Si riapre sul fronte della giustizia penale la vicenda dei cosiddetti incarichi d'oro attribuiti dall'amministrazione comunale di Milano guidata da Letizia Moratti. In attesa che la Corte dei Conti esprima, nelle prossime settimane, il verdetto sul presunto danno erariale da 11 milioni seguito all'assunzione di decine di dirigenti, il gip Paolo Ielo respinge l'archiviazione chiesta dalla Procura e ordina nuove indagini per chiarire le posizioni del primo cittadino, accusata di abuso d'ufficio, e di Federico Bordogna, ex direttore delle Risorse Umane, Alberto Bonetti Baroggi, allora capo di gabinetto, Giampietro Borghini, ex direttore generale del Comune e della sua vice Rita Amabile. Nel dicembre scorso, il pm Alfredo Robledo aveva presentato richiesta di 'chiudere' il caso, sostenendo che le condotte degli indagati non apparivano penalmente rilevanti, ma censurabili 'solo' come illeciti amministrativi. Per il gip invece bisogna tornare a indagare, a sentire i testimoni e a cercare documenti sia per l'ipotizzata concussione che per l'abuso d'ufficio. Ielo va addirittura oltre l'originaria contestazione di concussione ipotizzata dal pm per i dirigenti che fecero firmare il prepensionamento ai funzionari non piu' graditi al Comune. "Non appare dubbio - scrive il gip nell'atto con cui respinge l'archiviazione - che la risoluzione consensuale, ottenuta con la prospettazione di modalita' umilianti nella prosecuzione del rapporto di lavoro, con minacce - credibili per la fonte da cui promanavano - di pagarla, di mobbing, pare integrare il reato di violenza privata aggravata e non quello di concussione". In particolare, "il materiale investigativo acquisito appare idoneo a sostenere l'accusa in giudizio con ragionevoli probabilita' di condanna per il fatto commesso in danno di Gardino". Silvia Gardino ha raccontato di essere stata convocata da Bordogna nell'estate del 2006 e di essersi sentita dire dal direttore delle risorse umane che, se non fosse andata in pensione, gliel'avrebbero "fatta pagare".

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Per quanto riguarda gli altri lavoratori congedati, il gip invita la Procura a raccogliere altri elementi d'indagine, riascoltando i testimoni "sui fatti che hanno determinato la loro percezione di minaccia finalizzata all'ottenimento della risoluzione del contratto". Per quanto riguarda l'altro capo d'imputazione, quello d'abuso d'ufficio, contestato al sindaco, il gip rimprovera a Moratti di aver assunto, in contrasto con quanto previsto dalla legge, 51 dirigenti esterni, anziche' una decina. Queste nuove nomine sarebbero, inoltre, avvenute "senza nessuna ricerca delle professionalita' maggiormente adeguate" e "senza la pubblicita' alla volonta' dell'amministrazione di fare assunzioni, prevista dallo Statuto". Quelle del sindaco non sarebbero state, per il gip, scelte basate su una legittima discrezionalita' politica, come ha scritto il pm nella richiesta di archiviare, ma opzioni in violazione della legge per favorire, e' uno degli esempi che cita, Carmela Madaffari, direttore della Direzione Centrale famiglia del Comune, che "nel momento della designazione aveva subito provvedimenti negativi, sia pure non definitivi, quali la risoluzione del suo contratto di direttore generale della Asl di Locri". Dalla Procura si fa notare che tutte le attivita' d'indagine 'suggerite' dal gip sarebbero gia' state svolte.