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Di Lorenzo Zacchetti

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Milan-Inter: Natale a San Siro con gli odiati “cugini”

di Lorenzo Zacchetti

 

Dopo la delusione di un weekend che ha visto Inter e Milan cadere mestamente contro Udinese e Verona, i tifosi rossonerazzurri possono consolarsi con un regalo di Natale davvero particolare... e che farà contenta anche la RAI.

Durante le festività ci si trova tra parenti, anche quando essi sono poco amati, e infatti gli odiati “cugini” si sfideranno nel derby di Coppa Italia, in programma mercoledì 27 dicembre!

Da anni si discuteva in merito all’ipotesi di importare in Italia la partita del “boxing day”, tradizione da sempre in vigore in Inghilterra, e utilizzare le feste natalizie per massimizzare il pubblico del calcio. Questa stracittadina, la numero 220 della storia, sarà un ottimo test.

Potenzialmente, potrebbe rivelarsi anche un grosso affare per la tv di Stato, considerando come l’inedita sfida tra Inter e Pordenone abbia totalizzato un ottimo 13,9% di share: poco meno della decisiva sfida di Champions League Roma-Qarabag (14,7%). Lo scorso gennaio, sempre in Coppa Italia, la partita tra Milan e Juventus ebbe un numero di telespettatori persino superiore alla Supercoppa di un mese prima, con le stesse squadre in campo!

 

CHI HA VINTO PIU’ DERBY DELLA MADONNINA?

L’appeal della Coppa Italia cresce? Molto dipende anche dalle squadre in campo e dalla loro determinazione nel vincere un trofeo che in passato è stato spesso bistrattato. Se l’Inter vuole rilanciarsi in chiave-Scudetto, primo obiettivo stagionale, per il Milan questo derby diventa l’occasione per raddrizzare una stagione difficile e fare la pace con i tifosi.

Per entrambe le tifoserie, questo è sicuro, una vittoria sui “cugini” sarebbe il regalo di Natale più bello da parte della squadra del cuore!

Il bilancio dei derby in Coppa Italia è favorevole al Milan, che delle 23 sfide fin qui giocate nella storia della manifestazione ne ha vinti 9, contro 7 vittorie dell’Inter e 7 pareggi.

Anche il conteggio dei gol è dalla parte del Diavolo, che è andato in rete 32 volte, a fronte di 22 gol subiti. Il dato della Coppa Italia è in controtendenza con il bilancio complessivo del derby della Madonnina, nel quale l'Inter è in vantaggio sui “cugini” per 78 vittorie a 75. Tuttavia, anche il bilancio delle Coppe Italia vinte pende dalla parte nerazzurra: 7 coccarde contro 5 dei rivali cittadini rossoneri.

 

IL RECORD MONDIALE DEL DERBY DI MILANO

A proposito di coppe vinte, il derby della Madonnina è l’unico al mondo a mettere di fronte due squadre che hanno vinto sia il titolo europeo che quello iridato. Tra Coppa dei Campioni e Champions League, il Milan vanta sette successi e l’Inter tre.

Tra Coppa Intercontinentale e Mondiale per Club, ci sono altre sette targhe in mostra sull’esterno di San Siro, per celebrare i quattro successi rossoneri e i tre nerazzurri.

Curiosamente, il record del doppio titolo mondiale va condiviso con la città di Madrid, che ha festeggiato sia i successi del Real, che quelli dell'Atletico. La particolarità sta nel fatto che i “Colchoneros”, che non hanno mai vinto la Champions League, sono gli unici nella storia ad aver conquistato l’Intercontinentale senza prima essere saliti sul trono d’Europa.

Come è stato possibile? Nel 1974 l'Atletico affrontò l’Independiente al posto del Bayern Monaco, che pur avendo vinto la Coppa dei Campioni rinunciò all’opportunità di sfidare la Regina del Sudamericana. Da finalisti sconfitti in campo europeo, i biancorossi ne approfittarono alla grande, portandosi a casa il titolo iridato!

