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Di Lorenzo Zacchetti

Cesano Boscone: il rugby si è impantanato, scende in campo il Sindaco

Simone Negri chiama la FIR: “Pronto a fare da Commissario per salvare una realtà che da 40 anni rappresenta un enorme valore sociale”

Cesano Boscone: il rugby si è impantanato, scende in campo il Sindaco

di Lorenzo Zacchetti

 

Che la scomparsa del calcio a Trezzano sul Naviglio, con la squadra assorbita dall'Accademia Gaggiano, fosse solo una singola manifestazione di una difficoltà diffusa nel mondo dello sport milanese lo avevamo già detto un mese fa.

Basta fare due passi in direzione di Cesano Boscone per trovare un'altra storia simile, con la locale squadra di rugby che rischia seriamente di non potersi iscrivere alla prossima stagione: invece di preparare la festa per il quarantesimo compleanno (nel 2018), i “Cinghiali” ora devono pensare a come poter uscire da una situazione di dissidi societari poco confacenti a uno sport promotore di positività e aggregazione come la palla ovale.

A maggior ragione questo stupisce a Cesano Boscone, nella squadra di rugby che è stata fondamentale nel sottrarre ai rischi della vita di strada centinaia di ragazzi cresciuti nei difficili quartieri Giardino e Tessera. Qui si trova il più grande insediamento di case popolari di questa fetta a sud-ovest della Città Metropolitana e nei giorni scorsi il Sindaco Simone Negri vi ha accompagnato il presidente di Aler per sottoporgli una serie di problemi che vanno dalle occupazioni abusive alle barriere architettoniche, dal degrado alla presenza di amianto.

È lo stesso Sindaco Negri a spiegarci come è nato il problema del rugby: “Lo scorso 30 giugno è scaduta la convenzione del campo comunale di via Don Sturzo. Prima di procedere al rinnovo, abbiamo comunicato alla società che è necessario sanare l'abuso edilizio, risalente a molti anni fa, all'interno dell'impianto. Tuttavia, non è un ostacolo insormontabile: la società si era già attivata per risolvere il problema ed era intenzionata a procedere con l'abbattimento del manufatto in questione. Da parte nostra, inoltre, siamo pronti a ragionare sull'ampliamento di un centro sportivo che ha bisogno di interventi, visto che non c'è un campo di allenamento”.

“Prima della mia elezione, si era anche pensato che su quest'area si potessero realizzare nuove abitazioni (si trova in una zona molto interessante, tra lo stadio del calcio intitolato a Bruno Cereda e il centro commerciale Auchan che si affaccia sulla Nuova Vigevanese, ndr). Noi, invece, diciamo di no e siamo determinati a salvaguardare l'attività sportiva, che ha anche un forte valore sociale, ma prima la società deve risolvere i problemi interni che nel frattempo sono emersi”.

La prima squadra del Cesano Rugby milita in C2 e da due stagioni va molto vicina alla promozione. Nel corso dell'ultimo campionato, il sogno è sfumato anche per un banale disguido burocratico (un documento consegnato in ritardo), che ha comportato una penalizzazione in classifica e conseguenti malumori in seno alla società. L'evento si è inserito in un dibattito aperto sulla gestione del Cesano Rugby, sia dal punto di vista economico, sia per gli altri aspetti della complessa vita di un'associazione sportiva, dei quali la già citata problematica edilizia è solo un esempio.

Si è quindi arrivati ad una vera e propria spaccatura tra un gruppo facente capo al fondatore Nunzio Notaristefano e un altro guidato dal nuovo presidente Massimo Maulle. Lo scontro ha vissuto una tappa critica con l'assemblea dello scorso maggio, nella quale è stato eletto il nuovo Direttivo. Notaristefano vi si è presentato con un abbondante numero di nuovi soci, ai quali però non è stato consentito di votare, in quanto – sostengono a Cesano – privi dei requisiti. Sul punto è intervenuta la FIR (Federazione Italiana Rugby), che ha annullato l'assemblea e quindi l'elezione del Direttivo.

Stante questa situazione, i “Cinghiali” non possono essere affiliati a livello federale e quindi nemmeno iscriversi ai prossimi campionati. Dagli “Old Veteran” al minirugby, sono quasi 500 le famiglie che ruotano intorno al campo di via Don Sturzo, che per quanto spelacchiato comunque rappresenta una sorta di seconda casa per gli amanti dello sport e della convivialità.

Come si può uscire da questo pantano? Il più determinato sembra proprio il Sindaco Negri, che nei giorni scorsi ha lanciato sui social network e sulla stampa locale una nota dall'eloquente titolo: “Salviamo il rugby a Cesano Boscone”.

Mentre l'arbitrato tra le due parti in causa, rappresentate dai rispettivi legali, non sta portando a nulla, il primo cittadino ha chiesto l'intervento della FIR ed ha già avuto un primo colloquio con il Presidente nazionale Alfredo Gavazzi.

Ad Affaritaliani.it, Negri spiega: “Io voglio che l'attività del Cesano Boscone Rugby non solo continui, ma sia anche rilanciata. Per arrivare a questo obiettivo bisogna risolvere i problemi legati all'abuso edilizio e quelli interni della società. Sul primo punto abbiamo già chiarito che la soluzione è a portata di mano, mentre il secondo a oggi sembra più complicato. Se può servire per venirne a capo, il Comune è pronto anche a intervenire direttamente: in questi casi, può essere utile la nomina di un Commissario (che potrei essere io stesso o un mio delegato), il quale in accordo con la FIR gestisca la fase di contrasto tra i soci per poi ridare la gestione al nuovo Direttivo che verrà nominato una volta chiarita la situazione”.

lorenzozacchetti@gmail.com


 


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