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Milano
Arc. Delpini va in Consiglio comunale e legge la Costituzione
L'Arcivescovo di Milano Mario Delpini

Arc. Delpini va in Consiglio comunale e legge la Costituzione

L'arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha letto in consiglio comunale a Milano l'articolo 3 della Costituzione Italiana a Palazzo Marino davanti ai consiglieri riuniti in aula e alla giunta, guidata dal sindaco, Giuseppe Sala. La proposta di leggere la Costituzione in Consiglio era stata lanciata dall'arcivescovo stesso durante il suo discorso alla citta' in occasione di Sant'Ambrogio, patrono di Milano. Il sindaco e i consiglieri hanno accettato di buon grado la proposta.

Leggere la Carta e' "una cura per il cittadino e i lavoratori" ha detto Delpini e questa visita "non e' solo deferenza per la mia persona ma testimonia l'importanza della Chiesa Cattolica nella sua capillarita' sul territorio". La Costituzione e' "un testo che conserva il suo valore, in particolare nella prima parte dove si raccolgono i principi condivisi dai padri costituenti". L'articolo 3 stesso, cui ha dato voce, indica "impegni e orientamenti incisivi per l'orientamento di un'amministrazione comunale". 

Il riferimento alla Costituzione, tuttavia, secondo Depini "non puo' essere solo un appello retorico, deve piuttosto essere un criterio per orientare e giudicare le scelte, con l'inevitabile impegno di interpretazione e di mediazione nel contesto attuale". Il richiamo dell'arcivescovo Mario Delpini e' andato alla formazione di un "linguaggio comune" fra istituzioni, che si basi prima di tutto sul "bene comune", che deve "essere inteso come il convivere sereno e solidale dei cittadini". Promuovere il bene comune "significa quindi promuovere la appartenenza consapevole alla comunita' cittadina" ha concluso. 

"La considerazione della famiglia e la sua centralita' per il benessere della citta' si scontra con la tendenza diffusa a dare enfasi ai diritti individuali, nel costume, nella mentalita' e nella legislazione nazionale come nelle delibere comunali", e' invece proprio "la famiglia la risorsa determinante per favorire il convivere sereno e solidale", ha detto l'arcivescovo che ha ribadito poi quanto sia a suo parere "ragionevole, in vista della promozione del bene comune, che si promuova la famiglia come forma stabile di convivenza, di responsabilita' degli uni per gli altri, di luogo generativo di futuro". Delpini ritiene "preoccupanti" il "calo demografico, la desolata solitudine degli anziani, i fenomeni allarmanti della dispersione scolastica, delle dipendenze in giovanissima eta', dell'indifferenza individualistica devono dare molto da pensare a chi ha a cuore il bene comune". Delpini ha quindi citato proprio il fondatore della chiesa Ambrosiana ritenendo che "sia onesto riconoscere che la famiglia e' la risorsa determinante, e' la cellula vivente" della societa'. Certo, la famiglia "non da sola: pertanto mi sembra opportuno invitare le istituzioni e impegnare la Chiesa diocesana a convergere nel propiziare le condizioni perche' si possano formare famiglie e siano aiutate ad essere stabili, a vivere i loro desideri, a praticare le loro responsabilita'".

Nel suo discorso all'aula di Palazzo Marino, l'arcivescovo Mario Delpini, ha parlato anche dell'alleanza delle istituzioni: un'alleanza gia' presente "nella tradizione milanese" dove "le istituzioni hanno coltivato rapporti di stima reciproca, di abituale collaborazione, di molteplicita' di confronti". Oggi pero' "credo che la stagione sia propizia e incoraggiante per intensificare questa dinamica positiva" ha esortato l'arcivescovo. L'alleanza tra le istituzioni "deve essere intesa come uno stile di rapporti, di incontri, di confronto che diventa il contesto favorevole a rispondere alle domande imposte dal presente e dal futuro" ha auspicato. Le domande individuate dal successore di Ambrogio sono "di orizzonte e di prospettiva": "Che cosa intendiamo per 'citta''? come descriverne il 'funzionamento', le sue dinamiche interne, le pressioni e i condizionamenti del contesto nazionale, europeo, planetario? quale citta' vorremmo costruire? Quali risorse abbiamo per dare un volto desiderabile alla citta'?". Secondo Delpini "affrontare queste domande richiede non solo competenza ed esperienza, ma anche una visione di prospettiva".

In citta' comunque "vivono e operano istituzioni prestigiose, efficienti, dotate di risorse, di idee, di esperienza" e tra queste, oltre all'amministrazione comunale ci sono "le universita' e la scuola, le forze dell'ordine, le parrocchie e la chiesa diocesana, le comunita' cristiane e di altre religioni". Dal canto suo "la Chiesa diocesana nelle sue varie articolazioni centrali e territoriali" mostra la sua "disponibilita' ad essere partecipe di questa alleanza, per farsi promotrice attiva di quanto puo' consolidarla e renderla operativa nell'affrontare le domande di piu' ampio orizzonte e le domande che sorgono dalla cronaca", ovvero quelle relative ai servizi sul territorio. La Chiesa ambrosiana infine puo' "offrire il servizio disinteressato per coniugare sviluppo ed equita', sicurezza e inclusione con la sua presenza capillare in tutta la citta' e la sua riserva di sapienza e di speranza che le ha consentito di attraversare i secoli e di guardare con fiducia al futuro"

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