è di quelle che toccano il cuore. La tragedia di Anna, la piccola che lotta contro i tumori da quando è nata, ha già commosso ed emozionato interi paesi dell'alto milanese, semplicemente con un passaparola, di porta in porta, di telefono in telefono, di email in email. "Per salvare mia figlia occorrono circa 150mila euro. L'unico modo per curarla è portarla a Houston, negli Stati Uniti", racconta ad Affari la mamma, una 39enne coraggiosa e incapace di rassegnarsi.



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"La mia piccola è stata operata il 5 di novembre al San Raffaele. Le hanno asportato un neuroblastoma. Praticamente, un tumore maligno al quarto stadio dentro al cervello - spiega Massimiliana - Poi, i medici del San Raffaele hanno inviato tutta la documentazione al Centro Tumori per i controlli. Ma in 22 giorni il tumore si è riformato. Era grosso 17 millimetri, poco più di un centimetro e mezzo, prima dell'operazione. Ora è grosso cinque centimetri. Ed è iniziato il calvario".

La piccola Anna inizia a entrare e uscire dagli ospedali. "Sta facendo le cure, si sta sottoponendo a un ciclo di ben 33 sedute di radioterapie. Per adesso ne ha fatte 17 - spiega la madre - Le sono state anche somministrate due reinfusioni di cellule staminali. Il problema è che lei produce queste cellule cattive. E l'unica soluzione è portarla in America". Mentre parla, la piccola chiama la madre. Lei si china, le fa una carezza. "Sa qual è il problema? E' che per adesso problemi neurologici non ne ha, ma bisognerà vedere alla fine della radioterapia. Poi c'è l'occhio. Inizia a non vederci bene da una parte. I medici dicono che purtroppo le possibilità che ne perda l'uso sono alte. Sono gli effetti della radioterapia". Impossibile, però, non fare le cure. "I medici hanno volute anticipare la radioterapia, anche se ha solo 23 mesi, proprio perchè il tumore è recidivo e ormai è al quarto stadio", spiega Mariagrazia. La voce non le trema. Lontano, in gola, il groppo viene spinto giù dallo spirito indomito di mamma.

"La soluzione definitiva c'è - spiega - Negli Stati Uniti, a Houston, esiste un macchinario che elimina definitivamente il suo tipo di tumore. Solo in America esiste questo macchinario. Noi vorremmo andare a curarla, ma occorrono circa 150mila euro. Probabilmente a settembre andremo per una prima visita. Solo quella, costerà circa 2mila euro". Massimiliana, operatrice in un call center, ha lasciato il suo lavoro. Abbassa la voce: "Qui in famiglia lavora solo mio marito, anche lui in un call center. Non ce la facciamo. Io non posso lavorare, altrimenti chi segue la bambina?". Donato Provenza, il marito, ha aperto anche un indirizzo mail per raccogliere i messaggi di solidarietà, i consigli, eventuali informazioni su un sostegno: donprov@inwind.it. "Chiedo pubblicamente aiuto - conclude la mamma - Chiedo aiuto alle istituzioni, al sindaco di Lainate, alle pubbliche amministrazioni. Chiedo aiuto ai vostri lettori. Voglio salvare la mia bambina". Lei, la piccola Anna, intanto gioca. E lotta coraggiosamente contro il tumore che gli divora il cervello.



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