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Milano
Dalla Chiesa: “Occorre subito un comitato antimafia per le Olimpiadi"
nando dalla chiesa


Per prevenire le infiltrazioni della ’ndrangheta e la corruzione nei lavori pubblici in vista delle Olimpiadi invernali del 2026 bisogna intervenire “il più presto possibile”, nominando un “comitato di persone che abbiano competenze vere in tema di antimafia” e “aprire gli occhi da subito”. Parola di Nando Dalla Chiesa, che da sempre si occupa di lotta alla criminalità. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT MILANO 

Come si può agire in tempo per prevenire l’infiltrazione della criminalità organizzata, in particolare della ‘ndrangheta nei lavori pubblici che interesseranno Milano di qui ai giochi?

Predisponendo delle strutture competenti in relazione tra di loro e che non siano isolate l’una dall’altra. Ricordo l’esempio di Expo, quando dei sette anni disponibili due vennero spesi per individuare l’amministratore delegato, e questo portò via del tempo. Bisogna riuscire a non mettersi nella condizione dell’emergenza e quindi procedere i più presto possibile. Occorre definire delle strutture di difesa e di analisi della situazione. Per quello che ricordo su Expo non riuscimmo ad evitare tutto, ma sicuramente il film non fu quello che era stato previsto dalla ‘ndrangheta. La mia idea è che ormai abbiamo esperienze sufficienti che ci consentono se non di impedire assolutamente le infiltrazioni, perché questo mi sembra quasi impossibile, ma di garantire che l’evento resti fuori dalle grinfie criminali. 

Tecnicamente di cosa parla? Di un comitato?

Nominerei un comitato di persone che abbiano competenze vere, e che non siano scelte in base ai partiti di riferimento: quest’ultima ipotesi va proprio dimenticata. All’idea che venga scelto qualcuno perché rappresenta questa o quell’area dico no. Bisogna trovare delle persone competenti sulle organizzazioni criminali. E non basta nemmeno il fatto che uno insegni diritto penale. La specializzazione è la discriminante. Servono capacità di analisi effettive, conoscenza del modus operandi delle organizzazioni criminali, della loro storia e della loro geografia. Può sembrare il minimo in realtà non è semplice da ottenere: a mio avviso però è la prima condizione. 

Si è parlato di un’Olimpiade low cost, ma a suo modo di vedere dove è maggiore il rischio che si annidi il malaffare?

Sicuramente ci sono le ristrutturazioni e la costruzione di nuovi impianti: tutto ciò che implica il movimento terra e gli autotrasporti è rischioso. Poi però bisogna anche stare attenti ad altri servizi che possono sembrare minori e poco interessanti per delle organizzazioni che traggono profitti da attività molto più lucrose: non bisogna dimenticare che catering e facchinaggio e sorveglianza rimangono comunque attività in cui cercano di inserirsi. 

Solo qualche giorno fa i giornali hanno riportato la notizia di 34 arresti e delle mani della mafia calabrese sui parcheggi intorno a Malpensa…

Ci sono delle attività che sembrano poco remunerative, come i parcheggi, ma il il problema è che il controllo dei contesti territoriali viene cercato continuamente. Quindi sorvegliare anche le commissioni che sovrintendono ai bandi e stabilire delle regole più stringenti è un passo da fare. Non bisogna finire sempre nel dibattito sul massimo ribasso, che può esserci, purché sia compatibile coi prezzi di mercato: se la somma dei costi va molto al di sotto della media di mercato, occorre aprire gli occhi e stabilire dei controlli incisivi.

Secondo lei chi dovrebbe cominciare a ragionare su questo tema? E’ compito del commissario-manager che sarà individuato?

Ci sarà una struttura societaria che sarà incaricata di gestire la realizzazione dell’evento e credo che soprattutto i Comuni interessati e in seconda battuta le Regioni interessati debbano fare di tutto con l’aiuto delle strutture di Stato, non tanto i ministeri, quanto le prefetture, le questure e l’Arma dei carabinieri. 

Ci sono esempi di persone o strutture che si sono già cimentate in un lavoro simile?  Può fare dei nomi?

Non faccio nomi, ma le condizioni che propongo già da sole eliminano tanti personaggi che sarebbero superflui. Anche un magistrato, ad esempio, in questo caso andrebbe valutato in base a quello di cui si è occupato e per come lo ha fatto. La tendenza è dire: questa persona ha fatto il prefetto in quella situazione ad alta intensità camorristico-mafiosa, ma poi bisogna vedere che cosa ha davvero fatto in quel momento. Insomma: è necessario fare scelte serie. 

Parliamo ancora di corruzione e mafia come di due fenomeni separati, in realtà le ultime indagini dimostrano come in alcuni casi siano sovrapponibili, visto che la mafia agisce sempre di più con metodi e dinamiche corruttive. Questo comitato a suo avviso dovrebbe vigilare anche sulla corruzione?

Se così fosse, sarebbe una scelta molto coraggiosa. Ma quello che mi sembra realisticamente di immaginare è che se il comitato si occupasse anche di corruzione si finirebbe per depotenziarlo, perché a quel punto la disponibilità a lasciarsi controllare automaticamente diminuirebbe. 

Se il problema è non fare entrare  la ‘ndrangheta o la mafia o la camorra nelle Olimpiadi, non la sia fa entrare e questo significa anche controllare i comportamenti delle commissioni giudicatrici. Mettere insieme i due organi significherebbe creare una situazione di imbarazzo e paura e di conseguenza scegliere persone poco affidabili, perché poco combattive o non sufficientemente competenti. 

Nell’ultimo rapporto di Libera si legge che i lombardi hanno ancora poca percezione di vivere in un territorio dove la mafia esiste e pervade parte della vita anche pubblica, dal punto di vista del controllo sociale che cosa si potrebbe fare in vista del grande evento?

Basta sensibilizzare e far capire quali sono i possibili indicatori di una presenza di un’organizzazione criminale, per esempio indicare quali sono certi comportamenti nei cantieri o accendere i fari sulle spie di infiltrazioni, come gli incendi nei luoghi deputati alle realizzazione di nuove strutture. L’antimafia e la consapevolezza vanno popolarizzate. 

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