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Affaritaliani.it recensisce Regione Straniera. Il nuovo libro di Giuseppe Civati

Lunedí 12.10.2009 16:18


Regione straniera

Giuseppe Civati è nato a Monza nel 1975. Laureato in filosofia e dottore di ricerca, ha studiato a Milano, Firenze e Barcellona. Ha scritto e curato saggi e articoli dedicati al pensiero del Novecento e della prima età moderna. Dal 2005 è consigliere regionale del Pd della Lombardia. Il suo blog è tra i più seguiti d'Italia. Tra i suoi libri: Nostalgia del futuro. La sinistra e i Pd da oggi in poi; L'amore ai tempi di Facebook e il romanzo Il segreto di Alex

Un libro denuncia, un pamphlet per aprirci gli occhi su un tema che facciamo finta di ignorare e dal quale ci sentiamo ormai immuni: il razzismo. A soli 34 anni, Giuseppe Civati, scrittore e  consigliere regionale del Partito democratico, presenta il suo quarto libro (la prefazione è a cura di Nando Dalla Chiesa) Regione Straniera, viaggio nell'ordinario razzismo padano.

L'aggettivo straniera che Civati attribuisce alla Lombardia è da intendersi in molti modi. Innanzitutto perché è la Regione italiana con più immigrati regolari e irregolari. Ma, denuncia, il consigliere regionale, è anche la terra "che dal punto di vista politico e amministrativo, trascura completamente la partita dell'integrazione, che è contemplata poco o nulla nei suoi programmi culturali, che non appassiona le parti politiche, che è considerata questione delicata e perciò meno se ne parla meglio è". Tutto ciò è spiegato dalla paura di perdere voti. Una paura che ha contagiato anche la sinistra che si adegua anch'essa alla deriva securitaria cavalcata dal Centrodestra e dalla Lega in primis.

Civati snocciola esempi concreti che dimostrano questa tendenza discriminatoria: dalla chiusura dei phone center gestiti dagli stranieri, all'opposizione all'apertura dei luoghi di culto per gli islamici a Milano, fino alla polemica sui kebab. Il giovane politico democratico stigmatizza i luoghi comuni che ormai tendono a radicarsi sempre più nella vulgata popolare: la parola clandestinità, ad esempio, è ormai sinonimo di illegalità. Civati  si ribella a questa equazione: "In Lombradia i clandestini non sono criminali, ma sono nella stragrande maggioranza lavoratori in nero, nelle case private di chi non ha interesse a regolarizzarli, nei cantieri edili di chi trova comodo pagare con qualche euro unn'intera giornata di lavoro".

Giuseppe Civati
Giuseppe Civati (Pd)
Un quadro a tinte fosche quello tratteggiato dall'esponente del Pd in cui però s'intravedono sprazzi di luce. A cominciare dalle Consulte degli stranieri residenti istituite a Vimercate, Inzago, Pero, Pioltello e Rho. Un surrogato di una reale partecipazione politica. Una piccola tappa che dovrebbe portare al tanto agognato voto amministrativo per chi lavora, e cresce i propri figli insieme a noi, secondo uno dei principi cardine su cui si fonda una società moderna: No taxation without representation. Come uscire da questa pericolosa situazione di stallo? Civati propone una ricetta in apparenza semplice: "Soltanto facendo emergere una vera e propria alleanza tra italiani e stranieri basata sul dialogo e sulla conoscenza reciproca, soltanto creando ambiti di confronto e di mediazione culturale, sociale e politica, si potranno raggiungere livelli di convivenza più alti e funzionali al buon vivere delle nostre città e delle nostre comunità". La strada è ancora lunga e tortuosa. Il libro di Civati  è una bussola essenziale per cominciare il cammino.

 



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