 Bruno Ermolli
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Non solo una fiera, ma una vetrina sul mondo, un progetto di cooperazione internazionale destinato a produrre effetti duraturi. E' questa l'opinione di Bruno Ermolli, presidente di Promos, la societa' che si occupa di internazionalizzazione per la Camera di Commercio di Milano, socia al 10 per cento della Expo 2015 SpA. "Una volta per tutte e' necessario chiarire che l'Expo non e' un capannone in piu' o in meno, non e' solo una fiera - ha spiegato Ermolli in un'intervista al Corriere della Sera - E' una piattaforma di cooperazione internazionale, una vetrina dietro la quale ci sono la bottega che vende e l'industry che produce servizi e beni. Non durera' sei mesi e non finira' nel 2015, ma negli effetti andra' molto oltre".
"Milano e l'Italia potranno conquistare o consolidare numerose posizioni di eccellenza e supremazia mondiale sui temi dell'Expo, instaurando relazioni internazionali con 153 Paesi", ha continuato Ermolli, che ha poi puntato il dito contro la politica di fazione che "non ha dato il meglio di se'" e minimizzato i rischi di infiltrazioni malavitose, spiegando che "il rischio esiste, ma esistono i modi di prevenirlo e colpirlo". Il manager ha poi lodato l'iniziativa degli Stati Generali lanciata dal presidente della Regione Roberto Formigoni spiegando che i cittadini sono i veri "stakeholder" che vanno coinvolti, assieme alle categorie economiche" e stigmatizzando le polemiche sui finanziamenti e su eventuali tagli di budget, perche' "l'Expo si fara' cosi' come e' stato preventivato nel dossier di candidatura al Bie. Mi pare logico che il premier Berlusconi a fronte della crisi economica e finanziaria mondiale colga l'occasione di traino per il Paese e non se la voglia lasciar sfuggire".