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Emergency, i conti 2016: crolla l'utile (addio Cecilia) ma il tesoro resta immenso

Ha fatto scalpore la cacciata di Cecilia Strada da Emergency. Come è andato il bilancio 2016? L'utile è crollato. Ma il tesoro e la liquidità restano immensi

Emergency, i conti 2016: crolla l'utile (addio Cecilia) ma il tesoro resta immenso

di Fabio Massa

Emergency era una onlus da quotare in Borsa. Lo scorso anno, sul bilancio 2015, avevamo fatto una ricognizione che dimostrava come fosse possibile essere una realtà delle più importanti, a livello di ong, e non solo avere i conti in ordine, ma addirittura far dire a esperti di Borsa che - se fosse sul mercato - la creatura di Gino Strada, uno dei sestesi più famosi al mondo, sarebbe tranquillamente un ottimo investimento. Malgrado i conti, malgrado la grande operatività, la notizia che ha fatto scalpore, alcuni giorni fa, è stata il siluramento di Cecilia Strada, figlia di Gino e moglie di Maso Notarianni, ex direttore di PeaceReporter. Difficile capire che cosa ci sia dietro le voci, anche se tutte porterebbero al tema dei conti della Ong. Conti che, anche quest'anno, Affaritaliani.it Milano ha analizzato e che chiunque può scaricare QUI.

Per prima cosa va detto che l'utile è letteralmente crollato. L'anno scorso Emergency chiudeva con un utile di quasi otto milioni di euro (per la precisione: 7987616 euro). Il 2016 si è concluso invece con un utile di 1732565. Certo, ancora in utile, come in quasi tutti gli anni dalla sua fondazione. Ma con un crollo verticale che - se fosse una quotata - farebbe preoccupare gli stakeholder. Roba da siluramento del management, se fosse un'impresa privata dedita agli utili. Ma perché questo crollo? Il conto economico lo rivela: la diminuzione di donazioni e contributi è netta: - 12 per cento. In soldoni, oltre 3 milioni e 800mila euro in meno rispetto al 2015. Anche su questo, il bilancio racconta anche chi sono i donatori di Emergency, con grande trasparenza. Rispetto al 2015 sono aumentati gli introiti dal 5 per mille di quasi 2 milioni, per un totale di quasi 14 milioni di euro. Sono aumentate anche le donazioni dall'estero (70mila euro in più), e sono letteralmente esplose le contribuzioni di enti (non specificati, ma non quelli locali), che tra soldi "liberi" e vincolati passano da oltre 330mila euro a quasi 800mila euro. Crollano invece i donatori istituzionali internazionali (4 milioni in meno). In totale Emergency ha raccolto nel 2016 42 milioni di euro. Se guardiamo, non solo le contribuzioni, ma la totalità dei proventi, il bilancio 2016 si chiude a quota 48 milioni e mezzo, mentre quello dello scorso anno era a quota 52 milioni. 

A determinare il crollo dell'utile è anche però l'attività che Emergency svolge meritoriamente in giro per il mondo. Si passa da 41 milioni a 43 milioni investiti nei progetti. Poi c'è la nuova sede di Milano: l'indebitamento sale di oltre 2 milioni perché è stato stipulato un mutuo di 4 milioni e mezzo per la nuova sede di via Santa Croce. E' da dire che la rata del mutuo va a compensare quella dell'affitto che Emergency pagava per la vecchia sede, quindi è sicuramente un'operazione vantaggiosa per Gino Strada. 

Insomma, brutte notizie per il 2016? Assolutamente no. Gli analisti consultati da Affaritaliani.it Milano, anche per il bilancio attuale, tendono a promuovere la creatura di Gino Strada. Anche perché c'è una voce, già presente lo scorso anno, che la dice lunga sulla "liquidità": tra depositi bancari, valori in cassa, depositi postali, depositi postali destinati alle missioni, si passa da 19 milioni di euro "liquidi" a 22 milioni di euro. Interessante è il fatto che cresce enormemente la quota non destinata a progetti (+ 5 milioni) e invece cala di 2 milioni la cifra già riservata a progetti in corso. Sommando liquidità e crediti esigibili, in cassa Emergency ha un tesoretto di quasi 30 milioni di euro. Insomma, gli utili diminuiscono di molto. Ma sicuramente Emergency è una Ong... da quotare in Borsa.

fabio.massa@affaritaliani.it


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