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Congresso Pd/ Stefano Draghi ad Affaritaliani.it: "Chiamparino? Avrebbe poche chance"

Martedí 30.06.2009 10:06
bersanifranceschinicasatima

Congresso Pd Milano/ Ezio Casati (segr. provinciale) ad Affaritaliani.it: "Appoggio Franceschini. Dopo il congresso ci saranno cambiamenti"

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Chiamparino: per una svolta laica e generazionale del partito. Di Marco Volante


"Penati rimane comunque la figura di riferimento più importante del Pd milanese, certo che la crudeltà della legge elettorale può bruciare candidati che hanno ottime chance". Stefano Draghi, coordinatore del Pd milanese, in un'intervista ad Affaritaliani.it, si mostra cauto nei confronti di un'eventuale candidatura di Filippo Penati a sindaco di Milano in vista delle Comunali. Le primarie a Milano? "Non ce le ha mica ordinate il medico. Se trovassimo un candidato molto forte su cui c'è un larghissimo consenso è chiaro che non avrebbe senso farle". Bersani o Franceschini? "Sono persone di cui ho grande stima per cui non ho motivi personali per schierarmi frettolosamente". Poi vede scorge non poche  difficoltà su un'eventuale discesa in campo di Chiamparino: "Avrebbe poco possibilità di vincere".

Penati ha preso più voti a Milano che in Provincia. Quanto è da ascrivere la merito dell'ex presidente della provincia quanto al suo lavoro di coordinatore cittadino?
"Il dato non rappresenta una novità: il Pd è più forte in città rispetto alla Provincia già dall'anno scorso. E quindi la base su cui costruire il successo di Penati c'era già. Certo, il merito va sia a Penati, sia ai quaranta circoli milanesi e ai loro 500 coordinatori e alle centinaia di militanti che hanno consumato le suole delle scarpe in questa campagna elettorale. Ma dobbiamo analizzare non tanto la vittoria di Penati al secondo turno che è bella ma fragile. Guarderei i dati con soddisfazione ma anche con realismo. Bisogna non farsi prendere dall'entusiasmo, ma nemmeno sottovalutare le grandi potenzialità che ha il partito a Milano".

stefano draghi
Stefano Draghi

LA MAPPA

Ad esplicitarlo è stato Ezio Casati, segretario provinciale del Pd: "E' divertente questo congresso. E' vero. E poi ci sono i paradossi di quelli abituati a lavorare con alcuni, che però si trovano su cordate diverse". Sì, perché è intricata, maledettamente intricata, la ragnatela di rapporti che prelude al congresso del Partito democratico. Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd a Palazzo Marino, parlando con Affaritaliani.it esplicita tuta la propria amarezza: "Mi fa rabbrividire un congresso nel quale tutti si sono schierati ma non si sa per che cosa. Mi fa rabbrividire un congresso dove ci sono le cordate ma non le idee. E quindi mi auguro che ci sia una candidatura che rompa questo schema". Messaggio chiaro e diretto sia a Bersani che a Franceschini.

Le cordate, come dice Majorino, ci sono. E sono ben definite. Tanto definite da risultare comiche (e divertenti, davanti agli occhi di Casati). Paradossi precongressuali: Penati, amico di Fassino, finisce con Bersani e D'Alema. Casati, supporter di Franceschini, ha nella segreteria provinciale Gabriele Messina, che è uscito pubblicamente a favore di Bersani. Ma il meglio è a livello regionale: Martina, che probabilmente sosterrà l'ex ministro, è nella segreteria di Franceschini. Insomma, tutti contro tutti. Segno che veltroniani, dalemiani, bindiani, etc etc sono categorie che hanno sempre meno senso. (Fabio Massa)

Che cosa serve al Pd per ritornare a vincere a Milano?
"Ridare identità, nerbo, struttura e organizzazione al Pd milanese, provinciale e lombardo. Speriamo che il congresso aiuti. Ma fino adesso ho delle perplessità in merito e rimarrò sulle mie finché non vedrò elementi concreti di cambiamento. Milano si deve sganciare dalle logiche nazionali".

Non ha fatto ancora una scelta tra Bersani e Franceschini?
"No e intendo prendere tutto il tempo necessario per decidere. Ammesso che poi decida. Non ho una carriera da costruire, ma una storia personale da difendere. Bersani e Franceschini sono persone di cui ho grande stima per cui non ci sono motivi personali per schierarsi frettolosamente".

Un'eventuale candidatura di Chiamparino la convincerebbe?
"In questo momento una terza candidatura può essere una buona testimonianza, ma ha poche chance di successo al primo turno: per questo credo che Chiamparino non si candiderà. Penso che sia un bene che continui a fare il sindaco. Un ruolo che sta ricoprendo bene e che porta consensi al Pd".

Ma alcuni giovani piombini lo hanno applaudito molto e vedono in lui il leader del futuro….
"Proprio per questo motivo è giusto che resti a fare il sindaco e lo faccia bene dimostrando che il Pd è in grado di produrre classe politica soprattutto a livello locale. Il nostro problema è trovare un Chiamparino milanese".

Penati non potrebbe esserlo in vista del 2011?
"Certo. C'è un problema però: Penati ha perso e il partito deve pensare a ricostruire un rapporto tra Penati e l'opinione pubblica".

Considera Penati un nome bruciato?
"Non lui. Però il sistema dell'elezione diretta è molto crudele. Proprio perché la competizione è molto personalizzata i perdenti  ha più difficoltà a recuperare e a riproporsi. Intendiamoci, Penati rimane comunque la figura di riferimento più importante del Pd milanese, ma la crudeltà della legge elettorale può bruciare candidati che hanno ottime chance".

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