 

40 ANNI FA, IL DERBY IN FINALE DI COPPA ITALIA

A San Siro si sono giocati anche quattro derby di Champions League, in due edizioni risultate entrambe favorevoli al Milan. Nel 2002/03 i rossoneri prevalsero in semifinale grazie alla regola dei gol... in trasferta. Una beffa clamorosa per i nerazzurri. Dopo lo 0-0 dell'andata, l'1-1 della partita di ritorno (con il Milan che figurava come squadra ospite) portò la squadra di Ancelotti alla finale, poi vinta contro la Juve. In quel derby risultò decisivo un miracolo di ABBIATI sul tentativo di “Oba-Oba” Martins.

Due anni più tardi, la sfida si replicò nei quarti e il Milan vinse con meno patemi d’animo. Dopo il 2-0 all'andata, i rossoneri stavano conducendo per 1-0 anche al ritorno, quando la partita venne sospesa per le intemperanze dei tifosi interisti. Inevitabile la sconfitta dei nerazzurri a tavolino, comunque ininfluente sulla qualificazione.

Caso unico nella storia del calcio italiano, la stracittadina milanese ha anche assegnato due trofei: la Supercoppa Italiana del 2011 (che però si è giocata a Pechino) e proprio la Coppa Italia del 1977. In entrambi i casi, a vincere è stato il Milan.

Davvero particolare la finale-derby di 40 anni fa, con la squadra rossonera in piena crisi e costretta a richiamare in panchina Nereo Rocco. Scelta azzeccatissima: da una pericolosa vicinanza alla zona-retrocessione, il Milan balzò fino al terzo posto in campionato e coronò la stagione strappando la Coppa Italia ai rivali cittadini grazie al 2-0 firmato da Aldo Maldera e Giorgio Braglia.

 

I RECORD DI PRESENZE E GOL NEL DERBY

Di questa lunga storia di sfide al cardiopalma, fanno parte grandi campioni e giocatori che proprio nel derby hanno trovato il loro momento di gloria.

A parte i tanti talenti che hanno militato SIA NELL’INTER CHE NEL MILAN, da Seedorf a Pirlo, passando per BAGGIO, Ibrahimovic, Vieri e SERENA, meritano una segnalazione particolare i due fedelissimi: il recordman di presenze nel derby con il Diavolo è Paolo Maldini (56 partite), mentre sulla sponda interista il primato spetta Javier Zanetti (47).

In quanto ai gol realizzati nel derby, Shevchenko è davanti a tutti con i suoi 14 gol segnati per la gioia dei tifosi milanisti. Dietro di lui, a quota 13, c'è il mitico Meazza, al quale nel 1980 è stato intitolato lo stadio di San Siro, che ne ha fatti 12 con la maglia dell'Inter e uno con quella del Milan. A quota 11 troviamo lo svedese Nordhal (Milan) e l'ungherese Nyers (Inter), seguiti da Enrico Candiani, che ha segnato 10 gol tra Inter (7) e Milan (3).

Un primato decisamente particolare è quello di SAUL MALATRASI, unico giocatore nella storia del calcio ad aver conquistato Scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale con entrambe le squadre meneghine!

 

 

GLI EROI PER CASO DEL DERBY DI MILANO

 

Oltre a questi grandissimi giocatori, il Derby della Madonnina ha riservato momenti di gloria anche a personaggi meno in vista, che proprio in occasione della stracittadina si sono tolti la soddisfazione di conquistare l’affetto dei propri tifosi.

Un caso celebre è quello di GIUSEPPE MINAUDO, il ragazzino della Primavera nerazzurra che nel 1986 segnò il gol decisivo nel primo derby dell’era-Berlusconi.

Nel gennaio ’98 ci fu l’exploit della meteora norvegese STEINAR NIELSEN, che proprio contro l’Inter siglò l’unico gol della sua breve e poco fortunata esperienza milanista. Talmente poco fortunata che, nella stessa partita, si infortunò gravemente in uno scontro con Ronaldo e fu costretto a operarsi al ginocchio!

La rete del difensore soprannominato “Baywatch” arrivò nel contesto di un sonoro 5-0 per il Milan, superato dallo storico 6-0 dell’11 maggio 2001, nella trentesima giornata di campionato. L’eroe di quella giornata fu GIANNI COMANDINI, autore di una doppietta che però non gli ha impedito di essere ceduto a fine stagione, essendo poco gradito al tecnico Cesare Maldini.

