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Donnarumma, parla Raiola: "Milan ambiente ostile, via non per soldi"

Raiola spiega i motivi dell'addio di Donnarumma: "Milan ambiente ostile, non è una questione di soldi"

Donnarumma, parla Raiola: "Milan ambiente ostile, via non per soldi"

Raiola: Al Milan ambiente ostile, non era problema soldi

"Si era creato un ambiente troppo ostile e violento". Lo ha detto Mino Raiola, agente di Gianluigi Donnarumma, spiegando i motivi della rottura del suo assistito con il Milan."Siamo stati costretti a prendere una decisione che non eravamo pronti a prendere - ha proseguito il procuratore in conferenza stampa domenica sera - L'unico problema che non c'era erano i soldi, non ne avevamo mai parlato. Non ci è stata concessa serenità da parte del Milan".

Durante la conferenza stampa di domenica, Raiola ha aggiunto che "Gigio è stato minacciato, la famiglia è stata minacciata, minacce di non giocare, di morte, striscioni mai tolti dalla società e un atteggiamento passivo dei suoi confronti - ha sottolineato - Non è mai stata una questione economica, se due parti vogliono trovare la soluzione la soluzione si trova". Il procuratore ha precisato che "io contro il Milan non ho niente, i rapporti con Fassone sono ottimi e se ci dobbiamo parlare ci parliamo, ma ormai hanno fatto la loro scelta - ha concluso - Si doveva decidere il 13 e noi abbiamo deciso. C'è il rischio di perdere un anno? Sì, è un rischio importante. Se sarà giudicato per le sue qualità di sicuro non lo perde, se invece ci sono altre situazioni che costringono l'allenatore a prendere certe decisioni allora forse sì. Per me è mobbing se minacci un giocatore di stare un anno in tribuna"; ha concluso Raiola.

Raiola: Donnarumma voleva rinnovare ma Milan ci ha forzato

"Inizialmente Gigio era disposto a rinnovare con il Milan, la sua idea era quella. Anche per questo ho detto che non sarebbe mai andato via a parametro zero". E' questa la ricostruzione di Mino Raiola, agente di Gianluigi Donnarumma, in merito al mancato rinnovo di contratto del portiere con il club rossonero. "Poi però sono cambiate alcune cose, e di fatto il Milan ci ha forzato a non rinnovare - ha proseguito in conferenza stampa il procuratore - Ci hanno minacciato dicendoci che non lo avrebbero fatto giocare e avrebbero provato a stroncargli la carriera incaso di mancato rinnovo. Non credo che sia la politica migliore da intraprendere se una società vuole rinnovare il contratto a un proprio giocatore".


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