 

I 18 ANNI DI DONNARUMMA... E QUELLI DELLO ZIO BERGOMI

 

Chissà che questa volta il derby non rappresenti l’occasione di riscatto per DONNARUMMA, oggetto di una DURISSIMA CONTESTAZIONE nella precedente sfida di Coppa Italia contro il Verona. Una situazione davvero pesante per un ragazzo che, seppure pagato benissimo, è comunque un diciottenne che si trova al centro di interessi certamente più grandi di lui.

Fa molto bene Gattuso a cercare in tutti i modi di proteggere il talento in erba, anche dai propri errori. In questi casi, il supporto da parte da chi ha più esperienza, anche di vita, è fondamentale.

Lo ha ricordato un altro dei protagonisti della storia del derby di Milano, Beppe Bergomi. La scorsa estate, commentando le prime polemiche riguardanti la posizione di Gigio, l'ex capitano nerazzurro ha rivelato a Sky: “Sono andato indietro col pensiero a quando avevo 18 anni, dopo il mondiale. Mi recai all’appuntamento con Mazzola e Beltrami accompagnato da mia madre e mio fratello. Quando mi hanno detto: ‘Ti diamo 24 milioni di lire lordi’, mia madre rispose che erano troppi. Ringraziai e firmai. Adesso è cambiato tutto, bisognerebbe tornare indietro”.

Il calcio è effettivamente cambiato molto, da questo punto di vista. Anni fa, il fatto che allenatori e dirigenti avessero anche una funzione educativa nei confronti dei giovani talenti era considerato normale e doveroso. Oggi suona come una stramberia.

 

I MAESTRI DI CAUSIO E TOTTI

 

Il cambiamento storico si percepisce anche dalle parole di FRANCO CAUSIO, che nella sua autobiografia ha parlato della Juve come di una vera e propria scuola di vita: “Boniperti e l’avvocato Agnelli mi hanno aiutato a crescere, devo loro moltissimo”.

Ma anche in tempi più recenti possiamo trovare un esempio del genere. E oltretutto illustrissimo: quello di FRANCESCO TOTTI. Il “Pupone” ha debuttato in Serie A a soli 16 anni, lanciato da Boskov, ma è stato Carletto Mazzone a formarlo., da ogni punto di vista. “Francesco mi ha fatto sentire papà e consigliere”, ha raccontato il tecnico romano. “Quando l’ho preso aveva 16 anni.  Gli dicevo ciò che doveva mangiare e gli raccomandavo di asciugarsi i capelli dopo la doccia”.

Non casualmente, lo scorso marzo Totti ha celebrato gli 80 anni di Mazzone con un messaggio carico di affetto e riconoscenza: Mister, ci siamo conosciuti che avevo 16 anni, ero un ragazzino! Mi hai fatto crescere come uomo e come calciatore. Mi hai difeso, mi hai spronato e mi hai fatto tenere la testa sulle spalle ad un'età difficile. Chissà come sarebbero andate la mia carriera e la mia vita se non ci fossi stato tu... Ma ci sei stato e io mi sento fortunato, onorato ed orgoglioso di aver conosciuto una persona splendida come te che non smetterò mai di ringraziare! Ci vorrebbero tanti Carletto Mazzone anche nel calcio di oggi!”.

Il calcio di oggi, come abbiamo detto, è cambiato moltissimo. Ma una cosa è rimasta uguale: il pallone accende l'entusiasmo dei tifosi come poche altre cose al mondo e, anche nei momenti difficili, a volte basta poco per riconquistarne il cuore.

Ad esempio, con una grande prestazione nel derby, Gigio Donnarumma potrebbe in un lampo lasciarsi alle spalle fischi e polemiche.

Dall'altra parte ci sarà un'Inter che non pare intenzionata a mollare niente e che, dopo lo spavento patito contro l'arrembante Pordenone, certamente non prenderà sottogamba un impegno cruciale come il derby della Madonnina. Questa volta, c'è da scommetterci, Spalletti non ripeterà l'errore di lasciare in panchina “titolarissimi” come Icardi, Perisic e Handanovic!

Insomma, ci sono davvero tutti gli ingredienti per divertirsi molto: Buon “Natale a San Siro” a tutti i tifosi milanesi!

 

 

 

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